Il piano del Caimano per vincere con Renzi

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Da Il Fatto Quotidiano del 06/02/2014. Fabrizio d’Esposito attualità

Palazzo Grazioli. Su Roma, c’è finalmente un po’ di sole dopo giorni e giorni di acqua, solo acqua. Silvio Berlusconi riceve amici, fedelissimi, parlamentari, semplici cortigiani. E va a ruota libera su tutto e tutti. Renzi, Toti, le elezioni europee, Napolitano (sempre lui). Nello stesso momento, al Senato, i forzisti scatenano l’inferno contro la decisione del presidente Grasso di costituirsi parte civile nel processo napoletano sui parlamentari comprati (scandalo De Gregorio).

La paura di Angelino

A Palazzo Madama, per un giorno, si ricrea lo schema del centrodestra d’antan: Forza Italia con Ncd, Lega e Udc. Nei suoi ragionamenti, il Caro Condannato è convinto che la nuova federazione sarà battezzata già alle elezioni europee, complice lo sbarramento del 4 per cento. Il colpo grosso sarebbe il ritorno di Alfano: “I sondaggi veri danno il Nuovo Centrodestra a non più del 3,6 per cento. Non vanno da nessuna parte e Angelino sa meglio di ogni altro che io sui sondaggi non bluffo. Alla fine verrà con noi, se vuol portare i suoi a Strasburgo, non ha alternative, e vinceremo con il nostro rassemblement in modo schiacciante, raggiungeremo quota 37, sarà l’antipasto delle politiche. Sarà il nostro grande rilancio e mio personale. Dimostrerò che sono ancora vivo”. Sempre ieri, Fabrizio Cicchitto, tra gli alfieri di Ncd, ha ribadito: “Alle europee andremo da soli”. Questione di tempo e di sondaggi e qualcosa cambierà.

Il nome nel simbolo

Altra smentita, quasi in diretta, arriva da B. all’annuncio di Renato Brunetta al Financial Times: “Berlusconi si candiderà alle europee, se non glielo permettono farà ricorso”. Il Cavaliere, in cuor suo, già è rassegnato: “Questi ricorsi non portano da alcuna parte. Il mio nome non sarà in lista ma nel simbolo della federazione sì. Il mio vero problema sarà l’ultimo mese e mezzo di campagna elettorale. Dal 10 aprile sarò ai domiciliari o ai servizi sociali, come spero. I miei avvocati hanno presentato una lista di onlus al tribunale, spero di farli a Milano, abitando ad Arcore”. Per la precisione si tratta di onlus tutte ampiamente beneficiate dal munifico B.

I caveau ad Arcore e Grazioli

Sulle residenze di B. è in arrivo un’altra sorpresa. Per evitare “intrusioni giudiziarie” Palazzo Grazioli e Arcore diventeranno anche sede degli uffici di due senatori: Niccolò Ghedini, in Lombardia, e Mariarosaria Rossi, a Roma, peraltro nominata ieri capo dello staff della presidenza berlusconiana. Tutti i documenti, on line e cartacei, del Condannato saranno trasferiti in questi uffici. Come fossero caveau di una banca.

“Grasso prende ordini dal Quirinale”

Mentre parla, Berlusconi viene informato degli sviluppi roventi al Senato sulla costituzione di parte civile. Il Condannato quasi si accascia, “per l’ennesima ferita”, ma non è sorpreso: “Me l’aspettavo, Grasso prende ordini da quello lì, non fa un passo se non lo consulta”. “Quello lì” è Giorgio Napolitano. Dopo mesi di sfoghi in privato, solo qualche giorno fa B. si è lasciato andare in pubblico: “Non lo rieleggerei più”. Per la cronaca, quando il capo dello Stato si insediò per la seconda volta, il Condannato definì il discorso del re come “il più straordinario degli ultimi venti anni”.

“Toti? Non c’era di meglio”

Con Berlusconi ai servizi sociali e non candidato, dal 10 aprile sarà cruciale il ruolo di Giovanni Toti, per ora consigliere politico di B. Ai suoi interlocutori, scettici sulle qualità mostrate sinora dall’ex direttore della galassia Mediaset. il Condannato ha opposto le sue ragioni: “Voi mi dite che è moscio, che non sfonda, che è grasso. Tutto vero, ma dopo il tradimento di Angelino ho bisogno di una persona di fedeltà totale. Giovanni non ha ambizioni e non ha una forza politica alle spalle. Per me è l’ideale e per questo, vedrete, diventerà coordinatore nazionale di Forza Italia. E con tutta onestà vi dico anche che intorno a me non ho visto di meglio. Giovanni non farà il furbo”.

“Se quelli non fanno casini”

Tutto questo ragionamento ha come sfondo implicito una certezza di B.: il 25 maggio non si voterà anche per le politiche: “Le elezioni nazionali non ci saranno a meno che Renzi non combini casini. Ma io di lui mi fido, Matteo e Denis (Verdini, sherpa di B., ndr) si vedono da anni ogni lunedì a Firenze. Adesso la priorità è portare a casa la legge elettorale, su questo sono inflessibile, e fare la riforma del Senato. Vedrete non voteremo per le politiche”.

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il febbraio 7, 2014, in attualità, Uncategorized con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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