“I poliziotti del G8 risarciscano lo Stato”

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LA CORTE DEI CONTI CONTRO GLI AGENTI CHE PRESERO A CALCI UN RAGAZZO DI OSTIA E UN GIORNALISTA INGLESE
Fatto Quotidiano del 5/02/2014 di Ferruccio Sansa attualità
Una delle immagini simbolo del G8: il funzionario della Digos di Genova, Alessandro Perugini, in jeans e polo gialla, che colpisce con un calcio in faccia un ragazzo. “L’ho solo sfiorato”, raccon- terà. Le foto del volto del gio- vane, orrendamente tumefatto, dimostreranno il contrario. Per quel calcio, per quello che avvenne in quei momenti, ieri la Procura della Corte dei Conti di Genova ha chiesto mezzo milione di danni a Perugini e ad altri quattro agenti in servizio con lui a Genova. Una decisione clamorosa: Perugini e i suoi colleghi devono rispondere per il danno di immagine provocato allo Stato e al corpo di Polizia. Non solo: la terribile vicenda del calcio da un punto di vista penale si risolse in nulla. II ragazzo – risarcito privatamente – decise infatti di non sporgere denuncia. Perugini (nel frattempo promosso, come tanti poliziotti coinvolti nei processi del G8) è stato invece condannato in appello a un anno per il falso compiuto subito dopo le violenze: il ragazzo infatti, dopo essere stato pestato, era anche stato arrestato perché accusato di aver lanciato pietre contro gli agenti. Una versione smontata da testimonianze (tra le quali quella di Jovanotti) e da immaginati girate quel giorno. Ma adesso la Corte dei Conti bussa alla porta: mezzo milione per danno all’immagi- ne. La notizia arriva il giorno do- po quella rivelata ieri da Re- pubblica e dal Secolo XIX: la Procura della Corte dei Conti ha infatti chiesto 350mila eu- ro di danni agli agenti e ai funzionari di polizia responsabili della selvaggia aggres- sione al giornalista inglese Mark Covell durante l’irru- zione nella scuola Diaz. A quei poliziotti, quindi, scam- pati alla condanna penale grazia all’omertà di corpo, scambiata per spirito di corpo (i giudici dovettero prendere atto dell’impossibilità di individuarli). Ma sembra arrivata l’ora di saldare i conti. Almeno dal punto di vista patrimoniale. La cifra in questo caso è di 350.000 euro, quella che il ministero dell’Interno, a seguito di una transazione, aveva dato a Covell a titolo di risarcimento danni. Ma la vergogna G8 per la polizia non è ancora cancellata. Resta la paradossale vicenda di Michelangelo Fournier. Il vicequestore che, unico, intervenne per fermare il pe- staggio selvaggio della Diaz. Quello che cercò di fare un minimo di chiarezza al pro- cesso parlando di “macelleria messicana”. Tra tutte le azioni disciplinari avviate dopo il G8, quella contro Fournier è quella che è andata più avanti.

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Pubblicato il febbraio 6, 2014, in attualità, Uncategorized con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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