L’India sconta del 97% il farmaco anticancro

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Fonte: Reggiosalute martedì 28 gennaio 2014 attualità
Il governo autorizza una casa farmaceutica locale a produrre il generico di un farmaco della Bayer. E la Novartis prosegue la sua battaglia per un brevetto non ottenuto

L’India dice sì a un nuovo farmaco anti-cancro low cost e il suo Ufficio nazionale brevetti dà il via libera a una cura che, giunta in farmacia, costerà il 97 per cento in meno rispetto all’analogo farmaco, oggi venduto dalla Bayer. Nonostante si tratti di un caso unico e senza precedenti, la decisione indiana di questa settimana rispecchia la sua politica nazionale di dispensatore di farmaci a basso costo, che negli anni ha fatto della nazione asiatica l’emblema della «farmacia per i Paesi poveri», a partire dai costosi medicinali anti HIV. Intanto, a fine marzo, si attende il pronunciamento della Corte Suprema Indiana nella causa che contrappone Novartis alla stessa nazione, accusata nel 2006 di non aver concesso un brevetto per una nuova versione di un farmaco oncologico della casa farmaceutica svizzera. Dietro a questa causa, da molto tempo si muove anche l’associazione Medici senza frontiere, che ha lanciato petizioni e mobilitato l’opinione pubblica per far sì che Novartis rinunci alla causa.

ANTI-CANCRO LOW COST – Il nuovo farmaco appena approvato dall’Ufficio nazionale brevetti indiano è la versione generica dell’anticancro sorafenib prodotto dalla Bayer chiamato Nexavar, comunemente usato anche in Italia, per contrastare il tumore al fegato e ai reni. Oggi tale medicinale viene venduto in confezioni da 120 pastiglie, necessarie per la cura di un mese, a circa 4300 euro la scatola. Ma grazie alla decisione indiana, una casa farmaceutica locale, la Natco Pharma di Hyderabad, nello stato dell’Andhra Pradesh, ha ora il brevetto per produrre lo stesso medicinale a un prezzo del 97 per cento inferiore a quello dell’analogo di casa Bayer. Il che significa, avere in farmacia il sorafenib in India spendendo circa 135 euro al mese. Un prezzo comunque altissimo, che corrisponde alla media di uno stipendio di un operaio, autista, guardiano, nelle grandi città indiane. Contro una tariffa mensile – quella del medicinale Bayer – pari a un anno di affitto per due o tre stanze nella periferia di Delhi o Mumbai, ovvero circa 4300 euro. Completamente fuori portata per i malati indiani dunque.

NOVARTIS VS INDIA
– La decisione dell’ufficio asiatico è la prima del genere e lascia ben sperare per il futuro, ma è comunque arrivata in una nazione in cui il diritto a farmaci a prezzi affrontabili resta sacrosanto. Non a caso, proprio l’India è da molti anni citata nelle cronache delle big pharma per una causa tuttora in corso con l’azienda svizzera Novartis. Nel 2006, come racconta anche Medici senza frontiere che da anni segue il caso, la casa farmaceutica fece causa al governo indiano per non aver ottenuto il brevetto per una nuova versione del farmaco oncologico Glivec (imatinib). Anche in questo caso, il farmaco in India viene venduto a circa 1800 euro al mese per paziente, mentre il corrispettivo generico indiano costa solo 130 euro per la cura mensile. La causa è ora arrivata all’ultimo grado di giudizio e il prossimo 28 marzo si terrà il pronunciamento finale.
Fonte: CorriereSalute.it

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Pubblicato il gennaio 28, 2014, in attualità, Uncategorized con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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