LA BANCA D’ITALIA CONFESSA NEL SUO SITO CHE L’ORO È SOLO IN DEPOSITO, MA SCONFESSA NEI FATTI CHE NE POSSA DISPORRE.

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Fonte Di Corriere della Collera 27 gennaio 2014 attualità
Una confessione della natura pubblica, non privata, delle riserve auree e una considerazione.

La stessa Banca d’Italia, in una pagina del suo sito http://www.bancaditalia.it (http://www.bancaditalia.it/sispaga/riserve/nazionali) riconosce che essa “gestisce” – non “è proprietaria” – le riserve “nazionali” – non “private” – in valuta e in oro.

Buona parte delle nostre riserve auree nazionali sono custodite dalla Federal Reserve (presumibilmente dalla Federal Reserve Bank of New York, quindi a Manhattan).
Secondo il diritto italiano – e secondo il diritto mercantile o Lex Mercatoria internazionale – il deposito di denaro o altre cose fungibili, come l’oro, comporta l’obbligazione del depositario di restituire non le stesse cose ma altrettante della stessa specie e qualità.

Il depositario alla consegna diventa quindi proprietario dell’oro depositato e ne fa ciò che vuole, purché sia in grado di restituirlo.
Da questa premessa appare evidente quanto questo tipo di contratto di deposito sia simile al contratto di mutuo.
Per questo motivo viene anche chiamato “deposito irregolare“.
Sovente nella storia è stato utilizzato per dissimulare un contratto di mutuo. I motivi potevano essere i più diversi. Tradizionalmente: l’intento di eludere un divieto di prestito a interesse.
Ma anche: la volontà di nascondere la rinuncia agli interessi da parte del creditore.

Nel nostro caso, se i creditori sono due stati come la Germania e l’Italia, uscite sconfitte dal secondo conflitto mondiale, e il debitore è lo stato vincitore, ciò può essere comprensibile.
Saremmo di fronte a una forma indiretta e più o meno occulta di bottino di guerra.

Altro discorso invece è che il debitore non sia più in grado di resituire l’oro depositato. Nel deposito irregolare, infatti, il deponente ha la facoltà di ritirare il deposito quando voglia. A differenza del mutuo, che impone il rispetto del termine pattuito.

In tal caso il bottino di guerra non si limita agli interessi, ma intacca il capitale. E se ciò fosse vero, la Federal Reserve e i suoi mandatari faranno di tutto per impedire che l’oro passi in mani private e per evitare di perdere come interlocutore un’entità statuale, legata al rispetto di patti post-bellici e di rapporti di forze che non si possono mettere in discussione (se non quando lo stato sconfitto e i suoi poteri democratici riprendono vigorìa, come in Germania). una pagina del suo sito http://www.bancaditalia.it (http://www.bancaditalia.it/sispaga/riserve/nazionali) riconosce che essa “gestisce” – non “è proprietaria” – le riserve “nazionali” – non “private” – in valuta e in oro.

Buona parte delle nostre riserve auree nazionali sono custodite dalla Federal Reserve (presumibilmente dalla Federal Reserve Bank of New York, quindi a Manhattan).
Secondo il diritto italiano – e secondo il diritto mercantile o Lex Mercatoria internazionale – il deposito di denaro o altre cose fungibili, come l’oro, comporta l’obbligazione del depositario di restituire non le stesse cose ma altrettante della stessa specie e qualità. Il depositario alla consegna diventa quindi proprietario dell’oro depositato e ne fa ciò che vuole, purché sia in grado di restituirlo.
Da questa premessa appare evidente quanto questo tipo di contratto di deposito sia simile al contratto di mutuo. Per questo motivo viene anche chiamato “deposito irregolare”. Sovente nella storia è stato utilizzato per dissimulare un contratto di mutuo. I motivi potevano essere i più diversi. Tradizionalmente: l’intento di eludere un divieto di prestito a interesse.
Ma anche: la volontà di nascondere la rinuncia agli interessi da parte del creditore. Nel nostro caso, se i creditori sono due stati come la Germania e l’Italia, uscite sconfitte dal secondo conflitto mondiale, e il debitore è lo stato vincitore, ciò può essere comprensibile. Saremmo di fronte a una forma indiretta e più o meno occulta di bottino di guerra.
Altro discorso invece è che il debitore non sia più in grado di resituire l’oro depositato. Nel deposito irregolare, infatti, il deponente ha la facoltà di ritirare il deposito quando voglia. A differenza del mutuo, che impone il rispetto del termine pattuito. In tal caso il bottino di guerra non si limita agli interessi, ma intacca il capitale. E se ciò fosse vero, la Federal Reserve e i suoi mandatari faranno di tutto per impedire che l’oro passi in mani private e per evitare di perdere come interlocutore un’entità statuale, legata al rispetto di patti post-bellici e di rapporti di forze che non si possono mettere in discussione (se non quando lo stato sconfitto e i suoi poteri democratici riprendono vigorìa, come in Germania).

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Pubblicato il gennaio 28, 2014, in attualità, Uncategorized con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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