Don Scarano e gli affari con l’amante

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NUOVO ARRESTO PER MONSIGNOR “500” ACCUSATO DI RICICLAGGIO. LA GDF: SEQUESTRATI 6,5 MILIONI DI EURO
Fatto Quotidiano del 22/01/2014 di Valeria Pacelli attualità
Nunzio Scarano, o don “500”, arrestato nel giugno dello scorso anno per aver tentatodi far rientrare in Italia 20 milioni di euro, finisce di nuovo nei guai. La Procura di Salerno ha emesso nei suoi confronti una nuova ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, accusandolo in concorso con altri, di aver riciclato milioni di euro. La lista degli indagati infatti contiene 52 persone, come il sacerdote Luigi Noli, finito anche lui ai domiciliari. Al centro dell’inchiesta il cospicuo patrimonio dell’ex titolare dell’Apsa, l’amministrazione del Patrimonio della Santa Sede, che, scrive il gip, è stato “quantificato in almeno 6,5 milionidi euro,accumulato in via pressoché esclusiva con risorse economico/finanziarie di provenienza illecita riconducibili alla famiglia di armatori D’Amico”. Somme di denaro che poi venivano trasferite sul conto Unicredit di Scarano e su quelli presso loIor e poi prelevati in contanti. A quel punto venivano utilizzati in investimenti immobiliari o societari – mediante la costituzione ela partecipazione a ben tre società –oanche perl’acquisto di quadri d’autore. Come i De Chirico, Labella e Guttuso che il monsignore possedeva in casa. O ANCHE IL “CROCIFISSO dell’altare di San Pietro del Bernini”. In un interrogatorio dell’11 giugno 2013, Scarano –difeso dall’avvocato Francesco Caroleo Grimaldi –aveva ammesso che quei beni era- no “donazioni ricevute da nobili romani e dai D’Amico” esibendo una certificazione di donazione sottoscritta da Maria Cristina D’Amico. Versione questa smentita in un interrogatorio del 29 luglio 2013 dalla stessa Maria D’amico. Ma è proprio leg- gendo l’ordinanza che emergono anche alcuni dettagli della vita privata. Come quando distribuiva ai propri parenti i generi alimentari che riceveva in elemosina, come vino e olio. Ma emerge anche il rapporto con don Luigi Noli, che risulta “presente in molti affari illeciti”: oltre ad aver partecipato al tentativo di far rientrare 20 milioni di euro, “compare nell’affare delle false donazioni finalizzato a mascherare la provvista con cui Scarano estingue il mutuo di Prima Luce srl”, società di cui don “500” è stato titolare di quote fino all’agosto 2010. A raccontare del rapporto tra Scarano e don Noli è Massimiliano Marcianò: “Tra Nunzio e don Noli c’è un rapporto particolare che a mio avviso va ben oltre il normale rapporto di amicizia, sono di fatto la stessa persona e condividono praticamente tutto”. Il gip ricorda la conversazione del 9 febbraio 2013 tra il monsignore e Noli, durante la quale i due “ricordano un’esperienza particolare vissuta laddove ScArano parla della reazione di …omissis… che gli diceva: ‘a bello, allora vuoi dire che quello che ti ho dato quella sera non ti basta, ti devo dare il resto?’ E Luigi risponde: ‘Mamma mia quella sera indimenticabile, un animale è diventato! E a un puntoNunziodefinisce …omissis…possessivonei suoi confronti’e Noli risponde:‘Ti vuoletutto per sé, immaginati se sapesse che con me…’”. Intanto ieri le Fiamme gialle hanno sequestrato al monsignore, che a giugno doveva diventare arcivescovo, circa 6,5 milioni di euro tra beni immobili e denaro sui diversi conti corrente.

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Pubblicato il gennaio 23, 2014, in attualità, Uncategorized con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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