I rischi (mortali) che il sindaco non cita

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LA SUA LEGGE OBBLIGA LEGA E NCD A COALIZZARSI COL CAVALIERE: UNA NUOVA VITTORIA DI B. NON È IMPOSSIBILE
Fatto Quotidiano del 22/03/2014 di Marco Palombi attualità
Renzi ha vinto. Di più: ha stravinto. Col più classico dei Blitzkrieg s’accorda con Berlusconi, silenzia la minoranza interna, incassa il sì riluttante dele varie frasche politiche centriste. Nelle magnifiche sorti e, va da sé, progressive del Paese c’è una nuova legge elettorale maggioritaria, l’abolizione del Senato, la sottrazione alle Regioni di poteri e stipendifici. Niente è precluso al giovane segretario benedetto dalle primarie democratiche. Ma siamo sicuri sia così? Più di qualcuno, in realtà, sottolinea che i rischi della guerra lampo iniziata dal sindaco di Firenze sono enormi e, potenzialmente, mortali. Intanto la questione delladata delle elezioni. Renzi sul punto è piuttosto contradditorio: in pubblico e in privato il nostro ha ribadito che andare al voto a maggio non è la sua prima op- zione, eppure con alcuni parlamentari a lui vicini ha sostenuto il contrario. Fatto secon- dario, si dirà, se la strategia del sindaco è coerente. Eppure restano alcuni punti oscuri in questa manovra e due, in particolare, ri- schiano di trascinare a fondo il fretto- loso stratega democratico. IL PRIMO PROBLEMA che si porrà al sindaco è quellodella tenuta parlamen- tare dell’accordo in relazione al modello elettorale scelto. Tradotto: il doppio tur- no rende necessaria l’abolizione del Se- nato. Senza la riforma costituzionale, la legge elettorale non è applicabile: signi- ficherebbeandare adunacompetizione – il secondo turno – che ha due platee elettorali diverse per Camera e Senatoe dunque presuppone l’esistenza di mag- gioranze diverse nei due rami del Parlamento. “A me sembra – spiega una fonte del Pd – che chiedere l’abolizione del bicameralismo perfetto attraverso l’eliminazione del Senato e un taglio de- ciso anche a poteri e poltrone delle Re- gioni significhi chiedere ai parlamentari di bocciare le riforme”. Che in Senato, in particolare, i trecento rottamandi stiano preparando le loro Termopili è facilmente accertabile da chiunque faccia una telefonata agli interessati: sinistra Pd, centristi vari, berluscones titubanti. Gli andasse bene, il risultato sarebbe uno solo: andare al voto a maggio con la legge disegnata dalla Consulta (proporziona- le puroe preferenze).“E anoi andrebbe benissimo – dicono da Forza Italia – perché dopo saremmo comunque determinanti”. L’ALTRA INCOGNITA è di ordine più generale e riguarda il modello elet- torale scelto. Un indizio. Come ne parla la nostra fonte berlusconiana? Così: “A noi ci ha fatto un favore della Madon- na”. Perché? “In primo luogo perché rendendo praticamente obbligatorio coalizzarsiconsente aFor- za Italia di riportare nella sua orbita tutti i molti cespugli del centrodestra a par- tire dalla Lega”. Senza il Carroccio, vale la pena ricordarlo, Berlusconi non ha mai vinto le elezioni. Anche Angelino Alfano e i democristia- niusciti daSceltaCivica sonoprobabil- mente destinati al rientro a corte: anche facendo una lista unica, l’8 per cento è un obiettivo rischioso per loro, mentre il 5 per chi si coalizza pare più alla portata. Nel centrosinistra, al contrario, tanto Sel che l’episodica formazione di Bruno Ta- bacci (Centro democratico) che i cespugli extraparlamentari non hanno alcuna speranza di superare lo sbarramento: Renzi – come pare intenzionato a fare almeno con Nichi Vendola – potrebbe ospitare qualche “oriundo” nelle liste del Pd, ma questo significherebbe per- dere per strada i voti di quell’elettorato di sinistra che non metterebbe mai il suo segno sul simbolo dei democratici. In- somma, la fiducia di Renzi nella capacità diRenzidiprendere voti è enorme:“La verità? Nel 2015 questo è capace di riconsegnarci la vittoria”, commentano ancora increduli i berluscones.

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il gennaio 22, 2014, in attualità, Uncategorized con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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