Energia, sconto a Telecom a carico nostro

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AGLI 1,2 MILIARDI CHE PAGHIAMO PER GLI SGRAVI ALLE MAXI AZIENDE POTREBBERO AGGIUNGERSI 200 MILIONI PER LE TLC
Fatto Quotidiano del 19/01/2014di Gionata Picchio attualità
È polemica sullo sconto sull’elettricità per le grandi industrie, finito nelle bollette di famiglie e piccole imprese dallo scorso 1 gennaio. Un onere stimato in 1,2 miliardi, è stato duramente criticato nei giorni scorsi dalle Pmi. E che ora rischia di aumentare di altri 200 milioni l’anno per un ricorso al Tar di Telecom, Vodafone, Wind e H3g, ammessi in un primo momento al beneficio ma poi esclusi dal governo per limitare gli oneri per gli altri consumatori. Come scritto dal Fatto lo scorso 13 gennaio, l’articolo 39 del Dl crescita 83/12 ha portato a una redistribuzione tra le diverse categorie di consumatori dei cosiddetti oneri di sistema – voci della bolletta che finanziano diverse funzioni tra cui le fonti rinnovabili e il decommissioning nucleare – con sgravi per le grandi industrie dette energivore (come siderurgia, cemento, carta) a scapito di famiglie, uffici e piccole aziende. A ro concorrenti sul mercato italiano. La decisione, però, non è piaciuta agli operatori telefonici, che hanno fatto ricorso al Tar. A rivolgersi ai giudici am- ministrativi milanesi, nel dicembre scorso, sono state Telecom Italia, Wind e H3G. Nei giorni successivi si sono uni- ti anche Vodafone Omnitel e Assotele- comunicazioni, l’associazione di settore di Confindustria. Ad oggi il contenzioso è ancora aperto. Il 7 gennaio le imprese hanno rinunciato alla richiesta di sospensiva in cambio di una rapida fissazione dell’udienza di merito (che dovrebbe essere definita a breve). Ma se ricorso venisse infine accolto e il limite al manifatturiero e l’esclusione della bassa tensione rimossi potrebbero essere automaticamente riammessi al meccanismo non solo le Telecomunicazioni ma tutti i soggetti finora esclusi. Basti pensare che tra i candidati alle agevolazioni in base allo schema iniziale c’erano anche hotel con piscine termali, banche e persino i casinò. E l’onere aggiuntivo per la generalità dei consumatori, secondo una prima stima, potrebbe ammontare circa 200 milioni l’anno. Un bel regalo per il nuovo anno. l’art. 39, infatti, includeva tra i beneficiari tutte le imprese medio-grandi sopra una certa soglia di “intensità energetica”(ossia l’incidenza dei costi energetici sul fatturato). Un criterio che di fatto teneva dentro anche un gran numerodi imprese del terziario come autostrade e telecomunicazioni. SOLO IN UN SECONDO momento, su suggerimento dall’Autorità, il ministro Flavio Zanonato aveva corretto il tiro, limitando in luglio lo sgravio alle sole industrie manifatturiere ed escludendo la bassa tensione, più usata nel terziario. Obiettivo: limitare l’onere per i consumatori, focalizzando il beneficio sulle imprese più esposte alla concorrenza sui mercati inter- nazionali, dove i maggiori costi dell’energia dell’Italia rappresentano un forte handicap com- petitivo. Non è questo il caso delle Tlc che producendo e vendendo i propri servizi in Italia, pagano le stesse bollette – alte o basse che siano – dei lo- carico di questi ultimi, per finanziare il meccanismo si è accumulato già oggi un onere stimato dall’Autorità per l’energia in 400 milioni per il secondo semestre 2013 a cui ne vanno aggiunti altri 820 per il 2014. Un fardello da 1,22 miliardi che nei giorni scorsi si è attirato, tra gli altri, le critiche degli artigiani e delle Pmi di Rete ImpreseItalia, Confartigianato e Confcommercio, su cui ricade il peso dello sconto insieme ai consumatori domestici. Il fatto però è che l’onere poteva essere anche più alto: la prima versione dell’atto con cui ad aprile 2013 l’allora mi- nistro Corrado Passera aveva attuato

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Pubblicato il gennaio 20, 2014, in attualità, Uncategorized con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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