Istat, il Senato boccia il presidente IN COMMISSIONE MANCANO I VOTI PER LA NOMINA DI PADOAN. PREMIER IN IMBARAZZO, OGGI LO RIPRESENTA

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Fatto Quotidiano del 17/01/2014 di Stefano Feltri attualità
U n incidente, niente di grave, tranquilli, è tutto a posto. Forse. O forse no. Ieri la commissione Affari costituzionali del Senato doveva dare il proprio parere su Pier Carlo Padoan, l’economista che il governo ha indicato come nuovo presidente dell’Istat, l’istituto nazionale di statistica. E invece no: la nomina viene bocciata per un voto. Per legge serve una maggioranza dei due terzi (perché la carica è troppo importante per essere espressa soltanto dalla maggioranza), Padoan aveva biso- gno di 18 voti su 27. E invece ne ha ottenuti soltanto 17 favore- voli, 5 contrari e una scheda bianca: candidatura respinta. “Il non raggiungimento del quorum previsto alla nomina del professor Padoan non è riconducibile in alcun modo a motivazioni di tipo politico bensì alla sottovalutazione della necessaria maggioranza qualificata dei due terzi”, dice il deputato Pd, molto lettiano, Francesco Russo. Anche Pa- lazzo Chigi è sulla sua linea: il problema non è Padoan, sono i senatori che non sanno conta- re, dicono. Qualche fonda- mento nella tesi forse c’è, visto che la presidente della commissione Anna Finocchiaro (Pd) annuncia l’approvazione prima di accorgersi che 17 non equivale ai due terzi di 28, e su- bito il Movimento Cinque Stelle sospetta il trucco: “Ci hanno provato”. La vicenda comunque è strana: per mesi la poltrona dell’Istat è rimasta affidata a un presiden- te vicario, dopo che Enrico Giovannini era passato dall’Istat al ministero del Lavoro. Nessuno discute le qualità di Padoan, economista che arriva dall’Ocse, un think tank a Parigi, che è stato anche candidato a fare il ministro dell’Economia. Eppure per lunghi mesi l’esecutivo non è riuscito ad avviare la procedura, ha an- che modificato i requisiti per la carica introducendo l’espe- rienza internazionale, un mo- do per agevolare l’arrivo di Pa- doan. TUTTO SEMBRAVA pronto e invece ecco l’infortunio. Ora, con un po’ di imbarazzo, il go- verno deve ricominciare da ca- po: come annunciano i mini- stri Dario Franceschini e An- tonio D’Alì, oggi il Consiglio dei ministri discuterà di nuovo la posizione di Padoan e lo con- fermerà come candidato all’Istat. Sperando che questa volta la commissione al Senato dia parere favorevole (il suo parere è vincolante), altrimenti l’im – barazzo sarebbe davvero insostenibile, soprattutto per Padoan. Se due indizi fanno una prova, due incidenti parlamentari possono lasciar intravedere qualche difficoltà nella mag- gioranza Pd-Ncd-Scelta Civi- ca. In commissione Agricoltu- ra alla Camera è passato un emendamento del Pd contro il quale il governo aveva dato pa- rere negativo, per alzare dal 12 al 20 per cento la percentuale obbligatoria di frutta nei suc- chi venduti in Italia. La storia della norma è lunga, l’aumento della percentuale l’aveva deciso il ministro della Salute Renato Balduzzi a fine 2012. Poi i tem- pi di applicazione si sono di- latati, perché si rischia una pro- cedura di infrazione europea. Si è anche scatenata una guerra di lobby, gli agricoltori voglio- no più frutta, i produttori no (anche perché, dicono, si po- tranno comunque continuare a importare bibite con soltanto il 12 per cento di frutta). Anche evitando le facili battute sul governo alla frutta, di sicuro il doppio pasticcio di ieri denota che qualcosa non va.

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il gennaio 18, 2014, in attualità, Uncategorized con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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