Pensioni, larghe intese ma per salvare quelle d’oro

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CESTINATA LA MOZIONE PD CHE ABBASSAVA IL CONTRIBUTO SUGLI ASSEGNI SOPRA I 60 MILA EURO BOCCIATE LE PROPOSTE DELL’OPPOSIZIONE. LA VERSIONE ANNACQUATA FA INFURIARE I RENZIANI
Fatto Quotidiano del 9/01/2014 di Luca De Carolis attualità
Si sono ricompattati per scongiurare (veri) tagli alle pensioni d’oro. Con buona pace del nuovo corso di Renzi: proprio lui, che dipingeva come troppo alta la pensione di reversibilità da 3 mila euro della nonna (“La prende ancora anche se i figli sono grandi”). Ieri pomeriggio alla Camera la maggioranza delle ristrette intese ha bocciato tutte le mozioni dell’opposizione sulle mega-pensioni.Attidi indirizzo politico(non vincolanti per il governo), con cui M5S, Fratelli d’Italia, Sel e Lega chiedevano misure urgenti per recuperare soldi da destinare altrove. A cominciare dalle pensioni minime (495 euro mensili), che rappresentano il 13 per cento del totale. Distanti anni luce dai 24 mila euro al mese riservati a 300 italiani. MaPd, Nuovo Centrodestra e Scelta Civica hanno tirato dritto. PER LORO basta il pannicello caldo della norma inserita nella leg- ge di Stabilità. Ovvero, il contributo di solidarietà per le pensioni più alte, ripartito in tre scaglioni: il 6 per cento per la parte ecce- dente i 90 mila euro, il 12 per cento per la quota sopra i 128 mila euro, il 18 per la parte sopra i 193 mila euro. Norma su cui pesa l’ombra della Consulta, che nel giugno scorso aveva bocciato come incostituzionale il contributo di solidarietà sulle pensioni voluto dal governo Monti (e prima da quello Berlusconi), ritenendolo “irragionevole e discriminatorio perché ai danni di una sola categoria di cittadini”. La certezza è che ieri in aula i partiti della maggioranza hanno respinto tutte le mozioni, ricalcando il parere contrario del governo. Per poi votarsi il proprio testo, con cui invitanoil governoa“monitora – re gli effetti delle misure contenute nella legge di Stabilità 2014” (il contributo, ndr ), valutando in seguito nuove norme che realiz- zino “maggiore equità” su pensioni d’oro e cumulabilità dell’assegno pensionistico.Una scatola vuota, insomma: molto diversa dall’originaria mozione del Pd, che prevedeva una trattenuta sul- le pensione superiori ai 60 mila euro, da destinare “alle fasce più deboli”.Stracciata, in nome delle intese. Collaborativa Forza Italia, che si è astenuta su tutte le mozioni. Così è caduto nel vuoto il testo di Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia), che prevede un tetto massimo di 5 mila euro entro il quale le pensioni non vengono toccate. “Sopra quella soglia – spiega Meloni – si calcolano i con- tributi previdenziali. Se non sono stati versati i contributi corri- spondenti, la parte eccedente il tetto viene tagliata econirisparmi si aumentano pensioni minime e di invalidità”. Proprio ieri, sul Fatto , la deputata aveva invi- di Luca De Carolis S i sono ricompattati per scongiurare (veri) tagli alle pensioni d’oro. Con buona pace del nuovo corso di Renzi: proprio lui, che dipingeva come troppo alta la pensione di reversibilità da 3 mila euro della nonna (“La prende an- cora anche se i figli sono grandi”). Ieri pomeriggio alla Camera la maggioranza delle ristrette intese ha bocciato tutte lemozioni dell’opposizione sulle mega-pensioni.Attidi indirizzopolitico(non vincolanti per il governo), con cui M5S, Fratelli d’Italia, Sel e Lega chiedevano misure urgenti per recuperare soldi da destinare al- trove. A cominciare dalle pensioni minime (495 euro mensili), che rappresentano il 13 per cento del totale. Distanti anni luce dai 24 mila euro al mese riservati a 300italiani. Ma Pd, Nuovo Centrodestra e Scelta Civica hanno ti- rato dritto. PER LORO basta il pannicello cal- do della norma inserita nella leg- ge di Stabilità. Ovvero, il contributo di solidarietà per le pensioni più alte, ripartito in tre scaglioni: il 6 per cento per la parte ecce- dente i 90 mila euro, il 12 per cento per la quota sopra i 128 mila euro, il 18 per la parte sopra i 193 mila euro. Norma su cui pesa l’ombra della Consulta, che nel giugno scorso aveva bocciato come incostituzionale il contributo di solidarietà sulle pensioni voluto dal governo Monti (e prima da quello Berlusconi), ritenendolo “irragionevole e discriminatorio perché ai danni di una sola categoria di cittadini”. La certezza è che ieri in aula i partiti della mag- gioranza hanno respinto tutte le mozioni, ricalcando il parere contrario del governo. Per poi votarsi il proprio testo, con cui invitanoil governo a“monitorare gli effetti delle misure conte- nute nella legge di Stabilità 2014” (il contributo, ndr ), valutando in seguito nuove norme che realiz- zino “maggiore equità” su pen- sioni d’oro e cumulabilità dell’as segno pensionistico. Una scatola vuota, insomma: molto diversa dall’originaria mozione del Pd, che prevedeva una trattenuta sulle pensione superiori ai 60 mila euro, da destinare “alle fasce più deboli”.Stracciata, innomedelle intese. Collaborativa Forza Italia, che si è astenuta su tutte le mo- zioni. Così è caduto nel vuoto il testo di Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia), che prevede un tetto massimo di 5 mila euro entro il quale le pensioni non vengono toccate. “Sopra quella soglia – spiega Meloni – si calcolano i contributi previdenziali. Se non sono stati versati i contributi corrispondenti, la parte eccedente il tetto viene tagliata econirisparmi si aumentano pensioni minime e di invalidità”. Proprio ieri, sul Fa t to , la deputata aveva invi- con un mese di pensione può comprare una fuoriserie al nipo- tino”. Botta anche per Renzi: “È stato assunto come dirigente dalla società della sua famiglia. E così il Comune e la Provincia di Firenze pagano i contributi per la sua pensione”. E le critiche alla mozione di M5S? Sorial replica: “L’abbiamo studiata così per ag- girare obiezioni della Consulta sul carattere egualitario del testo. Ma in commissione Lavoro c’è una nostra proposta di legge per riformare il sistema”. In commissione c’è anche il ddl della Meloni, analogo alla sua mozione. Dovrebbe approdare in aula a breve. A margine, il renziano Roberto Giachetti. Ieri presiedeva l’aula e non poteva votare. Ammette: “Erano mozioni, la maggioranza poteva tranquillamente votarle: io avrei appoggiato quel- la dellaMeloni. È stato commesso un grande errore: dovevamo dare un segnale

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