La cura per un sistema monetario alla deriva

La cura per un sistema monetario alla deriva
Fonte Rischiocalcolato 9 gennaio 2014 Di Francesco Simoncelli attualità

di Jeffrey Tucker

Prima che crollasse il mercato immobiliare ed il governo pompasse miliardi nell’economia per salvarla, c’era un programmatore di nome Satoshi Nakamoto che senza molto clamore ha creato un’idea che è in procinto di cambiare il mondo: Bitcoin.

Prima di andare avanti, sono necessarie alcune informazioni di base.

Ripensate al 2008. Il settore immobiliare era in caduta libera e la devastazione era più sentita dalle grandi banche e dalle imprese di investimento che detenevano asset per lo più privi di valore (es. titoli garantiti da ipoteca). L’amministrazione Bush stava facendo i salti mortali per spendere $800 miliardi e salvare le banche.

Per raggiungere questo obiettivo, l’amministrazione Bush, insieme al suo omologo nel Regno Unito, doveva improvvisare una sorta di isteria. I funzionari di entrambe le amministrazioni parlarono allora di un mondo finanziario al collasso. Le banche sarebbero morte, i bancomat sarebbero stati a corto di denaro, i beni non sarebbero stati spediti, il sistema monetario sarebbe finito in mille pezzi e gli Stati Uniti avrebbero fatto la fine dell’Islanda, che, in quel periodo, era a corto di generi alimentari.

Era vero? Non ci ho mai creduto. Avevo già visto questo tipo di frenesia partorita dal governo, indotta attraverso la Homeland Security, o la NAFTA, o altre leggi che incontravano un’opposizione dell’opinione pubblica. L’establishment deve creare un clima di paura affinché il Congresso approvi un disegno di legge.

Ripensando a quei giorni, mi sembra ovvio che questo fosse un punto di svolta nella storia, il momento in cui alcune persone molto intelligenti hanno capito che il sistema finanziario e monetario statale era rotto. Se un intero sistema potrebbe essere reso fragile dal calo dei prezzi delle case, è davvero abbastanza robusto da sostenere una crescita economica globale nel futuro?

Torniamo al programmatore senza volto, Satoshi Nakamoto. In quello stesso periodo, stava dando gli ultimi ritocchi alla sua moneta.

Sarebbe stata creata interamente da codice informatico. Avrebbe conservato tutte le caratteristiche principali del denaro che conosciamo. Sarebbe stata divisibile, portabile, resistente, omogenea per qualità e scarsità. Ha scelto il modello di codice open source: tutti potevano vedere come era fatta. Sarebbe vissuta su un libro mastro nel cloud di Internet, e tale libro avrebbe mantenuto stretti controlli sulla creazione di nuove unità e sulla proprietà di quelle esistenti.

C’era solo un problema: il suo Bitcoin appena creato non aveva alcun valore.

Nakamoto sapeva che semmai avesse iniziato ad aver valore, non sarebbe stato impartito dai programmatori. Doveva venire dal mercato stesso. Il prodotto proposto apparve il gennaio successivo, quando ebbe luogo il passaggio di consegne dalla vecchia alla nuova amministrazione. Potreste pensarlo come ad un atto di secessione, una dichiarazione di sfiducia nei confronti del sistema esistente.

Negli otto mesi successivi, non sarebbe stata altro che una curiosità. Un sogno che non avrebbe mai sorpassato la parte oscura di Internet e il piccolo gruppo di smanettoni informatici a cui piacciono cose come queste. Ma nell’ottobre del 2009 accadde qualcosa di incredibile. Bitcoin ottenne un prezzo sul mercato. Iniziò ad essere commerciato a circa 2/10 di centesimo. In altre parole, con un centesimo degli Stati Uniti avreste avuto in cambio 5 Bitcoin.

Come è potuto succedere? Due punti cruciali aiutano spiegare cosa è successo.

In primo luogo, si era dimostrato molto utile e funzionale. Era portabile. Il sistema era stabile. Il libro mastro nel cloud chiamato “blockchain” funzionava esattamente come Satoshi si aspettava che funzionasse.

In secondo luogo, Bitcoin era scarso. Potevano esserne creati solo un certo numero attraverso il duro lavoro dei computer. Questa caratteristica di scarsità e l’uso delle risorse ha portato il mercato a valorizzarli.

Ma, naturalmente, tutto ciò accadeva 4 anni e mezzo fa. Oggi Bitcoin è ruggente. Nelle ultime settimane si è spostato in modo esponenziale da $250 al picco di $900, prima che una grande svendita lo colpisse di nuovo e lo stabilizzasse nel range dei $700. Ma c’è una cosa che molte persone hanno notato negli ultimi rally: non stanno seguendo lo stesso schema come in passato. Ogni volta sembra esserci un assestamento alla realtà (qualunque essa sia!), qualcosa lo ferma e gli acquirenti si fanno avanti per dominare il mercato.

C’è un certo numero di fattori che spinge in questa direzione. Il mito che Bitcoin è prezioso solo per gli acquisti di droghe online è andato in frantumi. “L’Amazon dei narcotici” è stato chiuso dai federali solo poche settimane fa, e il tasso di cambio del Bitcoin rispetto al dollaro non è crollato. Infatti, dopo circa 48 ore, il prezzo era effettivamente aumentato di valore.

Inoltre anche la Cina è entrata in questo mercato. Alcune persone credono che un terzo delle attuali attività di negoziazione venga dalla Cina, dove il governo ha dimostrato di avere un atteggiamento molto laissez-faire quando si tratta di moneta.

Le audizioni del Congresso in Campidoglio si possono riassumere col seguente monito da parte dei funzionari pubblici: stanno lavorando per assicurarsi che Bitcoin non venga mai utilizzato per scopi malvagi.

Ma questi regolatori governativi possono davvero mantenere le loro promesse?

Bitcoin vive su una rete distribuita che non può essere chiusa. Le transazioni sono pseudonimi. Ciò significa che è possibile monitorare i numeri di proprietà, ma non si può necessariamente collegarli a persone in particolare. Non è un sistema perfetto per conservare l’anonimato, ma ci si avvicina di molto.

Il governo non può controllare Bitcoin, non più di quanto possa controllare l’algebra. Esiste e non svanirà. Vivrà per sempre al di fuori del controllo di qualsiasi stato.

Nell’era di Internet, Satoshi ha proposto il suo sistema come un possibile nuovo standard monetario. Ma questi sono tempi in cui i sogni si avverano. L’attuale sistema monetario è stata nazionalizzato per 100 anni, ed è alla frutta.

I banchieri centrali del mondo ed i vari presidenti hanno detto che il sistema è instabile e ha bisogno di costanti salvataggi. Questo non è quello che si desidera ascoltare dai responsabili politici.

Satoshi ha capito che era giunto il momento per qualcosa di nuovo. Il mercato era apparentemente d’accordo. Ora non importa ciò che fa il governo, non può fare a meno di promuovere inavvertitamente l’uso di questo nuovo mezzo di scambio. Ha una vita propria.

I burocrati possono lamentarsi, minacciare, pronunciarsi contro e mettere in guardia. Ma alla fine, a Bitcoin non interessa.

Cordiali saluti,

[*] traduzione di Francesco Simoncelli

da Freedonia di Johnny Cloaca

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