FUSIONI FREDDE Chrysler, Moody’s boccia Marchionne

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L’AGENZIA MINACCIA IL DECLASSAMENTO INTANTO RCS COMINCIA AD INGLOBARE LA STAMPA
Fatto Quotidiano del 8/01/2014 di Carlo Di Foggia attualità
L’ operazione Chrysler non convince l’agenzia di rating Moody’s cheieri ha messo sottorevisione il titoloFiat per un suo possibile declassamento (downgrading). Il rating oggi è Ba3, già definito “spazzatura” dagli operatori ma l’assenza di mezzi freschi e la mole dell’indebitamento complessivo della Fiat preoccupa gli analisti finanziari. “Stiamo mettendo sotto osservazione il rating di Fiat – dice Moody’s – per un downgrade perché l’acquisizione annunciata può indebolire in modo so- stanziale la posizione di liquidità di Fiat in un momento in cui la societàha ancoraun freecashflow negativo”.Inoltre, non convince il fatto che Marchionne non abbia ancora diradato i dubbi sulla “entità giuridica” che dovrà nascere dalla acquisizione e perciò l’agenzia intende mantenere rating separati per Chrysler e Fiat. Moody’s esprime dubbi, infine, anche sulla redditività delle attività di Fiat Brasile che, pure, hanno contribuito significativamente agli utili del Lingotto. Sotto revisione per un do- wngrade è stato posto anche il debito emes- so da Fiat Finance and Trade Ltd SA e Fiat Finance North America Inc., nonché la valutazione B1 di Fiat Finance Canada Ltd. Un giudizio, quello dell’agenzia Usa, che dunque spezza il coro di consenso attorno a Sergio Marchionne e lo indeboliscesoprat- tutto oltre Atlantico. Al diqua dell’oceano, invece, l’attenzione per Fiat è rivolta alle ipotesi di collaborazione, forse di fusione, tra il Corriere della Sera e La Stampa. A partire dal primo febbraio, infatti, Rcs gestirà la raccolta pubblicitaria del quotidiano torinese, controllato dal gruppo Fiat con il 20,5%, finora affidata a Publikompass. Per molti è il passo decisivo in direzione del matrimonio. Tra le concessionarie, però, più che una fusione, quello che si va delineando sembra piuttosto un processo di cannibalizzazione. Publikompass aveva già dismesso la raccolta locale per editori terzi, diventando di fatto la concessionaria della sola S ta m p a . Da ieri invece, tutta la raccolta nazionale è passata nelle mani di Rcs e a Publikompass rimane solo quella locale. L’ACCORDO DI IERI è una buona notizia per le casse in rosso di Rizzoli, visto che nei primi nove mesi del 2013 i ricavi pubblicitari sono scesi di 23 milioni di euro rispetto al 2012. La vera partita, però, si gioca a monte, sotto la regia di John Elkann. Il piano di aggregazione è da mesi sul tavolo. Una convergenza che passa anche attraverso il management, come il nuovo direttore cen- trale Rcs, Raffaella Papa, una lunga esperienza in Exor, la cas- saforte di casa Agnelli, e fino a pochi mesi fa responsabile risorse umane de La Stampa . Il passo decisivo potrebbe avvenire in occasione del nuovo aumento di capitale da 200 milioni previsto per Rcs. Con alcuni soci in uscita (Mediobanca) o non inten- zionati a scucire altri soldi (Intesa), l’unico potenziale oppositore rimane Diego Della Valle che, col suo 10 per cento, si è sempre dichiarato contrario a un nuovo patto tra i grandi azionisti dopo la fine di quello vecchio.

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il gennaio 9, 2014, in attualità, Uncategorized con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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