Niente carcere per gli over-70. Spunta (di nuovo) la norma salva Silvio

silvio-berlusconi
esto sula riforma della custodia cautelare; il capogruppo di FI in commissione Giustizia alla Camera presenta delle modifiche al ddl. Tra le proposte anche arresti più difficili con il 416-bis.

Articolotre Redazione– Mercoledì, Gennaio 08, 2014 attualità
Ciclicamente si ritorna a parlare delle norme salva-Silvio, quelle insomma che potrebbero permettere all’ex premier Silvio Berlusconi di non andare in carcere per i reati da lui commessi a causa dei sopraggiunti limiti di età.
L’occasione per fornire uno scudo giudiziario con cui Berlusconi potrebbe difendersi, è la discussione, in questi giorni, sulla riforma dell’istituto della custodia cautelare, affidata a un disegno di legge a firma Ferranti che oggi approda in aula.
A non farsi sfuggire l’occasione è Gianfranco Chiarelli capogruppo di Forza Italia in commissione Giustizia alla Camera che deposita tre emendamenti che in sostanza vorrebbero che non ci fosse il carcere per tutti coloro che hanno superato i settant’anni; anche se si sono macchiati di reati gravi come, ad esempio, la prostituzione minorile.
Equiparando gli ultra 70 alle donne incinte e alle madri con figli piccoli, Chiarelli conferma che “non può essere disposta la custodia in carcere, salvo che sussistano esigenze di eccezionale rilevanza”. Per essere certo di evitare trabocchetti, chiede di cambiare anche le regole per arrestare un mafioso o per chi ha commesso un reato grave, solitamente escluso da qualsivoglia agevolazione o attenuazione, come la riduzione e il mantenimento in schiavitù, la tratta di persone, la prostituzione minorile e la pornografia minorile.
Addirittura si vorrebbe modificare l’articolo 416-bis, l’associazione mafiosa. In questo caso, suggerisce, il carcere può essere evitato quando “siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari”. Quanto agli altri reati gravi “custodia cautelare in carcere soltanto quando ogni altra misura risulti inadeguata”. Non basta. Il giudice può decidere l’arresto preventivo “solo nei confronti dei delinquenti abituali, professionali o per tendenza” e solo dopo aver dimostrato di non poter dare i domiciliari “per l’assenza di un’idonea privata dimora”.
Le proposte difficilmente passeranno, trovando contrari innanzitutto Ncd – soprattutto per quanto riguarda il 416 bis – e Pd. E nel frattempo il ddl potrebbe però divenire un maxi emendamento al decreto sulle carceri, così da velocizzare l’iter.

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