Il regalo (col trucco) agli zar delle Autostrade

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Fatto Quotidiano del 2/12/2013 di Marco Palombi attualità

DA IERI IN VIGORE IL (SOLITO) AUMENTO DEI PEDAGGI DATO AI CONCESSIONARI
MENTRE TUTTI SONO IN VIAGGIO. E NEL 2014 AUMENTANO PURE LE BOLLETTE

Puntuale, come certe epidemie di stagione, anche quest’anno è arrivato il consueto aumento festivo delle tariffe au- tostradali e non si può non no- tare la coincidenza –per così di- re – che festivo significa anche nel momento in cui gli italiani viaggiano di più. Il ministero delle Infrastrutture e quello del Tesoro hanno concesso un incremento mediodel prezzopa- gato dagli automobilisti – scat – tato ieri mattina – del 3,9 per cento: niente male in un anno in cui l’inflazione è salita solo di un punto e mezzo. “È una tassa sul- le vacanze ingiustificata e ingiu- stificabile”, sostiene il deputato del Pd Dario Ginefra, che preannuncia per oggi una inter- rogazione urgente “ai ministri Lupi e Saccomanni per cono- scere quali siano stati gli investimenti operati dalle società di gestione autostradali necessari a giustificare tali rincari”. Stessa tesi, nella sostanza, di Dario Balotta, presidente dell’Os – servatorio nazionale sulle liberalizzazioni dei trasporti: “Sono ingiustificati. Da anni gli aumenti dei pedaggi vengono in- vestiti in attività finanziarie o vengono utilizzati per parteci- pazioni societarie anziché per nuovi servizi o nuove opere per gli automobilisti”. Il problema, insomma, è vecchio. Si trascina, infatti, fin dalla privatizzazione delle società concessionarie del servizio voluta dal governo di Massimo D’Alema tra il 1999 e il 2000: il prezzo fu basso a fron- te di infrastrutturegià costruite e quasi completamente ammortizzate con soldi pubblici. Il risultato fu che gli investitori – Benetton e Gavio su tutti – videro i loro investimenti ripagati tra le sei e le venti volte in pochi anni: un rendimento da serata fortunata al casinò più che da buona gestione aziendale. IL MECCANISMO di rivaluta- zione delle tariffe, per di più, è tutto sbilanciato sui concessionari: si tiene conto dell’inflazione, di obiettivi di efficienza, del traffico previsto e della qualità del servizio senza alcuna capacità di rivalsa dello Stato persino in caso di inadempienze. Basti dire che con questo price cup all’italiana si stabilisce solo di quanto debbano aumentare i pedaggi, senza aver mai tenuto conto che quelli in vigore al mo- mento della privatizzazione dovevano servire a ripagare la co- struzione dell’autostrada. Il governo, bontà sua, è invece contento del risultato: “Siamo riusciti a contenere gli aumenti delle tariffe autostradali grazie a un’azione di calmieraggio svolta del ministero – spiega il principale attore della partita, Maurizio Lupi – A fronte di richieste che peralcune trattearrivavano al 18 per cento, l’incremento si è fermato a una mediadel 3,9”.A parte che la richiesta media delle su quanto costi l’aumento vero, ma si sa che il “risparmio per l’u- tenza” dal non aver accettato proprio tutte le richieste dei concessionari vale “50 milioni di euro”. Sia chiaro, però, che l’esecutivo non sarà così gene- roso per sempre:ad alcuni con- cessionari “sono stati corrisposti aumenti tariffari inferiori da compensare in sede di aggiornamento dei piani finanziari”. Purtroppo i pedaggi autostrada- li non sono l’unica cosa ad au- mentare in questo inizio 2014: sale anche la bolletta della luce, seppur solo dello 0,7 per cento, pari a 4 euro l’anno, così come aumenta il prezzo di snack, caffè e bevande deidistributori auto- matici per effetto del passaggio dell’Iva dal 4 al 10 per cento. perative, Caltagirone e Monte- paschi mette a bilancio un +5 per cento sulle autostrade tirre- niche e le Autostrade per l’Italia dei Benetton un aumento del 4,43 per cento. Tutti segni positivi al di sopra del dato medio giustificati – fa sapere il governo – dall’impegno “nella realizzazione di opere di rilevante interesse per lo sviluppo del Paese”. La parola aumenti, peraltro, è bandita dal linguaggio del mini- stero delle Infrastrutture: in un comunicato di martedì non la si usa mai e si preferisce parlare di “riduzione dell’incremento tariffario” per “attenuare l’impat – to sull’utenza in un periodo di crisi economica”. Insomma, po- tevamo anche fare peggio. È tanto vero che non c’è un calcolo società eradi un +4,8per cento, se si entra nei dettagli qualche sorpresa c’è. AD ESEMPIO sulla tratta Pado- va-Venezia (gestita da una so- cietà sostanzialmente pubblica) il pedaggio passa da 70 centesi- mi a tre euro: +400 per cento. Anche ai concessionari privati, però, non è andata male: il gruppo Toto incassa un incremento dei pedaggi dell’8,28 per cento sulla sua Strada dei Parchi in Abruzzo; il gruppo Gavio, invece, del 6,26 per cento per l’Autocamionabile della Cisa, del 5,27 per la Satap che gestisce l’autostrada tra Torino e Milano e del 5 per cento a favore di Sav (le Autostrade valdostane). E ancora: la Sat del trittico Cooperative, Caltagirone e Monte- paschi mette a bilancio un +5 per cento sulle autostrade tirreniche e le Autostrade per l’Italia dei Benetton un aumento del 4,43 per cento. Tutti segni positivi al di sopra del dato medio giustificati – fa sapere il governo – dall’impegno “nella realizza- zione di opere di rilevante inte- resse per lo sviluppo del Paese”. La parola aumenti, peraltro, è bandita dal linguaggio del mini- stero delle Infrastrutture: in un comunicato di martedì non la si usa mai e si preferisce parlare di “riduzione dell’incremento tariffario” per “attenuare l’impat – to sull’utenza in un periodo di crisi economica”. Insomma, potevamo anche fare peggio. È tanto vero che non c’è un calcolo su quanto costi l’aumento vero, ma si sa che il “risparmio per l’utenza” dal non aver accettato proprio tutte le richieste dei concessionari vale “50 milioni di euro”. Sia chiaro, però, che l’esecutivo non sarà così gene- roso per sempre:ad alcuni con- cessionari “sono stati corrisposti aumenti tariffari inferiori da compensare in sede di aggior- namento dei piani finanziari”. Purtroppo i pedaggi autostrada- li non sono l’unica cosa ad au- mentare in questo inizio 2014: sale anche la bolletta della luce, seppur solo dello 0,7 per cento, pari a 4 euro l’anno, così come aumenta il prezzo di snack, caffè e bevande dei distributori automatici per effetto del passaggio dell’Iva dal 4 al 10 per cento.

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Pubblicato il gennaio 3, 2014, in attualità, Uncategorized con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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