Dopo otto mesi l’Istat trova un nuovo capo

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DA L L’OCSE ARRIVA IL SUCCESSORE DI GIOVANNINI: PIER CARLO PADOAN, CHE BERSANI AVREBBE VOLUTO COME MINISTRO DELL’ECONOMIA .
Il Fatto Quotidiano del 28/12/2013 attualità
Il suo nome era circolato per tutte le poltrone, c’era chi lo vedeva già ministro dell’Economia al posto di Fabrizio Saccomanni in un rimpasto di inizio 2014. Ma alla fine Pier Carlo Padoan ha ottenuto la carica più coerente con il suo profilo accademico e sarà il nuovo presidente dell’Istat, l’istituto nazionale di statistica. Lo ha annunciato ieri il presidente del Consiglio Enrico Letta, che ha avviato le procedure (la nomina è complessa, simile a quella per il governatore della Banca d’Italia, e deve essere ratificata dal Parlamento). Otto mesi fa Enrico Giovan- nini si è dimesso dalla guida dell’Istat per diventare mini- stro del Lavoro, da allora l’i- stituto di statistica è rimasto senza guida, affidato a un pre- sidente facente funzioni, Antonio Golini, e per questo og- getto di una campagna del Movimento Cinque Stelle che vedeva nel vuoto di potere il tentativo dell’esecutivo di ridurre l’indipendenza dell’Istat in un momento come questo in cui ogni zero virgola di differenza sulla finanza pubblica può determinare il successo o il fallimento dell’azione gover- nativa. Per la poltrona più alta della statistica italiana si è consumata in questi mesi una guerra silenziosa, il governo ha anche imposto un apposito emendamento in un decreto sulla Pubblica amministrazione che ha modificato i requisiti per accedere alla presidenza: essere professore ordinario di mate- rie statistiche, economiche e affini e, novità, vantare una “esperienza internazionale”. Sembra una norma tagliata su misura per Padoan, che dal 2009 è capo economista e segretario generale dell’Ocse, il think tank dei Paesi ricchi basato a Parigi. Di solito questi blitz legislativi che cambiano le regole di una partita già av- viata servono a bloccare una delle squadre in campo. Il partito degli antiPadoan non si è mai esplicitato, ma il sospettato numero uno è sempre stato Renato Brunetta, che da ex ministro della Funzione pubblica ha ancora un certo peso su queste nomine (nel 2009 era stato decisivo nel far an- dare all’Istat Giovannini invece di Fiorella Kostoris). Guar- da caso, la nomina di Padoan si sblocca dopo l’uscita dalla maggioranza di Forza Italia, cui Brunetta ha aderito, ed è abbinata alla conferma di Gio- vanni Tria alla guida della scuola superiore per la Pubblica amministrazione. Tria, eco- nomista di Tor Vergata, editorialista del Foglio, molto stimato da Brunetta, era arrivato in quella posizione nel 2009, in pieno governo Berlusconi. Padoan, per quanto tecnico, è uomo di matrice Pd, prima di andare all’Ocse è stato direttore di Italianieuropei, la fon- dazione che costituisce la base del potere di Massimo D’Ale- ma nel partito. Durante la campagna elettorale per le elezioni politiche dello scorso febbraio, era considerato il candidato favorito (pratica- mente l’unico) a fare il mini- stro dell’Economia in caso di vittoria di Pier Luigi Bersani. Adesso arriva all’Istat in un momento delicato. Dovrà ge- stire la transizione, già iniziata, dal censimento decennale a quello permanente (ogni anno si indaga un campione di italiani). E soprattutto dovrà rafforzare l’attività di previsioni economiche che l’Istat ha ere- ditato dopo l’assorbimento dell’Isae, l’ex pensatoio indipendente del Tesoro. Visto che dal 2014 dovrebbe nascere l’Ufficio indipendente di previsioni su cui il Parlamento baserà la politica economica, i numeri dati dall’Istat diventeranno ancora più sensibili. Twitter

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Pubblicato il dicembre 29, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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