Stamina. Una mail incastra Vannoni: “Non sappiamo cosa stiamo inoculando ai pazienti”

stamina
articolotre -Domenica, Dicembre 22 attualità R.C.
– Proprio gli stessi biologi della Stamina Foundation ammettono che le cellule coltivate non sarebbero sterilizzate nè filtrate, in pratica pericolose.
E’ una mail di pochi giorni fa tra la biologa del team Vannoni,
Erica Molino e il ricercatore Camillo Ricordi, a far deflagrare la bomba Stamina. Scrive Molino “Non abbiamo mai valutato l’espressione genica delle nostre cellule, non sappiamo se esprimano quei fattori essenziali per mantenere il loro stato di cellule staminali”. In pratica non si sa cosa si stia iniettando ai pazienti.
Quasi una conferma al rapporto scientifico che ha bocciato il protocollo Vannoni, il quale definisce tali conclusioni “ridicole”, ma sono i suoi stessi biologi a non dormire sonni tranquilli.
Biologi che chiedono aiuto al professor Ricordi. Scrive ancora Erica Molino “Dato che il processo di trasformazione delle cellule non subisce sterilizzazioni e filtrazioni, bisogna garantire la bontà del prodotto finale. Dobbiamo documentare l’assenza di batteri classici e di contaminazione da micoplasmi”.
Frasi che la dicono lunga sulla sicurezza di quanto agli Spedali di Brescia viene inoculato ai pazienti, adulti e bambini disperati. E un terribile interrogativo si fa strada, come sia stato possibile avviare in un ospedale pubblico, a Brescia, un trattamento senza una comprovata attestazione non solo di efficacia, ma anche di tossicità.
E le carte degli Spedali Civili di Brescia non fanno che gettare altre ombre inquietanti sulla vicenda Stamina. Sono le cartelle cliniche di quei 35 pazienti sottoposti al protocollo Vannoni. Dicono che nessun malato è migliorato, anzi riscontrano un decesso sospetto di un paziente affetto da atrofia multisistemica, patologia che non determina solitamente morte improvvisa.
A onor di verità per tre malati, i medici hanno inizialmente ipotizzato un miglioramento, catalogato in seguito come frutto di impressioni soggettive. Oltre a nessun miglioramento, gli Spedali Civili denunciano anche la compilazione delle cartelle cliniche, le caselle dove si dovrebbe indicare la valutazione della terapia “non vengono compilate, forse perchè non esistono elementi per esprimere un giudizio, anche temporaneo.
A tutto si aggiunge il giudizio della senatrice a vita Elena Cattaneo, ricercatrice a livello internazionale, che ha trascorso una vita su studi relativi a cellule staminali e progenitori del cervello, prima negli Stati Uniti, poi in Italia.Secondo la professoressa Cattaneo Stamina è un drammatico caso di “Ciarlataneria”.
“Ci troviamo -spiega- ad assistere a un gigantesco esperimento di persuasione di massa, nella quale una parte dell’Italia è rimasta intrappolata” E aggiunge “Stamina è una truffa ai danni dei malati e dello Stato. Se andasse avanti avrebbe anche un esorbitante costo economico a carico di tutti noi: circa quattro miliardi”, ovvero oltre il triplo del bilancio annuale di tutti gli enti di ricerca.
Elena Cattaneo si dice anche molto preoccupata per potenziali, gravissivi danni “Quello che viene somministrato sembra essere un frullato di detriti cellulari, non di cellule staminali, in soluzione fisiologica (semlice acqua e sale ndr), e speriamo che non ci sia di peggio”.
E alla fine chiosa indignata “Ma ci rendiamo conto che alcuni tra i nostri migliori biologi e scienziati hanno dovuto leggere e valutare un testo prodotto da persone prive di qualsiasi competenza?. Una tragica follia da interrompere, subito.
Intanto la palla è passata a qui giudici a loro volta ingannati, in perfetta buona fede, dalla montatura mediatica di Stamina. il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello sta accertando le vicende della Stamina Foundation e di chi si è sentito truffato da Davide Vannoni e compagnia.
Gli indagati sono trenta e per tutti è stato chiesto il rinvio a giudizio. A rendere più chiaro il quadro le indagini del Nas dei carabilieri e degli ispettori dell’Agenzia del farmaco. Un rapporto di trecento pagine che non solo bolla il protocollo come non scientifico, va oltre: getta una luce maligna di sciatteria e grossolanità sull’operato dello staff Stamina.
Dosaggi previsti diversi da quelli realmente infusi, mancanza di referti di alcuni esami previsti e obbligatori per i donatori, mancanza dei test su malattie infettife, ad esempio l’Aids, provette e fiale non identificabili.
Una situazione quantomeno confusa e ambigua che sembra non riuscire a fermare Vannoni, il quale si dice pronto a fornire tutte le indicazioni e le informazioni alle sanità regionali che volessero autorizzare la sperimantazione.
Tutto mentre Nature, rivista scientifica a caratura mondiale scrive “Il fiasco delle staminali deve essere fermato, ma l’emozione di chi ha figli malati è un’arma potente”.
E Dio non voglia che qualcuno l’abbia in qualche modo cavalcata e manipolata.

Annunci

Informazioni su piemontenews

aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il dicembre 23, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Commenti disabilitati su Stamina. Una mail incastra Vannoni: “Non sappiamo cosa stiamo inoculando ai pazienti”.

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: