Esce la slot-porcata, salvi però gli affitti d’oro

finta-abolizione-delle-province
Da Il Fatto Quotidiano del 23/12/2013. Sara Nicoli attualità

STABILITÀ E SALVA-ROMA.

I nodi arrivano al pettine di solito all’ultimo respiro. E così, come nelle migliori tradizioni, l’altra notte la Camera ha approvato, tra una marea di polemiche, il ddl sulle Province e le città metropolitane che quindi passa al Senato dove oggi si darà il via libera definitivo alle modifiche della legge di Stabilità. Solo che, sempre ieri, i 5 stelle e la Lega hanno trovato un inghippo. Ossia: un emendamento con cui Camera e Senato “salvano” i loro affitti d’oro. A denunciarlo, per prima, Laura Castelli del M5s: “Abbiamo trovato questo emendamento, scritto sotto invito della Ragioneria dello Stato, con il quale il relatore del provvedimento della legge di Stabilità esclude dalla rescissione dei contratti di affitto dello Stato a quei privati che hanno dei fondi di garanzia legati agli immobili in questione. Significa – ha spiegato la deputata – che se i proprietari degli immobili hanno una assicurazione su quell’immobile, lo Stato non può disdire il contratto. E guarda caso, sembra che la società Milano 90 che affitta i locali alla Camera dei deputati una assicurazione del genere ce l’hanno…”. La Lega, Gianluca Buonanno ieri si è presentato in Aula brandendo un forcone, annuncia ostruzionismo a oltranza. Insomma, chi dava per intascata la legge di Stabilità senza scosse si dovrà ricredere, anche se il governo sta valutando un decreto correttivo (l’ennesimo) sull’argomento, ma nulla è scontato. Come non lo sono le conseguenze del decreto “Salva Roma”, su cui ieri il governo ha posto la fiducia che sarà votata oggi alle 14,30. È stata trovata una soluzione al pasticcio delle slot machine provocato dagli alfaniani al Senato, ma viste le cannonate dei leghisti, che minacciavano di tenere inchiodati tutti “fino a Capodanno” con il loro ostruzionismo, il governo ha deciso di tagliare corto. Il decreto scade il 30 dicembre, dalla sua approvazione deriva il salvataggio del devastato bilancio capitolino, il 27 sarà di nuovo al Senato, di nuovo con la fiducia. “È emerso in queste ore – ha spiegato Dario Franceschini – un problema nella legge di stabilità (la norma sugli affitti, ndr) che non si può modificare in questo provvedimento (il decreto salva Roma, ndr). Prendo l’impegno, a intervenire per correggere tutto per decreto”. Insomma, si approvano leggi che poi dovranno essere modificate a gennaio per decreto per tappare le falle create da chi vuol mantenere lo status quo. A partire proprio dal “salva Roma” che davvero non piace a nessuno. Il partito di Grillo lo ritiene pieno di “marchette”, quello di Berlusconi – che nella scorsa legislatura aveva approvato un provvedimento simile a beneficio di Alemanno – dice che si va ad aiutare un’amministrazione di sinistra. E la Lega lo ha usato per fare propaganda suol denaro che viene profuso a pioggia su “Roma ladrona”.

IL GOVERNO, però, va avanti, incurante delle critiche. Come sulle province. Approvate a Montecitorio in piena notte di sabato con 277 voti favorevoli, 11 contrari (Sel) e senza i voti della Lega, di Forza Italia e del M5s. Si prevede la trasformazione dei Consigli provinciali in assemblee dei sindaci, che lavoreranno a titolo gratuito, l’istituzione di 9 città metropolitane e la disciplina della fusione dei comuni. Chiaro il taglio delle “poltrone” locali, che ha fatto infuriare la Lega e Forza Italia, ma – soprattutto – l’eliminazione delle elezioni provinciali, con gli enti che si trasformano in altro rispetto a quello che sono adesso. Il provvedimento ora passa al Senato, dove sono attesi fuochi di sbarramento. Ma anche lì, una fiducia e la promessa di intervenire “dopo, per decreto” alla fine chiuderà il cerchio parlamentare, anche se i grillini (e non solo loro), intravedono già l’inciampo: “Il governo canta vittoria per il ddl sulle Province, parlando di tagli e riordino – si legge in un comunicato 5 stelle – nulla di più falso; il ddl sarà presto dichiarato incostituzionale perché trasforma degli enti elettivi in non elettivi e per fare questo serve una riforma costituzionale” . “A un governo M5S sarebbero bastate poche righe – chiude il comunicato – per tagliare le Province, un semplice disegno di legge costituzionale, sopprimendo all’articolo 114 della Costituzione la parola Province”. E invece no. E tutto sta ancora in piedi come prima.

Annunci

Informazioni su piemontenews

aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il dicembre 23, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Commenti disabilitati su Esce la slot-porcata, salvi però gli affitti d’oro.

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: