CATTIVE SORPRESE Peggiora ancora il fisco sulla casa

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Fatto Quotidiano del 22/12/2013 redazione attualità

L’ approvazione della legge di Stabilità alla Camera non basta a chiarire una volta per tutte quante tasse si pagheranno sulla casa nel 2014, dopo che l’abolizione del- l’Imu sulla prima casa ha innescato la riforma della tassazione sugli immobili. Resta l’incognita dell’aliquota della Tasi, la parte della Imposta unica comunale (Iuc) destinata a finanziare i servizi indivisibili e che esclude quindi il pa- gamento dei rifiuti. IL RITOCCO. Il governo sarebbe pronto ad accogliere le ri- chieste dei sindaci che, dopo le mille modifiche, si sono ritrovati con buchi di bilancio (contavano su un aumento della loro parte di aliquota Imu, risultato solo virtuale causa abolizione dell’imposta). I Comuni chiedevano almeno che l’aliquota comunale della Tasi salisse dallo 0,25 allo 0,35 per cento sulla prima casa, permettendogli così di avvicinarsi al gettito Imu stimato per il 2013 (anno in cui ha pagato, però, lo Stato centrale e non i cittadini). Il ministro Graziano Delrio, invece, ha promesso che saliranno i trasferimenti per aumentare le detrazioni: da 500 milioni a 1,2-1,3 miliar- di. Insomma, circa la metà del miliardo e mezzo chiesto dall’Anci. Secondo le simu- lazioni del Sole 24 Ore , in ogni caso, per le famiglie a reddito medio l’effetto sarà probabilmente un aumento della pressione fiscale: una famiglia con un figlio e una base imponibile di 60.000 euro rischia infatti di passare da una tassa di 110 euro l’an – no (con l’Imu al 6 per mille) a 210 euro. LA FORCHETTA. L’aliquota della Tasi dipende dal Co- mune e può andare dallo 0,1 allo 0,25 al massimo (alme- no se il governo non accon- tenterà i sindaci). Alcuni economisti dell’Istituto Re- gionale per la Programma- zione economica della Toscana hanno pubblicato sul sito lavoce.info una prima analisi della Tasi. Sulla pri- ma casa si paga la Tasi, sul resto del patrimonio si continua a pagare l’Imu. La differenza vera è per le case in affitto: visto che ora l’imposta serve a pagare i servizi offerti dal Comune, viene scaricata in parte sull’inquilino che pagherà una quota tra il 10 e il 30 per cento (al proprietario il restante 90-70 per cento). Le detrazioni, come l’aliquota, verranno gestite dal Comune e non più dallo Stato centrale. Secondo le simulazioni de la voce . i n fo sul caso della Toscana, il gettito finale riscosso dallo Stato “risulta più alto rispetto a quello attuale”. A parità di de- trazioni, con l’Imu ancora in vigore, i toscani avrebbero pagato addirittura meno. Se i Comuni, poi, spingeranno le aliquote fino allo 0,25 per cento, “ogni famiglia toscana po- trebbe dover pagare nel 2014 fino a 150 euro in più rispetto alla situazione attuale”. Un conto che sale parecchio se l’aliquota massima teorica venisse indicata – come chiede l’Anci allo 0,35. SECONDE CASE. Se sulla prima casa si sta ancora cercando di capire chi paga di più e chi di meno rispetto a prima, sulle seconde la stangata è sicura. La nuova Iuc avrà come aliquota massima lo stesso 1,06 per cento fissato per le abitazioni secondarie soggette all’Imu – all’interno vanno modulate an- che la parte sui servizi, Tasi, e quella sui rifiuti, Tari – ma grazie all’incertezza e al gettito minore dalla prima casa, tutti i sindaci la fisseranno sul livello massimo. IMPRESE. Anche sugli immobili delle aziende la tassazione è tripartita. Imu, con aliquota dello 0,76 per cento e gettito che va allo Stato. I Comuni hanno la possibilità di un ulteriore incremento, fino allo 0,3 per cento. Anche qui va calcolata nel totale la parte Tasi e quella Tari. La Iuc, però, per le imprese dovrebbe essere in parte detraibile dall’Ires.

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