SI INFIAMMA IL CASO TELECOM PALAZZO CHIGI IN CAMPO

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NELLA LISTA DI FOSSATI PER IL NUOVO CDA I MANAGER PUBBLICI GAMBERALE (F2I)
E CASTELLANO (SACE). ALLA PROCURA DI ROMA LE CARTE CONSOB SU TELEFÓNICA

Fatto Quotidiano del 17/10/2013 di Giorgio Meletti attualità
I ntorno a Telecom Italia si sta sviluppando uno dei più intricati gialli fi- nanziari degli ultimi anni. E ieri gli investitori, annusando aria di scalata (e quindi di impennata dei prezzi) si sono precipitati a comprare le azioni Telecom, che hanno guadagno il 5,06per cento, un pelosotto i 70 centesimi per azione. Per la battaglia innescata dall’azioni – sta di minoranza Marco Fossati (5 per cento) per mandare a casa l’attuale cda, accusato di fare gli interessi dell’azionista di con- trollo Telefónica de España (che possiede attraverso la finanziaria Telco poco meno del 15 per cento) e non quelli della società, due le novità salienti. IL PRIMO FATTO di ieri è che Fossati ha presentato una lista di cinque nomi per il nuovo cda, nel caso passasse la sua proposta di revoca di quello attualmente in carica. Spicca la presenza di Vito Gamberale (ilfondatore di Tim), oggi a capo del Fondo F2i, che investe nelle infrastrutture e fa capo alla Cassa Depositi e Pre- stiti. Con lui in lista Alessandro Castellano, amministratore de- legato della Sace, colosso assicurativo anch’esso controllato da Cdp. Poi ci sono Franco Lom- bardi, presidente dell’associa zione di piccoli azionisti Asati, protagonista della battaglia contro Telefónica, e un esperto manager del settore, Girolamo Di Genova, ex vicedirettore generale di Telecom Italia. I colloqui di Fossati con Francesco Caio, il manager telefonico a cui il premier Enrico Letta ha affidato l’Agenda Digitale, e la visita di Gamberale a palazzo Chigi pochi giorni fa inducono a pensare che la lista Fossati nasca con una tacita benedizione del governo, anche se finora Letta ha mantenuto il silenzio. Oggi il Senato è chiamato a votare l’emendamento di Massimo Mucchetti (Pd) al decreto cosiddetto “Salva Roma” con cui si abbassa dal 30 al 15 per cento la soglia di possesso azionario oltre la quale scatta l’ob bligo di offerta pubblica di acquisto (Opa) su tutto il capitale per chi acquisisca il controllo di una società quotata inBorsa. In pratica la nuova norma bloccherebbe Telefónica, imponendole di spendere alcuni miliardi di euro per conquistare Telecom Italia, laddove fino a oggi l’accordo con gli altri azionisti di Telco (Mediobanca, Assicurazioni Generali e Intesa Sanpaolo) le consentirebbe di assumere il comando con poche centinaia di milioni. Il pressing del gover- no per bloccare l’emendamento Mucchetti potrebbe significare a questo punto non tanto la volontà di aiutare Telefónica, e con essa i suoi blasonati e influenti soci italiani, quanto la preferenza per una soluzione meno traumatica: il governo teme le ripercussioni negative, a livello inter- nazionale, di uno stop a un’azienda straniera imposto con nuove regole in corso d’opera. IL SECONDO FATTO importante di ierièchedalla Consobtra- pela l’indiscrezione secondo cui sarebbe pronta la seconda tranche di documenti sulle tre ipotesi di reato configurate nella vicenda Telecom. Entro oggi le carte dovrebbero giungere sulla scrivania del procuratore aggiunto di Roma Nello Rossi. Nel mirino le irregolarità nel collocamento del prestito converten- doinazioni Telecom,l a maldestra procedura di vendita della controllata Telecom Argentina, e l’abuso di mercato che potreb- be configurarsi se trovasse con- ferma l’ipotesi che Telefónica abbia avuto informazioni priviegiate sul convertendo. IL FONDO AMERICANO Black Rock resta nel mirino. Sabato la Consob aveva estratto un cartel- lino giallo dopo essere venuta a sapere che Black Rock aveva comunicato all’americana Sec, ma non alla Consob, di essere salita dal 5 al 10,14 per cento di Te- lecom. Ieri mattina il fondo ha spiegato di aver contato anche le azioni provenienti (fra tre anni) dal convertendo, che per le norme italiane non vanno tenute in conto. La quota reale di Black Rock, che potrebbe risultare decisiva all’assemblea di venerdì prossimo per la revoca del cda, è del 7,783 per cento. Ieri sera poi la stessa Black Rock ha chiarito che la sua quota, con il convertendo, è in realtà del 9,97 per cento,e quindi la comunicazione alla Sec è stata fatta per sbaglio. La strada del capitalismo globale è lastricata anche di addizioni sbagliate.

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