ANCHE LA ROMANIA SI RIBELLA ALL’UNIONE EUROPEA! NO ALL’AUMENTO DELLE TASSE CHE VORREBBERO

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Fonte Altrainformazione 13 dicembre, 2013 di Max Parisi attualità
Bucarest – E’ in atto uno scontro con il Fondo Monetario Internazionale: il governo dice no all’aumento delle tasse (accise) sulla benzina. Il presidente Basescu si oppone all’accordo tra il governo e il Fondo, che insieme all’Ue ha chiesto un piano di austerity per liberare un prestito da 4 miliardi. Un altro Paese, dopo l’Islanda, va al muro contro muro con l’FMI, ma per conseguenza contro la Bce e l’Unione Europea. Una situazione che ricorda quella da poco vista in Islanda, dove un altro governo di simile orientamento ha scatenato l’ira internazionale (di UE, Bce e Fmi) decidendo di rimborsare alcune rate di mutui a discapito dell’austerity. Insomma, si allarga il fronte dei (piccoli) Paesi riottosi che antepongono le esigenze di vita dei loro cittadini alla disciplina “nazista” dei conti pubblici imposta all’Europa dalla Germania.
E chi pensasse sia ingenerosa l’accusa di “nazismo”, è bene legga quanto segue:
Campare con 485 euro al mese? Chiunque direbbe che è al limite dell’impossibile, specie se si hanno affitto e bollette da pagare. E invece per i tecnici di Commissione europea, Bce e Fmi – che probabilmente non hanno idea del costo della vita – è fin troppo, specialmente se viene percepito dai più giovani.
La cosiddetta Troika, che è in Portogallo per una nuova ispezione, vorrebbe partire contestando il salario minimo che equivale – appunto – ad appena 485 euro al mese. Secondo le anticipazioni di stampa i tecnici faranno leva su una riduzione delle buste paga per cercare di ridurre la disoccupazione, salita al 15,6%. E da quando il Parlamento ha varato il nuovo piano di austerity, il Paese è in preda a proteste e scioperi e le decisioni della Troika ormai sono contestate da tutti. “Non è diminuendo i salari che si farà ripartire l’economia”, ha affermato Antonio Saravia, presidente dell’equivalente portoghese di Confindustria. “Una politica di salari bassi è inaccettabile”, tuonano i sindacati. Insorge persino il ministro delle Finanze, Maria Luis de Albuquerque, secondo cui i salari in Portogallo sono già calati a sufficienza nel settore privato: “Su questo punto abbiamo una divergenza di vedute con il Fondo monetario internazionale”, ha detto. (tratto da un articolo de il Giornale del 4.12.13)
Ecco, come stanno le cose.
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