Legambiente e la classifica delle peggiori tratte ferroviarie in Italia

r-BANCA-large570
Biglietti sempre più cari e servizi sempre più scadenti. Legambiente nel suo rapporto “Pendolaria” analizza la situazione di coloro che ogni giorno sono costretti a muoversi in treno. Una vera propria odissea tra treni soppressi, ritardi, riscaldamenti rotti e disservizi di ogni genere
articolotre Redazione– del 10/12/2013 attualità
Sono l’incubo di ogni pendolare. Treni sporchi, perennemente in ritardo, troppi pochi vagoni su tratte affollatissime.
Legambiente ha così voluto dedicare una campagna, denominata “Pendolaria”, dedicata alla mobilità sostenibile e ai diritti di chi ogni giorno si sposta in treno. Riduzioni delle corse, lentezza, disservizi, sovraffollamento e proteste da parte dei pendolari sono stati i dati di valutazione su cui si è basata l’indagine, presentata dall’associazione ambientalista.
Legambiente ha così stilato una classifica delle dieci peggiori linee ferroviarie regionali. Sui primi tre gradini del podio si piazzano rispettivamente: Circumvesuviana (1^ posto), Roma-Nettuno (2^ posto), Padova-Calalzo (3^ posto) a seguire le altre:
Potenza-Salerno, Campobasso-Isernia-Roma, Bologna-Porretta Terme, Siracusa-Ragusa-Gela, Arquata Scrivia-Genova Brignole, le linee interne piemontesi, e la Mantova-Cremona-Milano.
Circumvesuviana è un’autentica vergogna italiana. Dal 2011 al 2013 le corse sono state ridotte del 40% a fronte di oltre 100mila utenti al giorno.
Roma-Nettuno è una tratta di 52 km di cui 20 a binario unico, carrozze sovraffollate, ritardi cronici e disservizi. Il treno che parte da Nettuno alle 8.30, monitorato da Legambiente tra il 17 ottobre e il 21 novembre, ha totalizzato 400 minuti di ritardo ed è stato soppresso 2 volte.
Le 13 linee ferroviarie pendolari tagliate a Torino sono un’autentica beffa per i pendolari piemontesi che oltre ad avere subito i maggiori aumenti del costo dei biglietti hanno visto dal 2010 a oggi cancellare ben 13 linee.
Sulla Padova-Belluno-Calalzo, gli utenti lamentano un peggioramento della qualità del servizio, con ritardi e soppressioni a sorpresa e senza alternative sostitutive su gomma. La linea è di 155 km che vengono percorsi a circa 50 km/ h.
Arquata Scrivia-Genova Brignole è la linea che collega Genova con il Piemonte, fino ad Arquata Scrivia (AL), 46 chilometri su 63 sono a binario unico.
La Mantova-Cremona-Milano che collega due capoluoghi di Provincia con Milano i 10mila pendolari che ogni giorno la percorrono lamentano treni lenti, sovraffollati, vecchi e sporchi. Su 151 km ben 91 sono a semplice binario e vi sono decine di passaggi a livello, per cui da Mantova per Milano i tempi di percorrenza sono di 2 ore e 10 minuti, mentre da Cremona i tempi sono di un’ora e 10 minuti, esattamente come 40 anni fa.
Siracusa-Ragusa-Gela è una linea non elettrificata e a binario unico, dove la media di velocità è di 55 km/h, che collega tre Province.
Sulla Campobasso-Isernia-Roma, un unico binario tra Campobasso e Venafro è la ragione di tempi di percorrenza assai lenti che rendono gli spostamenti poco efficienti, oltre a treni in larga parte vecchi.
Sulla Bologna-Porretta Terme gli utenti – almeno 10.000 al giorno con punte di 20.000 – denunciano continue soppressioni, quotidiani ritardi, guasti sempre più frequenti e scelte sbagliate come quella di inserire treni a doppio piano in orari di scarso afflusso e non di pendolarismo mentre in orari di punta le composizioni dei convogli risultano insufficienti.
Potenza-Salerno quando i treni non subiscono soppressioni improvvise i ritardi sono all’ordine del giorno, con convogli che non raggiungono i 50 km/h di velocità di media e impiegano 2 ore e mezza per arrivare a destinazione.
Legambiente vuole coinvolgere tutte le Regioni italiane per richiedere più treni per i pendolari, nuove carrozze e servizi migliori. Anche quest’anno i disagi per gli utenti delle ferrovie sono aumentati, dati i tagli del servizio e gli aumenti del prezzo dei biglietti. E complici di questi malfunzionamenti sono Governo e amministrazioni regionali, che non investono sulle risorse per i treni pendolari.
Si stima che, rispetto al 2009, le risorse da parte dello Stato per il trasporto pubblico su ferro e gomma sono diminuite del 25%. In totale, nel periodo 2011-2013, il taglio ai servizi ferroviari è stato del 21% in Abruzzo e Liguria, del 19% in Campania. Il record di aumento del costo dei biglietti dal 2011 se lo è aggiudicato il Piemonte con un +47%, mentre arriva al 41% la Liguria e al 25% Abruzzo e Umbria.

Annunci

Informazioni su piemontenews

aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il dicembre 11, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Commenti disabilitati su Legambiente e la classifica delle peggiori tratte ferroviarie in Italia.

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: