IL CELESTE Corruzione altra indagine per Formigoni

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IL PROGETTO DI UNA DISCARICA A CREMONA. LUI: “ACCUSE RIDICOLE
Fatto Quotidiano del 6/12/2014 di Davide Milosa attualità
Già a processo per associazione a delinquere, ora il senatore del Pdl nonché ex presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni rischia un nuovo procedimen- to per corruzione, reato per cui è indagato nell’inchiesta della procura di Milano, coor- dinata dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo, sulla realizzazione di una discarica di amianto a Cappella Cantone (Cremona). Con il parlamentare sono coinvolte 12 persone, tra cui due ex assessori regionali, i vertici della Compagnia delle opere di Bergamo e cinque società. Ieri è stato, infatti, comunicato agli indagati l’avviso di chiusura delle indagini. Con questo provvedimento Formigoni raggiunge tre inchieste dove risulta accusato di corruzione. La prima riguarda i favori alla Fondazione Maugeri ricambiati, sostiene la magistratura, con utilità per 8 milioni di euro. Dopodiché re- sta in piede il filone d’in- dagine nato dopo l’arre- sto, nella primavera scorsa, dell’ex consigliere regionale di Forza Italia Gianluca Guarischi. Il terzo è quello cristallizzato ieri con le dieci pagine di chiusura indagini. In particolare, si legge nel documento, l’imprenditore Pierluca Locatelli per realizzare una discarica in provincia di Cremona avrebbe pagato un milione di euro alla Compagnia delle opere di Bergamo. Denaro, ragionano i pm di Milano, con il quale sarebbe stato remunerato Roberto Formigoni, il quale aveva proposto la delibera di giunta per l’ok alla discarica. Il piano, va detto, non andrà in porto anche perché il 30 novembre 2011 scattarono gli arresti. All’epoca in carcere finì il vicepresidente della Regione Franco Nicoli Cristiani accusato di aver incassato una tangente da 100mila euro. Denaro versato “al fine – scrivono i magistrati – di ottenere l’Autorizzazione integrata ambientale, necessaria per l’apertura di una discarica di amianto”. Pagamento av- venuto con il consenso dei vertici della Cdo “che agivano in nome e per conto dei pubblici ufficiali Marcello Raimondi”, ex asses- sore regionale all’Ambiente, e “Roberto Formigoni”. Il motivo di tali cifre? “Remunerare Formigoni e il suo assessore all’Ambiente”. Secca la risposta del senatore Pdl: “Accuse infondate e ridicole”. L’inchiesta si concentra anche su un appalto di “rimozio- ne delle interferenze” per l’Expo 2015. Capitolo che non riguarda l’ex Governatore.

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