Tirreno Power, le ceneri seppellite in Piemonte

Fonte la Repubblica Genova.it del 02 Dicembre 2013 di GIUSEPPE FILETTO attualità

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La Dda indaga sullo smaltimento illecito. Indagati i titolari di ditte di trasporto e smaltimento con due dirigenti della centrale
Tir, carichi di tonnellate di ceneri provenienti dalla Centrale Termoelettrica di Vado Ligure, avrebbero scaricato e smaltito i rifiuti speciali dentro enormi crateri, scavati a cinque, dieci metri di profondità, poi coperti da terra, in aperta campagna, nel Basso Piemonte. È l’ipotesi investigativa sulla quale lavora la Direzione Distrettuale Antimafia di Genova, che sospetta il reato di “smaltimento illecito di rifiuti” ed ha indagato una decina di persone: due alti dirigenti della Centrale Tirreno Power, altrettanti titolari delle ditte specializzate nello smaltimento, più una mezza dozzina di autotrasportatori che facevano la spola tra Savona, il Cuneense e l’Astigiano.

Il fascicolo, affidato al pm Giovanni Arena della Dda, è stato aperto prima dell’estate, su indagini condotte dai carabinieri del Noe che di nascosto hanno seguito i tir. Anche se fonti investigative molto accreditate raccontano che già un anno fa la Guardia di Finanza di Savona si era presentata ai laboratori dell’Arpal con alcuni campioni di sostanze prelevate in Piemonte, chiedendo di analizzarle e verificare se fossero compatibili con le ceneri prodotte dalla Tirreno Power.

Il fascicolo della Dda sulla centrale termoelettrica si affianca ad una doppia inchiesta per disastro ambientale e omicidio colposo, aperta dalla Procura della Repubblica di Savona, nata dagli esposti dei comitati di residenti che denunciano un elevato indice di tumori e di mortalità nelle zone circostanti. Anche se i controlli di Arpal riferiscono che le emissioni di fumi sono nella norma.

Cosa c’è, però, dietro la vicenda sullo smaltimento degli scarti della centrale, sotto certi aspetti misteriosa, di cui si occupa l’Antimafia? Secondo quanto trapela dalla Procura della Repubblica di Genova, enormi quantitativi di ceneri “bianche” e “nere” sarebbero state “distrutte” illegalmente. Le “nere” provengono dalla combustione diretta del carbone. Le “bianche” sono il risultato dell’abbattimento dell’anidride solforosa e solforica mediante calce: si ottiene solfato di calcio (gesso comune).

Entrambe le sostanze sono considerate rifiuti speciali, non pericolosi, tantomeno tossiconocivi. Necessitano però di smaltimento autorizzato: trasferite in opportuni stabilimenti industriali, lavorate per la produzione di mattoni per pavimentazione. Il processo più sbrigativo e meno costoso, adottato dalla criminalità organizzata che fa affari con i rifiuti, è quello di interrarle, destinandole a cave abbandonate
nel Sud Italia, come scoperto in precedenti inchieste. Oppure, interrandole, come avrebbero scoperto i carabinieri del Noe di Genova.

Perché, però, se ne occupa la Dda, ancorché la vicenda non sia direttamente collegata alle ecomafie, a ‘ndrangheta e camorra? “Nel caso di attività organizzata, è di nostra competenza”, spiega il procuratore capo, Michele Di Lecce, che coordina il pool antimafia.

L’inchiesta su Tirreno Power è blindata, anche se Di Lecce conferma che è aperto un altro fronte investigativo, seguito dalla Dda di Torino. Inoltre, precisa che devono essere vagliate attentamente le diverse posizioni: accertare se lo smaltimento illecito sia stato compiuto con la connivenza dei dirigenti della centrale di Vado. Oppure, se loro pagassero, convinti che i rifiuti andassero negli stabilimenti per le lavorazioni industriali; ignari, invece, dell’interramento.

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Pubblicato il dicembre 3, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Commenti disabilitati su Tirreno Power, le ceneri seppellite in Piemonte.

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