Soldi a partiti? I tanti proclami dimenticati

letta
Da Il Fatto Quotidiano del 01/12/2013.Sara Nicoli attualità

DA ALFANO A LETTA: TUTTI CONTRO IL FINANZIAMENTO PUBBLICO. A PAROLE.

È passato quasi un anno e non sembra. Perché era il 4 febbraio, dieci giorni prima delle elezioni, che Grillo sciorinava il suo proclama sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti (“deve essere eliminato”) e Berlusconi gli scippava il tema solo due giorni dopo proclamando, a Porta a Porta: “E’ nostra intenzione – era il 6 febbraio – abolire il finanziamento pubblico ai partiti”. Bersani ci arrivò più tardi, quando pensava di essere a un passo da palazzo Chigi (17 marzo) ma lisciò clamorosamente il bersaglio: “Entro luglio avremo una nuova legge sul finanziamento ai partiti”. Oggi, insomma, sembra ieri.

CI SONO sempre i grillini a dire che “i soldi dei finanziamenti sono incostituzionali, è il momento di restituirli ai cittadini”, dall’altra parte c’è Enrico Letta. Che ancora oggi promette: “Spero di ottenere entro fine anno l’approvazione definitiva della legge sul finanziamento pubblico”. Giusto una speranza. La legge gronda polvere in commissione Affari Costituzionali del Senato, ma nelle orecchie risuonano i proclami con cui il premier aveva tentato di mettere alle corde il Parlamento, minacciando un decreto se la legge non fosse stata approvata rapidamente. “O si fa la legge in sei mesi – la minaccia il 23 giugno – oppure il governo agirà con decreto”. Ancora, ad agosto, stessa solfa, quindi l’ultimatum: “Non accettiamo scuse, i tempi ci sono, altrimenti il governo farà un decreto”. Il 17 settembre e di lì a breve (il 22 settembre) Ugo Sposetti, storico tesoriere del Pd, avrebbe fatto uscire un’intervista: “Sarà la morte dei partiti; il finanziamento pubblico è necessario”. Quagliariello (il 27 settembre) risponde: “Non vogliamo uccidere i partiti, li vogliamo tutelare”.

L’accordo tra Pd e Pdl alla fine ha partorito un provvedimento pieno zeppo di paracaduti, anche per la nascente Forza Italia, tutelata con un emendamento ad hoc in cambio del quale il Pd ha ottenuto la cassa integrazione anche per i dipendenti dei partiti. Finalmente il 16 ottobre il voto: festa grande. Fuoco d’artificio da Alfano: “Eliminazione contributi pubblici ai partiti, era nel nostro programma. Impegno mantenuto”. Quindi, mortaretto di Letta: “Con questa legge si sancisce la fine del finanziamento pubblico ai partiti”. In ultimo Renzi: “Se sarà abolito sarà una vittoria dell’Italia e non di Renzi che lo ha detto dall’inizio”. Dopo, più niente, grillini a parte. Un silenzio sospetto.

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Pubblicato il dicembre 1, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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