Il Colle: no alla grazia E Alfano scarica B

fe7f99c76fcee68ab2edd42e5f2d3471522b424a70d38
Da Il Fatto Quotidiano del 25/11/2013.Sara Nicoli attualità

DECADENZA.

Scaricato e messo all’angolo, prima da Alfano, quindi da Napolitano, intervenuto a mettere un freno ad una possibile escalation mediatica di Forza Italia contro un solo colpevole: proprio il Quirinale. Giornata di grande tensione, quella di ieri, con indiscrezioni sulle intenzioni eversive del Cavaliere che si sono rincorse per tutto il pomeriggio fino a sfociare in un diktat, dal Colle, inviato nel tentativo di chiudere per sempre la questione della grazia e sedare gli animi dei facinorosi pro Silvio. Peccato che Berlusconi non abbia alcuna voglia di mollare. E i suoi anche meno. Ieri lo ha fatto capire con chiarezza, chiamando ancora in causa il Colle da cui si sarebbe aspettato, in virtù della sua storia politica, la concessione della grazia “motu proprio”. Parole disordinate alle quali Napolitano ha reagito subito – e male – chiudendo a suo modo la questione definitivamente. Cioè, che non ci sono le condizioni per la grazia: “Non solo non si sono create via via le condizioni per un eventuale intervento del Capo dello Stato sulla base della Costituzione, delle leggi e dei precedenti – ha sostenuto Napolitanosi sono ora manifestati giudizi e propositi di estrema gravità, privi di ogni misura nei contenuti e nei toni”. Già, perché il Cavaliere aveva annunciato un’escalation di tensione in vista della sua decadenza. Puntando al “bersaglio grosso”, non Renzi come si era immaginato (e contro cui avrebbe, comunque, fatto fare un’indagine accurata, senza tuttavia trovare grandi riscontri), bensì proprio il Capo dello Stato. Allarmato, Napolitano ha quindi deciso di agire in via preventiva, levando spazio a Berlusconi e al suo gioco delegittimante contro il Colle.

UN’OPERAZIONE che comincerà comunque oggi. Quando il Cavaliere spiegherà pubblicamente come ha intenzione di restare a galla nonostante la sentenza di decadenza dal Senato. Primo bersaglio Napolitano, reo di avergli teso una trappola fin dal giorno della decadenza “facendogli credere – ci dice un falco a lui vicino – che un suo comportamento mansueto avrebbe favorito la decisione positiva sulla grazia, fatto che poi si è scoperto privo di ogni fondamento”. Ecco perché, proprio in previsione di questo gesto di sfida, il Capo dello Stato ha pensato bene di richiamarlo anche “a non dar luogo a comportamenti di protesta che fuoriescano dai limiti del rispetto delle istituzioni e di una normale, doverosa legalità”. Ossia: evitare di far tracimare la prevista manifestazione di mercoledì davanti a palazzo Grazioli (già pronti i pullman come ai primi di agosto) in qualcosa di più pesante, una gazzarra con relativo corteo che si spinge a protestare fin sotto il Senato, proprio nei momenti in cui Berlusconi parlerà in aula prima del voto. Un’escalation di tensione che l’intervento di Napolitano ha invece rinfocolato , convincendo i falchi ad andare avanti. Gasparri, per primo, ieri si è detto “sbigottito” dalla “tutela preventiva” del Colle. E Brunetta ha sostenuto: “Napolitano si è rivelato uomo di parte”. Oggi, dunque, il volume di fuoco sarà pesante, anche perchè Berlusconi annuncerà il suo voto negativo alla legge di Stabilità, dunque il passaggio al-l’opposizione e metterà sul tavolo anche nuove carte di Frank Agrama appena arrivate dall’America, sulla cui base si proclamerà “innocente” e griderà alla necessità di una revisione del processo. Già allertati i direttori delle testate Mediaset, con un’unica regola di ingaggio: scatenare l’inferno su quelle carte, far girare l’informazione come in campagna elettorale.

Conscio di tutto questo prossimo stridore di lame, ieri Angelino Alfano ha pensato bene di marcare la distanza a partire dalla manifestazione (in quanto ministro dell’Interno la vede come fumo negli occhi): “Guardiamo al futuro e non siamo coinvolti”, ha detto, rimandando al mittente l’invito di Brunetta a partecipare al corteo. Il vicepremier appare ormai lontano. Ha in mente di proporre “un patto al Parlamento, al governo e anche a Matteo Renzi”. “A fine 2014”, poi faremo il punto. Certo, Berlusconi non è del tutto dimenticato, “meriterebbe la grazia”, dice Alfano, peccato che accanto a lui continui a prevalere “una linea estremista del partito, che consideriamo sbagliata, di voler far cascare tutto e mettere gli interessi del Paese dopo l’egoismo di partito; c’è accanto a Berlusconi chi lo spinge in una direzione estrema”. E senza vie d’uscita.

Annunci

Informazioni su piemontenews

aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il novembre 25, 2013, in Uncategorized con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: