MATTONE SELVAGGIO La cura al cemento del medico di B

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Fatto Quotidiano del 21/10/2013 attualità
Il futuro era lì, vicino, a portata di mattone. Settimo Nizzi, ex sindaco, aveva anche fissato la data: “Nel 2025 Olbia sarà una città da centomila abitanti con un’a- rea urbana estesa fino alla tangenziale”. Di fatto la stra- da sopraelevata sarebbe di- ventata un moderno muro di cinta. E ancora zone agricole edificabili, un milione di metri cubi dedicati alla zona costiera, la più pregiata. Alber- ghi, ville. Ancora alberghi. Altre ville. ERA IL 2004 e il professor Nizzi credeva di poter dire, fa- re, attuare ogni scempio in Costa Smeralda, in fin dei conti era l’ortopedico di Silvio Berlusconi. Fedele alla Casa delle libertà, la politica dell’ex primo cittadino era improntata sull’idea delle “mani libere”, dell aissezfa i re . A tanti, troppi è andata bene. Come il Caimano, anche lui amava mostrarsi in varie vesti, da medico, a politico, fino a operaio con tanto di caschetto giallo in testa e foto-ricordo sulle ruspe. Più erano originali, per non dire fuori legge, le proposte di edificazione, più lui dava il via libera ai lavori. “Sono posti di lavoro!”, il classico mantra attira consensi. Ed ecco la selva di gru nella città dal 1997, gli anni dell’e- brezza da cemento, della santificazione di massa per la Sar- degna. Dello status symbol. Dei gommoni in acqua a caccia di vip sugli yacht. Dei Briatore a brindare a champagne. Pronunciare le parola “piano” associata a “regolatore” equivaleva a una bestemmia carpiata. L’ultimo risale al 1960 quando Olbia aveva appena 18 mila abitanti (diventati 60 mila). Solo nel 1984 il sindaco Giampiero Scanu lancia l’impianto per la nascita di un piano regolatore generale, piano che per i dieci anni in cui è stato a capo della città, non si è potuto realiz- zare. Ci si opponeva sempre e comunque. Nel frattempo Berlusconi e il principe Karim Aga Khan decidono di puntare su alcune aree di Olbia e presentano due programmi, di 2,5 milioni di metri cubi ciascuno, per edificare in zone da distribuire sia a nord della città in località Razza di Juncu, che a sud verso Capo Ceraso. Il valore complessivo degli investimenti era esorbitante: 5 mila miliardi di lire. Niente da fare, il piano non passa. Per fortuna c’è lui, caschetto-Nizzi, eletto per la prima volta proprio nel 1997, e tutto cambia: ecco diciassette piani di risanamento, 23 nuovi quartieri, vuol dire l’emergenza portata a sistema senza nessuna strategia strutturale. E ANCORA il via libera alla costruzione di abitazione a Santa Mariedda e Pozzuru, quindi gli agognati alberghi da cinque e oltre stelle come l’Hilton e il Geo Village, sorti in zone un tempo industriali e magicamente diventate edificabili. Il procuratore capo a Tempio Pausania, Domenico Fiordalisi, ha sulle sue scrivanie pile di documenti, carte relative ad alcune costruzioni di dub- bia regolarità. Dubbia per la legge, non per i suoi abitanti. Nizzi nella zona è ancora considerato un personaggio di spessore, ha ancora il suo cerchio magico, dirige il Cipnes, un consorzio di industriali che gestisce milioni e milioni di euro, con la facoltà di approvare piani edilizi e assegnare licenze nelle zone di sua competenza. Quali zone? Esattamente dove Olbia dovrebbe espandersi, ovvio, dove lui, in fin dei conti, è di casa.

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il novembre 22, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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