IL NODO DELL’INTERROGATORIO Scontro totale tra ministero e giudici torinesi

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Fatto Quotidiano del 18/11/2013 Marco Lillo attualità
inviato a Torino A un passo dallo scontro istituzionale con il ministro, oggi la Procura di Torino deciderà sul caso di Anna Maria Cancellieri. La Procura po- trebbe iscrivere il ministro nel registro degli indagati ma non ha alcuna intenzione di conte- stare l’abuso di ufficio perché la scarcerazione di Giulia Ligresti è avvenuta a seguito di una re- lazione della psicologa del carcere e di una perizia richiesta dalla Procura prima delle tele- fonate del ministro con Anto- nino Ligresti. IL PROBLEMA sono invece le dichiarazioni reticenti o lacunose su quelle telefonate rese al pm Vittorio Nessi il 22 agosto dal ministro a Roma. La Pro- cura potrebbe contestare al mi- nistro di non avere detto tutta la verità sulla telefonata del 21 agosto con Antonino Ligresti. Le ipotesi sul tavolo della riunione di oggi del procuratore Giancarlo Caselli con i due ag- giunti Vittorio Nessi e Marco Gianoglio sono tre: 1) i pm iscrivono a Torino il ministro per violazione dell’articolo che punisce con pena fino a quattro anni di reclusione chi “rende dichiarazioni false ovvero tace, in tutto o in parte, ciò che sa intorno ai fatti sui quali viene sentito”, per poi trasmettere gli atti alla Procura di Roma, dove è avvenuta la deposizione del 22 agosto del ministro; 2) i pm creano un fascicolo separato, un cosiddetto modello 45, sen- za indagati né ipotesi di reato e lo girano a Roma; 3) i pm sen- tono di nuovo il ministro a sommarie informazioni per completare le sue dichiarazioni lacunose. Salva poi la scelta di archiviare o trasmettere a Roma il fascicolo. Il ministro ha fatto filtrare la sua irritazione. Ieri è apparso su La Stampa di Torino un articolo nel quale si attribuivano al “mi – nistero”una serie di accuse alla condotta dei magistrati. “La scelta di ascoltare il ministro di Giustizia come persona infor- mata dei fatti ha prodotto ab origine una catena di violazioni di regole processuali di indiscutibile gravità”è questa la prima IL PROPRIETARIO DELL’INTER Thohir, subito derby con Berlusconi: “Come lui? Sì, ma io non mi candido” Per la sua prima intervista a una televisione italiana, il nuo proprietario del l’Inter, il miliardario indonesiano Erick Thohir, sceglie “Che tempo che fa”di Fabio Fazio e non si sottrae a un paragone con Silvio Berlusconi. En- trambi, nei rispettivi paesi, sono proprietari di giornali, televisioni e squadre sportive. Ma il successore di Mas- simo Moratti fa notare la differenza: “Però io non mi candido ”. Fa l’imprenditore e promette anche ai tifosi di nerazzurri di “riparlarne” di Messi, per un acquisto che sarebbe davvero del secolo, poiché il fuoriclasse ar- gentino richiede un investimento eccezionale. REGIONE TATARSTAN Boeing si schianta in pista 50 morti in Russia Potrebbe essere stato un errore del pilota la causa dello schianto di un boeing 737 a Kazan, in Russia, nel quale sono morte 50 persone, in Italia erano appena passate le 16:20 di ieri. Lo riferisce una fonte delle forze di sicurezza russe all’agenzia Interfax. A bordo del velivolo, proveniente da Mosca, c’e ra n o 44 passeggeri e sei membri dell’equipaggio e che hanno tutti perso la vita nell’incidente. Tra le 50 vittime di Kazan in Tatarstan, Russia centrale, c’è anche uno dei figli del presidente della regione, Ru- stam Minnikhanov. accusa attribuita tra virgolette al “ministero”. Altro che ricon- vocazione del ministro davanti ai pm. “La procura – prosegue ‘il Ministero’ secondo La Stampa – avrebbe dovuto mandare le carte al Tribunale dei ministri, magari ipotizzando un abuso d’ufficio nell’esercizio delle funzioni di Guardasigilli”. Il procuratore generale della Corte di Appello di Torino, Marcello Maddalena, cioè il magistrato che riveste il grado più alto nell’ufficio dell’accusa, ha replicato alle “pretese accuse nei confronti della Procura della Repubblica di Torino che verrebbero mosse dagli stessi uffici del Ministro Anna Maria Cancellieri”. Secondo Madda- lena “l’intera vicenda è stata trattata dai magistrati torinesi con il massimo scrupolo e la più puntigliosa osservanza di tutta la normativa vigente in mate- ria, oltre che con il massimo ri- spetto sia delle prerogative fun- zionali sia della dignità di tutte le persone coinvolte nella vi- cenda”, compreso il ministro della Giustizia. “Ben vengano” quindi “ tutti i possibili e im- maginabili accertamenti”, inclusi “quelli ministeriali”: se il ministro vuole, mandi pure gli ispettori, è il messaggio del magistrato. Per Maddalena “alcune asser- zioni riportate nell’articolo ap- paiono stupefacenti anche sotto il profilo della conoscenza della normativa processuale penale”. In particolare il preteso obbligo di trasmettere il fa- scicolo al tribunale dei ministri è considerato dai pm torinesi un errore di procedura penale. I pm non vogliono contestare il presunto abuso delle telefona- te, perché nelle telefonate della Cancellieri non ci sarebbe per loro una violazione della legge né un vantaggio patrimoniale del ministro. Comunque ove anche ci fosse stato il reato, per i pm, non sarebbe stata la Pro- cura di Torino a trasmettere gli atti, bensì la Procura di Roma, competente per territorio. Oggi è un giorno difficile per il ministro ma anche la Procura di Torino si trova in forte im- barazzo. Non sarà facile inda- garla a tre mesi dalle false di- chiarazioni e a due giorni dalla discussione della mozione di sfiducia. I tabulati telefonici che smentiscono la versione reticente sui rapporti con i Ligresti sono stati richiesti dai pm il 30 agosto scorso e non sarebbe semplice spiegare perché la Procura ha atteso un momento così delicato per inchiodare il ministro alle sue mezze bugie del 22 agosto. ANCHE NEL MERITO non si può dire che la contestazione di false dichiarazioni al pm sia invincibile. Effettivamente il mi
nistro non precisa al pm Nessi se la sera prima ha risposto ad Antonino Ligresti con un sms o con una lunga telefonata di 7 minuti, come è emerso poi dai tabulati richiesti il 30 agosto ma che sarebbero stati consegnati, secondo Repubblica , solo il 6 no- vembre. Effettivamente non è possibile credere che Anna Maria Cancellieri non ricordasse i contenuti di una telefonata così importante avvenuta meno di 24 ore prima. Il problema però è che il pm Vittorio Nessi non ha registra- to la deposizione ed è andato da solo a Roma a sentire il mini- stro. Alla fine ha steso un verbale riassuntivo delle risposte senza riportare le sue domande. Insomma se la risposta del mi- nistro nel verbale non c’è va detto che manca anche la do- manda. Se non fosse il ministro della giustizia, i pm riconvo- cherebbero Anna Maria Can- cellieri per precisare le sue di- chiarazioni. Ma ieri “il ministe- ro”ha detto che non ha gradito la prima convocazione da testi- mone e ora sarà difficile con- vocarla ancora. La Procura potrebbe scartare di lato sentendo Antonino Ligresti. Però il medico è fratello di Salvatore e zio di Giulia e il codice gli concede il diritto di non rispondere. Davvero un bel rebus.

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Pubblicato il novembre 19, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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