Lo Stato evade, le pensioni sono a rischio

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L’ALLARME DEL NUMERO UNO DELL’INPS: CON IL BUCO DEGLI STATALI I CONTI DELL’ISTITUTO “NON FANNO STARE TRANQUILLI
”Fatto Quotidiano di Salvatore Cannavò del 15/10/2013 attualità
Il presidente dell’Inps non si sente tranquillo. Ieri è tornato ad attirare l’attenzione sui conti dell’istituto previ- denziale. Nel corso di una audizione alla Commissione bi- camerale di controllo, Mastrapasqua ha fatto sapere di aver scritto una lettera “al ministro Saccomanni e al ministro Giovannini, come fatto con l’esecutivo precedente, invitandoli a fare una riflessione” sul bilancio Inps, dal forte disavanzo patrimoniale ed economico che “può dare segnali di non totale tranquillità”. Per questa affermazione, Mastrapasqua si è attirato dietro decine di reazioni, politiche e sindacali, fino alla precisazione dello stesso Saccomanni il quale ha assicurato che “non c’è nessun allarme”, si tratta di problemi tecnici e il governo sta provvedendo. I problemi nascono, aveva spiegato in mattinata Mastra- pasqua, in seguito alla fusione dei vari enti previdenziali, in particolare la confluenza del calderone Inpdap nei conti dell’Inps. L’ENTE dei dipendenti pubblici, infatti, ha portato “in dote” circa 10 miliardi di deficit. “Il problema è nato – ha spiegato ancora Mastrapasqua – quando l’Inpdap è stato trasformato da ente ‘debitore’in un ente creditore generando lo squilibrio. Di fatto, dal 2007 lo Stato ha trasformato contabilmente i suoi trasferimenti all’istituto, dovuti per coprire le pensioni dei lavoratori pubblici, in “anticipazioni” di cassa in modo da nasconderli alla contabilità del debito pubblico. Che è sta- to così trasferito alle casse pre- videnziali caricate di sempre minor versamenti oltre che della progressiva riduzione dei dipendenti pubblici a opera delle manovre di rigore finanziario. Da qui, i “crescenti ri- schi di sottofinanziamento dei disavanzi previdenziali e di progressivo aggravamento delle passività”. L’allarme, Mastrapasqua lo aveva lanciato già da tempo. Lo scorso luglio, sempre in Parlamento, aveva detto cose simili, e nella relazione al bilancio preventivo 2013, redatta dal Comitato di vigilanza dell’Inps, si leggeva: “Il Civ ritiene pertanto doveroso e urgente sottoporre la situazione della Gestione ex Inpdap al- l’attenzione del governo e dei ministeri vigilanti al fine di consentire agli stessi di adottare adeguati interventi correttivi per sanare il crescente di- savanzo economico e patri- moniale”. Di fronte all’ampiezza delle reazioni, in particolare quelle sindacali –Camusso: “Mastrapasqua dovrebbe dire cosa pensa di fare invece di lanciare allarmi”–il presidente Inps in serata ha precisato che non esiste “nessun allarme ma solo un problema contabile”. L’ANDIRIVIENI, però, suscita nervosismo e forse Mastrapa- squa dovrebbe decidersi una volta per tutte: l’allarme c’è o non c’è? A essere fortemente in passivo, in realtà, non c’è solo l’Inpdap, ma anche i vari fondi previdenziali interni all’Istituto: quello dei dirigenti di azienda chiuderà il 2013 con 3,7 miliardi di passivo, quello dei telefonici (lo stesso da cui proviene la pensione più alta d’Italia, gli oltre 90 mila euro al mese di Mauro Sentinelli) con 1,19. Il Fondo elettrici con 1,9 miliardi di buco mentre Ar- tigiani e Coltivatori diretti su- perano i 5 miliardi. Al contra- rio, la gestione dei parasubor- dinati è in attivo di 8,7 miliardi e anche quella dei Lavoratori dipendenti (Flpd) è positiva di 8,5 miliardi. L’Inps è un gran- de calderone in cui non si capisce chiaramente cosa è spesa assistenziale e cosa previden- ziale per cui una campagna di stampa può puntare il dito, addirittura, contro le pensioni integrate al minimo, le più po- vere di tutte. I problemi sono molteplici e anche per questo è facile creare confusione e polemiche. Va anche detto che il nodo dell’Inpdap era noto da tempo. Come ha fatto notare ieri il segretario Uil, Luigi Angeletti, “il più grande evasore è lo Stato che non ha pagato i contributi dei lavoratori pubblici per 8 miliardi di euro”. In effetti, si sapeva. Eppure quando Monti decise la fusione degli enti, creando un istituto gigantesco, Mastrapasqua non si oppose e il sindacato nemmeno. “Il Parlamento è sovrano” rispondono all’Inps di fronte a questa obiezione. Intanto, il sovrano della previdenza rimane Mastrapasqua

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il novembre 16, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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