Surreale: il Paese va a rotoli e la Camera si ferma per ore a discutere sulla questione del ristorante dei deputati

ristorante-montecitorioarticolotre Redazione- Ore ed ore a parlare del loro cibo. E’ successo alla Camera: la discussione-fiume sul ristorante dei deputati ha spaziato dalla richiesta di cibi biologici e a chilometri zero alla qualità scadente del cibo, per arrivare a una “questione di sicurezza nazionale” perché la mensa è gestita da una ditta inglese.
Tutto è partito da un ordine del giorno di Luigi Di Maio del Movimento 5 Stelle, che lamentava un congestionamento della mensa dei dipendenti della Camera (dove mangiano i parlamentari ‘grillini’), mentre il ristorante di Montecitorio resta vuoto.
Questa la trascrizione della discussione.
LUIGI DI MAIO (M5S). Signor Presidente, colgo l’occasione semplicemente per spiegare quello che ormai è un problema che riguarda questo palazzo, cioè la questione del ristorante dei deputati e del ristorante dei dipendenti. Da quando è arrivato il MoVimento 5 Stelle qui c’è un consistente numero di parlamentari che utilizza la mensa dei dipendenti, in qualche modo anche congestionandola – facciamo anche un po’ di mea culpa – e allo stesso tempo c’è il ristorante dei deputati che ha un calo di utenti.
<strong>LAURA BOLDRINI, Presidente. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Zaccagnini. Ne ha facoltà.
ADRIANO ZACCAGNINI (M5S). Signor Presidente, in merito alla questione della mensa vorrei aggiungere, dato che ho dimenticato di farlo nel mio intervento sull’ordine del giorno, che è abbastanza assurdo che l’esternalizzazione della mensa sia stata affidata a una ditta inglese. Ora, l’ordine del giorno precedente non è stato accettato. Io mi auguro che questo punto, comunque, sia affrontato dal Collegio dei questori, anche per una questione di sicurezza nazionale, in quanto è abbastanza assurdo il fatto che noi, come italiani orgogliosi del made in Italy e delle nostre produzioni agroalimentari, ci riforniamo e ci cibiamo con cibo fornito da una ditta inglese, con scarsa qualità, tra l’altro, del cibo il cibo non è di qualità.
GREGORIO FONTANA, Questore (Pdl). Chiedo di parlare.
LAURA BOLDRINI, Presidente. Ne ha facoltà.
GREGORIO FONTANA, Questore (Pdl). Signor Presidente, intervengo brevemente su questo ordine del giorno. Per quanto riguarda l’ultimo intervento del deputato Zaccagnini, voglio dirle che la ditta titolare della gestione è una ditta che è subentrata a un’altra per una vicenda societaria. Comunque, il punto vero è che noi abbiamo bandito una nuova gara e al 31 dicembre scadrà questo contratto degli attuali gestori. Abbiamo bandito una gara europea secondo quanto previsto dalla legge. Per quanto riguarda la organizzazione, comprendo che alcuni deputati preferiscano andare al self-service e altri al ristorante, però io penso che, in questo senso, la stella polare che deve seguire il Collegio dei questori sia quella del risparmio. Con l’attuale gara si prevede un risparmio di ben due milioni di euro, e quindi penso che questo sia il dato importante.
LAURA BOLDRINI, Presidente. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l’onorevole Bianconi. Ne ha facoltà.
MAURIZIO BIANCONI (Pdl). Signor Presidente, io sono contento che i questori abbiano deciso di risparmiare, ma già è un «avvelenatoio». Speriamo che, almeno sulla qualità, cerchino di non risparmiare. Quando fanno il bando, che ci si possa almeno mangiare !
LAURA BOLDRINI, Presidente. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Buttiglione. Ne ha facoltà.
ROCCO BUTTIGLIONE (Udc). Signor Presidente, intervengo solo per ricordare, perché qualche volta me ne dimentico anch’io, che noi facciamo parte dell’Unione europea e che all’interno dell’Unione europea esistono delle regole per le quali si fanno delle gare europee, e non si possono privilegiare aziende nazionali nelle gare europee.
STEFANO DAMBRUOSO, Questore (Sc). Chiedo di parlare.
LAURA BOLDRINI, Presidente. Ne ha facoltà.
STEFANO DAMBRUOSO, Questore (Sc). Signor Presidente, mi rendo conto che
stiamo parlando di cibo a quest’ora e, forse, il richiamo al tema è abbastanza pertinente, però, davvero, solo per chiarezza, soprattutto perché viene da questa parte dell’Aula, che amo monitorare con attenzione, rammento che, quando tutti noi andiamo a mangiare nel ristorante ufficiale, ciascuno di noi, anche se prende il brodino, paga e lascia, fa lasciare, 15 euro per ciascuno di noi a questo palazzo, e noi neanche ce ne accorgiamo. Quindi, quando andiamo in quel ristorante, lì si pagano 15 euro, mentre nella mensa di sotto se ne pagano 9. Giusto per completezza di informazione, senza polemica.
LAURA BOLDRINI, Presidente. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Buonanno. Ne ha facoltà.
GIANLUCA BUONANNO (Lega). Signor Presidente, io intervengo su questo punto perché lo avevo già sottolineato qualche mese fa. Avevo fatto un intervento su cui il questore Fontana mi aveva poi anche fornito alcune valutazioni. Penso che sarebbe l’occasione di fare in modo… se posso parlare.
LAURA BOLDRINI, Presidente. Prego, vada avanti.
GIANLUCA BUONANNO (Lega). Visto che noi siamo i primi a dire che siamo tutti uguali, che siamo gente del popolo, che tutti dobbiamo far vedere che siamo persone normalissime, sarebbe il caso di fare in modo che la questione del ristorante venga sfruttata meglio. Per cui, se sotto c’è il self-service, non vedo perché non possa esserci anche sopra, e fare in modo che gli spazi, che molto spesso sono vuoti, possano invece essere pieni. E possiamo anche fare in modo che la gente che lavora al ristorante – in cui il personale è diminuito – magari invece possa essere incrementata, perché c’è anche un discorso di posti di lavoro di persone che vengono qui, che guadagnano magari 600-700 euro al mese per fare poi dei turni spezzettati che difficilmente possono portare loro un beneficio per quello che invece meriterebbero
LAURA BOLDRINI, Presidente. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Gigli. Ne ha facoltà.
GIAN LUIGI GIGLI (Sc). Signor Presidente, volevo sottolineare che esiste in fisiologia un riflesso che è chiamato pavloviano, per il quale al ripetersi di alcuni tipi di stimoli i succhi gastrici si mettono in moto e attraverso, appunto, il ripetersi di questi stimoli condizionanti generano una condizione di bisogno impellente. Chiedo pertanto alla Presidenza se non intenda valutare un’interruzione, per poter assolvere, appunto, a questi bisogni fisiologici, non solo di carattere alimentare, per essere chiari, il ristorante, ma anche di altro genere.
LAURA BOLDRINI, Presidente. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Giachetti. Ne ha facoltà.
ROBERTO GIACHETTI (Pd). Signor Presidente, io potrei avere un conflitto di interesse al contrario, nel senso che per me potreste chiudere sia la mensa che il ristorante: soprattutto in questo periodo non mi creerebbe alcun problema. Vorrei però dire all’onorevole Di Maio – e in questo vorrei invitarlo, se è possibile, a prendere in considerazione questa argomentazione ai fini di non porre in votazione – che noi dobbiamo guardare alle cose, possibilmente anche guardando fuori dall’Italia, infatti richiamiamo spesso il paragone con gli altri Paesi europei. Non penso che sia un argomento marginale, nel senso che capisco che simbolicamente serve dire: basta il ristorante, il privilegio e via dicendo. Però, in tutti i parlamenti, almeno europei – e penso che lo sappiate tutti – esistono i ristoranti all’interno delle istituzioni. Il problema è che a differenza di noi, questi ristoranti sono utilizzati come veicolo, anch’esso non unico, per fare in modo che anche la gente normale, attraverso l’andare al ristorante nelle istituzioni, conosca meglio le istituzioni, frequenti le istituzioni e via dicendo. Ci sono tanti ristoranti. In Germania il ristorante del Bundestag è aperto al pubblico. Allora, l’invito che io faccio, se c’è anche una gara – in questo senso non so se è condizionabile adesso, ma comunque è una cosa che si può vedere dopo – è non solo a tenere il ristorante della Camera, ovviamente risparmiando fin dove è possibile, ma a valorizzarlo molto di più. Infatti, certamente non sarà l’elemento essenziale, perché noi dovremmo fare molto meglio il nostro mestiere, però io ritengo utile fare in modo che ci sia un’occasione, la sera per esempio o nei giorni di festa, in cui magari si utilizzi il ristorante per fare delle visite all’interno della Camera. Potrebbe diventare una cosa che nell’immediato ci «rende» pensarla come un privilegio dei deputati, che poi ormai sappiamo non è più – e che al contempo invece può diventare un elemento che ci aiuta per far sì che vi sia una forma di avvicinamento all’istituzione.
ANDREA COLLETTI (M5S). Ringrazio il collega Giachetti che ci ha informato – io non lo sapevo personalmente – dell’attività culinaria degli altri parlamenti, che confligge con i numerosi scioperi della fame che fa normalmente e quindi non so come lo possa sapere.
LAURA BOLDRINI, Presidente. Ma cosa c’entra (Commenti) ?
ANDREA COLLETTI (M5S). Cosa c’entra lo dico io. Ma ad ogni modo, visto che il questore Fontanelli si preoccupava della sorte dei dipendenti – e noi ci teniamo molto alla sorte dei dipendenti – potremmo fare una boutade: perché non apriamo il ristorante anche per i dipendenti sotto ? Così avremmo un aumento dell’occupazione, visto che questo Governo sta aumentando la disoccupazione (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
LAURA BOLDRINI, Presidente. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Artini. Ne ha facoltà.
MASSIMO ARTINI (M5S). Signor Presidente, io volevo far presente all’Aula qual è la situazione che è accaduta al Senato in merito proprio alla ristorazione. Al Senato, fino all’inizio della legislatura, il ristorante era stato chiuso proprio per alcune problematiche relative alla contribuzione e per il fatto che i senatori, dopo aver ripristinato prezzi più onerosi per loro stessi, avevano smesso di andare al ristorante perché era troppo caro. Con la nuova gestione dei nuovi questori il ristorante è stato aperto senza nessun onere per il Senato e mantenendo quelle qualità operative che l’onorevole Giachetti ci faceva presenti prima. Quindi, io rifletterei anche su questa situazione: senza oneri per la Camera per il medesimo servizio e con costi concordati con chi ha la gestione (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il novembre 11, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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