Specializzazione “breve ” la protesta dei 25mila medici

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LA LEGGE DI STABILITÀ RIDUCE LA DURATA DEI CORSI. “È CONTRARIA ALLE LEGGI UE
Fatto Quotidiano del 10/11/2013 i Marcello Longo attualità
Riforma delle scuole di specializzazione, meritocrazia e risorse. La li- sta delle rivendicazioni dei giovani specializzandi in Medicina (quasi 25 mila) è lunga. Il rischio di un taglio alla durata delle scuole per la forma- zione specialistica, motivo di polemiche nelle ultime setti- mane, resta un punto insoluto e pieno di incertezza. LA SOLUZIONE dovrebbe ar- rivare dal decreto Carrozza (n.104 del 2013) “in materia di istruzione, università e ricerca”, convertito in legge il 7 no- vembre in Senato. “Il decreto – si legge in una nota del Segre- tariato italiano dei giovani me- dici (Sigm) – interviene preventivamente a mettere dei paletti al tentativo del ministero dell’Economia di effettuare un taglio lineare della durata dei corsi”. Il riferimento è a un articolo della legge di Stabilità 2014 che prevede un ritocco alla durata da cinque anni (in alcuni casi sei) a quattro. Le misure del decreto Carrozza puntano a riformare le classi di specializzazione – in Italia ne esistono 57, in Francia meno della metà – con lo scopo di operare tagli “chirurgici”, riducendo la durata di alcuni corsi. Su questo punto, i gio- vani specializzandi rimproverano al ministro di non aver reso “opzionale il passaggio al percorso abbreviato di studi”. E attendono, per conoscere i dettagli, il 31 marzo prossimo, quando il ministero dell’Università e della Ricerca sarà chiamato a riformulare tipologie e durata dei corsi, tenendo contro dei vincoli imposti dalla normativa europea. Una vittoria più netta per gli specializzandi arriva sul terreno della meritocrazia. Nel mese di maggio, a Roma, gli aspiranti medici sono scesi in piazza per chiedere il “superamento della discrezionalità nella selezione degli specializzandi” e hanno ottenuto, con il decreto (ora legge ) del ministro Maria Chiara Carrozza, l’istituzione di una graduatoria unica na- zionale a partire dal 2014. Tut- tavia, i problemi sollevati non finiscono qui. Il 7 novembre, mentre il Senato convertiva in legge il decreto del ministro dell’Istruzione, tremila aspi- ranti medici di Simg e Feder specializzandi manifestavano a Roma. AL CENTRO della protesta, i fondi necessari a garantire i contratti e le borse di studio per la formazione specialistica. “Servono almeno cinquemila contratti per l’anno accademi- co 2013/2014 – spiegano gli organizzatori –ma la previsio- ne del Ministero si aggira at- torno a quota 2500”. Nel mirino anche l’assenza di una politica di programmazione: “Ogni anno entrano a Medicina circa 10 mila matricole, ma poi l’accesso alla formazione dei neolaureati è possibile soltanto per 4500 specia- lizzandi e 900 corsisti di medicina generale”. Un disallineamento fra immatricolazioni e offerta post laurea su cui gravano, quest’anno, duemila iscritti in più ammessi dopo essere stati penalizzati dalla sospensione del “bonus matu- rità”.

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Pubblicato il novembre 11, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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