La Consulta ci costa 53 milioni all’anno (Stefano Feltri).

ilfatto_20131106
Da Il Fatto Quotidiano del 10/11/2013.Stefano Feltri attualità

Piccolo consiglio di lettura a Carlo Cottarelli, che tra pochi giorni presenterà il suo piano d’azione come commissario governativo per la revisione della spesa: l’ultimo articolo del professor Roberto Perotti su lavoce.info, il sito di economisti animato da Tito Boeri, e il bilancio di previsione 2013 della Corte costituzionale. Cottarelli può così scoprire quanto costa la Consulta e, soprattutto, i suoi autorevolissimi giudici che a breve dovranno pronunciarsi anche sulla legge elettorale, il Porcellum. Perotti, economista della Bocconi, scrive che la Corte costituzionale è “forse il più grande scandalo della Pubblica amministrazione in Italia”.

PARTIAMO DAL BILANCIO, quello di previsione (che all’inizio dell’anno stabilisce quanto dovrebbe incassare e costare la Corte, disponibile sul sito web: ogni anno la Consulta riceve dallo Stato un contributo per funzionamento di 52,7 milioni di euro. Esattamente la stessa cifra del 2012 (niente tagli per la Suprema Corte). Ma il punto più sensibile è quello delle retribuzioni: i 16 giudici costano nel 2013 7,375 milioni di euro, cui si aggiungono 1,5 milioni di “oneri su retribuzione” e 104mila euro per viaggi e trasferte. Il professor Perotti ha fatto due conti: “La retribuzione lorda del presidente della Corte è di 549.407 euro annui, quella dei giudici di 457.839 euro. La retribuzione media lorda dei 12 giudici britannici è di 217.000 euro, meno della metà. Il Canada è simile: 234.000 euro per il presidente, 217.000 per i giudici. Negli Usa siamo a circa un terzo della retribuzione italiana: 173.000 euro per il presidente e 166.000 per i giudici”. Poi Perotti elenca i benefit dei giudici italiani: auto blu con viacard e Telepass, cellulare e pc, una foresteria, perfino i costi dell’utenza telefonica di casa sono pagati dallo Stato. Ma visto che l’età media dei giudici costituzionali è di norma piuttosto elevata (i più giovani vanno per i 70), oltre alla retribuzione , diventa rilevante anche il trattamento pensionistico: i giudici in quiescienza, cioè in pensione, costano 5,8 milioni all’anno, il resto del personale, 334 persone di cui 61 distaccati da altre amministrazioni e 10 a contratto, 13,5 milioni (in lieve aumento rispetto allo scorso anno). Morale: visto che ci sono 20 giudici pensionati e 9 superstiti che hanno diritto alla reversibilità, la media è di 200mila euro annui per giudice pensionato (e 68.200 per il resto del personale, cioè 120 ex dipendenti e 78 loro superstiti). “C’è da sorprendersi che la Consulta abbia bloccato il seppur minimo taglio alle pensioni d’oro proposto dal governo Monti?”, si chiede Perotti . Chissà. Anche il governo Letta sta provando a intervenire sulle pensioni più elevate, vedremo se la Consulta continuerà a tutelarle, ora che nel collegio è entrato anche il super-pensionato più famoso d’Italia, l’ex premier Giuliano Amato.

A rischio di accuse di demagogia, si possono anche raccontare le altre voci del bilancio, dai 550mila euro per “conduzione, manutenzione, assistenza tecnica e aggiornamento sistemi informatici e rete dati” fino alla spesa, non ovvia, di 262mila euro per “funzionamento struttura sanitaria”.

MA IL PROFESSOR PEROTTI ci invita a riflettere sulle auto: ognuno dei 16 membri del collegio ha diritto a una vettura di servizio e due autisti (devono fare i turni), un benefit che spetta loro anche per il primo anno di pensione. Tra noleggio, assicurazione, parcheggi e carburante si arriva a un totale di 758mila euro per il 2013. Se ogni autista costa allo Stato attorno ai 50mila euro, il costo complessivo per gli spostamenti in auto dei giudici è di 150.000 euro all’anno a persona. Sintesi di Perotti: “Per ogni giudice, in ogni giorno lavorativo si spendono 750 euro per le sole auto blu”. L’economista della Bocconi suggerisce una soluzione, paradossale ma efficace come termine di paragone: “Costerebbe meno far viaggiare i giudici in elicottero”. Chissà che non lo prendano in parola.

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il novembre 10, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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