Benzina verso il rincaro per coprire il fallimento del condono slot machine

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Da La Repubblica del 09/11/2013.LUCIO CILLIS attualità

Il casoLa Corte dei Conti respinge il taglio delle penali.

ROMA— Saranno gli automobilisti a “sanare” la falla da 250 milioni di euro che si sta aprendo sotto i piedi del decreto Imu. Molto probabilmente la fin troppo ottimistica previsione di introiti pari a 600 milioni, tutti provenienti dalla sanatoria agevolata dei contenziosi aperti con le società del settore giochi, non potrà realizzarsi e occorrerà mettere mano per la quindicesima volta dal 1935 ad un aumento delle accise petrolifere.
La Corte dei Conti ieri ha messo la parola fine alla possibilità di chiudere la vicenda concedendo ai gestori di slot machine la chance di pagare solo il 20% del dovuto: le concessionarie dovranno invece onorare il 30% delle proprie pendenze totali, che ammontano a un miliardo e 165 milioni di euro. Ma nonostante questo 30%, che frutterà allo Stato non più di 350 milioni, all’appello mancheranno oltre 250 milioni di euro. Il sistema più rapido per scovarli era già stato inserito nel decreto Imu sotto forma di clausola di salvaguardia. Come accade ormai da 80 anni nel nostro Paese, per far quadrare i conti, quei 250 milioni saranno “scovati” attraverso un nuovo aumento delle accise, le tasse di fabbricazione sui carburanti, e l’ammanco verrà di fatto sovvenzionato dagli automobilisti.
L’unica piccola consolazione è rappresentata dall’entità dell’aumento: probabilmente basterà un mini-incremento da un centesimo al litro. Infatti, se si tiene conto dei consumi medi annui di carburante pari a 35 miliardi di euro, un centesimo in più porterebbe nelle casse dello Stato 350 milioni (scarsi) all’anno, al netto dell’Iva e del prezzo industriale, due variabili che possono modificare l’introito finale a favore dell’Erario. Tutti calcoli che dovranno tra l’altro tenere conto della crisi che ha piegato i consumi di benzina riducendoli negli ultimi due anni, di quasi l’8%.
L’ultimo atto di questa vicenda l’ha siglato ieri la Corte dei Conti che non ha accolto le istanze presentate dalle cessionarie delle slot machine per ridurre il condono sulle maxipenali al 20% della sentenza di primo grado — così come previsto dall’emendamento del governo inserito nel decreto Imu — e ha «integralmente confermato il provvedimento emesso in precedenza».
Sei delle dieci concessionarie — Lottomatica, Sisal, Snai, Cogetech, Gamenet e Cirsa — hanno chiesto di beneficiare del condono e verseranno complessivamente 350 milioni di euro, più gli interessi legali maturati dalla sentenza di primo grado che corrispondono a poco meno di 14 milioni di euro in più. Le compagnie hanno già versato il 20% della condanna di primo grado in un conto del ministero dell’Economia, ma dovranno integrare la somma residua entro giovedì prossimo.
In ogni caso l’aumento delle accise appare ormai inevitabile anche ai parlamentari. «È già chiaro che la definizione agevolata dei contenziosi non riuscirà a portare a casa il gettito sperato», ha detto Enrico Zanetti, deputato di Scelta Civica e vice presidente della Commissione Finanze.

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il novembre 9, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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