Zanonato dice sì al Fracking. E il rischio terremoti?

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Zanonato dice sì al fracking per estrarre shale gas. Si aspetta ora la reazione degli ambientalisti.
-articolotre Redazione 6/0/2013 attualità
– Si chiama “shale gas” ed è il gas metano estratto dalle argille. Una realtà che ha radicalmente cambiato lo scenario e il mercato energetico, in special modo negli Usa, dove si è configurato una vera e propria rivoluzione in grado di far risparmiare sulle estrazioni e portare incredibili guadagni.

Per questo, ora, anche l’Italia lo vuole. A darne l’annuncio è stato il ministro per lo Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, il quale ha intenzione di “aumentare l’autonomia nazionale”. In barba alle polemiche, dunque, le estrazioni ci saranno, anche se, come spiega lo stesso politico, “abbiamo ridotto le aree dove si possono fare”. Secondo l’uomo, d’altra parte, lo “shale gas è un metano che costa meno di un terzo del metano che abbiamo in Europa.” “Abbiamo bisogno dei rigassificatori, perché se vogliamo comprare il metano che costa di meno e avere industrie performanti dobbiamo avere la possibilità di importare dagli Stati Uniti”, ha aggiunto.

Il problema è solo uno: il gas di scisto, infatti, viene estratto attraverso la tecnica del fracking. Una pratica questa che ha provocato, nei mesi scorsi, numerose polemiche, principalmente incentrate su due differenti aspetti. Da una parte l’impatto ambientale, dall’altra il nesso, mai dimostrato scientificamente, che intercorrerebbe tra le estrazioni e i terremoti.

Dal punto di vista ambientale, preme sottolineare come le estrazioni di gas non siano affatto a impatto zero. Infatti, durante i lavori, viene sempre liberata nell’atmosfera una piccola quantità di metano, che comporta un peggioramento dell’effetto serra. Per questo gli ambientalisti si dicono assolutamente contrari al fracking.

Ma è sull’altra argomentazione che, nei mesi, si sono scatenati furiosi dibattiti. Secondo molti, d’altra parte, andare a scavare nella terra per scovare il gas metano provocherebbe sconvolgimenti nelle placche tettoniche, che sfocerebbero in sismi. In occasione del terremoto in Emilia Romagna, per esempio, non furono pochi coloro che imputarono la colpa allo shale gas. Su tutti Beppe Grillo, da sempre contrario alla tecnica.

Come detto, però, non vi è attualmente nessuna evidenza scientifica che colleghi il fracking agli eventi sismici, se non uno studio Usa che spiega come gli abusi della tecnica possano dar vita a piccole e impercettibili scosse.

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il novembre 6, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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