Salva Rimborsi Errani ci riprova

errani
Fatto Quotidiano 4/10/2013 di Salvatore Cannavò attualità
Ci sta provando in tutti i modi Vasco Errani a mettere un coperchio sulla spinosa vicenda dei rimborsi regionali. Il combattivo presidente dell’Emilia Romagna ha deciso di farsi paladino dei diritti e delle prerogative dei “suoi” consiglieri re- gionali,da proteggere e tutelare da controlli indebiti. Una determinazione che è andata fino alla Corte costituzionale. E la scorsa settimana ecco un intervento tanto discreto quanto deciso, con due emendamenti inviati alle Commissioni Lavoro e Affari costituzionali della Camera dei deputati intente a convertire in legge il Decreto sui risparmi nella Pubblica amministrazione. Il Governatore ha inviato un documento di tre pagine, che Il Fatto quotidiano ha potuto leggere, in cui ha chiesto ai deputati del Pd di procedere, di fatto, a un colpo di spugna nella normativa esistente che riguarda i controlli della Corte dei conti sulla “gestionefinanziaria deglientiterrotoriali”. Normativa stabilita nel 2012 dal governo Monti con un decreto, il 174/2012, che mirava a dare una risposta agli scandali dei vari Fiorito o della giunta Formigoni. Dopoil clamoredi LazioeLombardia, leinchieste sonopar- tite ovunque. Anche nella rinomata Emilia Romagna in cui Errani governa da quasi 15 anni. Sotto la lente della Corte dei conti sono finiti 1,8 milioni di euro di spese “non a norma”. Unconsigliere Idv, adesempio,haspeso25mila euroinsoli sei mesi; la cognata di Pierferdinando Casini, Silvia Noé, si è fatta rimborsare cene fatte per beneficienza. Il capogruppo Pd ha portato a rimborso 1.100 euro pagati per due notti in un hotel a Venezia. Quegli scontrini per gli asciugacapelli Viaggi, convegni, spese personali, computer, televisori, microonde, addirittura un asciugacapelli. La Finanza sta esa- minando 30 mila scontrini a partire dal 2005. Spicca il Pd con 673 mila euro di ricevute contestate. Segue il Pdl, con 390 mila, la Lega Nord, 193 mila, l’Italia dei valori, 147 mila, Sel 126 mila, la Federazione della sinistra con 90 mila e lo stesso Movimento 5 Stelle per 87 mila euro. La bestia nera è la Corte dei conti che ha deciso di fare le pulci a ogni voce di spesa misurandone la relazione con l’attività istituzionale dei consiglieri regionali. Contro i magistrati contabili Errani è arrivato a inviare una proposta di emen- damento al Parlamento presentandola come “iniziativa dei presidenti delle conferenze delle Regioni e dei presidenti dei Consigli regionali”, in questo caso Eros Brega, anche lui del Pd. Una mossa squisitamente istituzionale. Quando hanno visto la lettera i deputati democratici sono impalliditi: difficile riuscire a far passare, di questi tempi, una normativa che con- gela il controllo della Corte dei conti e fa decorrere la normativa solo dal 2013. L’appiglio ideato dal presidente della Conferenza Stato-Regioni, infatti, è quello della “interpretazione autentica” degli articoli 9,10,11 e12 del Decreto legge174. L’obiettivo: “chia – rire i numerosi dubbi che la prima giurisprudenza della Corte dei conti, con pronunce anche radicalmente contraddittorie tra loro, ha evidenziato in relazione alla portata della nuova disciplina dei controlli sui rendiconti dei gruppi consiliari”. Con il primo emendamento si stabilisce che “la disciplina si

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Pubblicato il novembre 5, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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