PALANTIR Anche noi usiamo quel sistema di spionaggio

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Fatto Quotidiano del 25/10/2013 di Valeria Pacelli attualità
S i chiama Palantir , il software che consente di decriptare il contenuto di alcuni messaggi, che il nostro ministero della Difesa ha acquistato da un’azien – da californiana in tempi non sospetti. Un programma che – in un momento in cui il grande occhio degli Usa spia noi e anche altri Paesi, arrivando addirittura a intercettare il telefono della Merkel – vale la pena di capire. A stipulare il contratto per questo sistema, il 28 marzo del 2012, è stato il Teledife, la direzione informatica, telematica e tecnologie avanzate del ministero della Difesa. Il costo del- l’appalto di “approvvigionamento del sistema informatico Palantir ” è di 968mila euro, Iva esclusa. Il programma poi è stato consegnato in mano agli in- vestigatori dei Ros dei carabinieri. Ma è in stato di sperimentazione anche dall’Agenzia delle entrate, di Equitalia e delle Poste Italiane. Questo sistema infatti oltre che per finalità civili può essere utilizzato anche per le frodi fiscali e contabili. Quando il ministero della Difesa ac- quista il sistema informatico Palantir, siamo nel 2012. LO SCANDALO sull’attività di spionaggio Nsa verrà pubblicato solo l’anno successivo dal Guardian . A rivelarlo, l’ex analista della Cia, EdwardSnowden, che il 5 agosto 2013 racconta al quotidiano britannico l’esistenza di programmi di sorveglianza attuati dal governo Obama. In quei giorni il governo italiano già era in possesso, dopo averlo comprato proprio dagli ameri- cani, di un programma per controllare i nostri dati. Il Palantir (dal nome della pietra veggente del Signore degli Anelli) è solo l’ennesimo software di analisi dei big date, definito da alcuni come il più potente in circolazione per le sofisticate caratteristiche che possiede. Ma è an- che lo stesso sistema che la Nsa (National SecurityAgency) utiliz- za per i tabulati forniti da Verizon, l’operatore di telefonia mericano, che il 25aprile 2013 ha ricevuto dal tribunale riser- vato, la Foreign Intelligence Sur- veillance Court (Fisa), l’obbligo di fornire le informazioni all’Nsa. In questo modo il Fisa ha concesso il via libera all’Fbi il 25 aprile dando al governo la pos- sibilità di ottenere i dati per 3 mesi. Ma da chi è stato acquistato il sistema informatico? L’azienda californiana che lo produce – come la descrive nei dettagli un’in – chiesta pubblicata su Forbes – è una start up che nasce nel 2004 in California. I fondatori sono Peter Thiel, tedesco-statunitense, fondatore di PayPal e azionista di Facebook, e Alexander Karp, un giovane laureato in filosofia presso l’Università di Francoforte, con un dottorato di ricerca in Teoria sociale. A finanziare l’azienda, già nella fase iniziale è stata proprio la Cia. Il sistema poi è divenuto noto alle cronache quando riuscì a riconoscere il luogo in cui si trovava Osama bin Laden in quello che forse è stato il suo vi- deo-messaggio più famoso. Ossia quando un missile colpì il luogo da dove stata parlando ai suoi, e Osama per un pelo la scampò. Il potente software in quella circostanza, partendo solo dall’immagine che veniva trasmessa – ossia di uno scorcio di montagna – riuscì a localizzare il terrorista saudita. Ma se all’inizio il programma veniva utilizzato soprattutto per la ricerca di terroristi, ad oggi è praticamente uno dei software più elaborati per la decodificazione dei dati. QUANDO SCOPPIÒ il Datagate , la società di Silicon Valley Pa- lantir Technology Inc. sospetta- ta di esser dietro il programma di spionaggio smentì qualsiasi collegamento con Prism, il sistema usato dall’intelligence Usa per estrarre dati da siti come Google e Facebook. Al Financialtimes la start-up dichiarò in giugno che si trattasse solo di una coincidenza di nomi, anche se precisò che la Nsa era tra i suoi clienti. Proprio come l’Italia.

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il ottobre 26, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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