PRIVACY PER LA CASTA A22, i viaggi gratis sono un “segreto”

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Fatto Quotidiano del 13/10/2013 di Eduardo Di Blasi attualità
L’ autostrada del Brennero è la bretella autostradale che da Modena porta verso l’Austria attraversando Emilia, Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige: 314 chilometri, 23 uscite, sede logistica a Trento, ricche entrate economiche per Comuni, Province e Regioni che ne detengono la conces- sione in una articolata comproprietà. La società che gestisce la A22, Autostrada del Brennero Spa, è infatti a stragrande maggioranza capitale pubblico: l’81,17% è detenuto da enti lo- cali, l’altro 18,74% è un capitale misto, privato, ma soprattutto pubblico, at- traverso società di secondo livello controllate da Comuni e Province. La concessione, è bene dirlo, è oramai in scadenza: entro la prossima primavera, infatti, la A22 dovrà trovare un diverso assetto proprietario ricorrendo a una ga- ra a evidenza pubbli- ca, o, come sperano “privacy” fosse invocata per questioni di “strategia aziendale”. FATTO STA CHE il Consiglio di Stato blocca subito tutto: con una sospen- siva ferma la diffusione dei dati. Dopo diversi mesi “220 giorni dopo l’udienza”, annota la Giugni, arrivano le motivazioni della sentenza che dà ragione ai convincimenti di Duiella: “La socie- tà Brennero Spa – scrivono i massimi giudici amministrativi – non è società controllata dal Comune di Trento, che detiene appena il 4,2319 del capitale sociale, né opera in sfera di competen- za comunale o comunque locale, non esercendo alcun servizio pubblico lo- cale e svolgendo, invece, attività di concessione autostradale. Essa, quindi, non può qualificarsi in alcun modo come ente o azienda dipendente dal Comune”. Insomma, il Comune di Trento non può sapere chi viaggia gratis sull’Au – tobrennero perché non ne è “proprie – tario” ma ne ha solo il 4,2%. “Ora – scherza Giugni – se vengo eletta in Provincia avrò qualche chance in più: controlliamo circa il 5,3%, chissà se ba- sta”. pagine azionaria, non ha alcun diritto di “controllare” quello che fa l’Autobrennero. Questo almeno è scritto in una sentenza del Consiglio di Stato che poche settimane or sono ha impedito alla consigliera e al Comune di Trento che si era interessato della faccenda, di avere risposta a una domanda sempli- ce: chi viaggia gratis sull’Autobrennero? La domanda era stata posta dalla Giugni anni fa. Una prima volta in Consiglio comunale, successivamen- te, attraverso il difensore civico di Trento, infine in un’aula di tribunale. “Il mio sospetto –confida la Giugni –è che tra questi ci fossero i consiglieri regionali”. In diversi, infatti, avevano restituito la tessera omaggio. La Re- gione Autonoma, con il suo 32,2% è l’azionista maggiore della società. La sezione del Tar di Trento aveva dato ragione alla Giugni. A quel punto, però, l’Autobrennero che avrebbe dovu- to fornire alla consigliera l’elenco aggiornato dei beneficiari, fece ricorso. L’amministratore delegato Paolo Duiella aveva posto la sua linea di di- fesa sull’avamposto della “società per azioni” che non è tenuta a dare conto delle persone “omaggiate”. Pare che la gli attuali concessionari, conservando in una qualche forma lo status quo. Per fare questo, nei mesi a venire, gli enti locali difenderanno l’importanza del- la mano pubblica nella gestione di un’arteria viaria così importante per il Paese. Si parlerà di scippo, si proverà a far convergere il governo verso un ampliamento dell’attuale concessio- ne. BENE, PERCHÉ LA STORIA di Giovana Giugni, per anni consigliera comunale Idv al Comune di Trento, oggi candidata alla Provincia da indipendente con Sel, ci dice che il cittadino che ci mette i soldi, ma anche l’ente locale che lo rappresenta nella compagine azionaria, non ha alcun diritto di “controllare” quello che fa l’Auto – brennero. Questo almeno è scritto in una sentenza del Consiglio di Stato che poche settimane or sono ha impedito alla consigliera e al Comune di Trento che si era interessato della faccenda, di avere risposta a una domanda sempli- ce: chi viaggia gratis sull’Autobrennero? La domanda era stata posta dalla Giugni anni fa. Una prima volta in Consiglio comunale, successivamen- te, attraverso il difensore civico di Trento, infine in un’aula di tribunale. “Il mio sospetto –confida la Giugni –è che tra questi ci fossero i consiglieri regionali”. In diversi, infatti, avevano restituito la tessera omaggio. La Re- gione Autonoma, con il suo 32,2% è l’azionista maggiore della società. La sezione del Tar di Trento aveva dato ragione alla Giugni. A quel punto, pe- rò, l’Autobrennero che avrebbe dovu- to fornire alla consigliera l’elenco ag- giornato dei beneficiari, fece ricorso. L’amministratore delegato Paolo Duiella aveva posto la sua linea di di- fesa sull’avamposto della “società per azioni” che non è tenuta a dare conto delle persone “omaggiate”. Pare che “privacy” fosse invocata per questioni di “strategia aziendale”. FATTO STA CHE il Consiglio di Stato blocca subito tutto: con una sospen- siva ferma la diffusione dei dati. Dopo diversi mesi “220 giorni dopo l’udien – za”, annota la Giugni, arrivano le mo- tivazioni della sentenza che dà ragione ai convincimenti di Duiella: “La socie- tà Brennero Spa – scrivono i massimi giudici amministrativi – non è società controllata dal Comune di Trento, che detiene appena il 4,2319 del capitale sociale, né opera in sfera di competen- za comunale o comunque locale, non esercendo alcun servizio pubblico lo- cale e svolgendo, invece, attività di concessione autostradale. Essa, quin- di, non può qualificarsi in alcun modo come ente o azienda dipendente dal Comune”. Insomma, il Comune di Trento non può sapere chi viaggia gratis sull’Au – tobrennero perché non ne è “proprie – tario” ma ne ha solo il 4,2%. “Ora – scherza Giugni – se vengo eletta in Provincia avrò qualche chance in più: controlliamo circa il 5,3%, chissà se ba- sta”.

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Pubblicato il ottobre 15, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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