COI SOLDI NOSTRI I pellegrinaggi a Medjugorje non salvano gli aerei delle Poste

corel
Fatto quotidiano del 12/10/2013 Stefano Feltri attualità
C’è perfino qualcuno che prova a vederci un senso industriale: le Poste mettono 75 milioni nell’Alitalia decotta perché hanno grandi progetti di collaborazione (“sinergie”, in gergo) con Mistral Air, la piccola compagnia aerea del gruppo postale pubblico guidato da Massimo Sarmi. “Que – sta operazione mi sembra più un intervento di salvataggio di Mistral che perdel’8 per cento del fatturato, più che un soste- gno ad Alitalia”, dice Carlo De Benedetti, l’editore di Repubblica . A differenza dei vertici della Cassa depositi e prestiti (che comunque gestiscono risorse raccolte dai risparmiatori po- stali), Sarmi non ha esitato a mettere a disposizione la cassa di Poste. L’amministratore delegato è in scadenza, per sua fortuna il governo non ha approvato il tetto di tre mandati e quindi può puntare a un rinnovo o alla presidenza di Te- lecom. Per una singolare coincidenza, proprio in questo mo- mento in cui Sarmi è così attento alle oscillazioni della po- litica, la controllata Postecom ha appena assunto Alessandro Alfano, fratello del più noto Angelino. PER RASSICURARE, Sarmi spiegava ieri che per l’investi- mento di 75 milioni in Alitalia “non può essere utilizzata alcu- na risorsa proveniente né da conti correnti postali né da Buoni e Libretti Postali”. Quin- di, sisuppone, verrannousati i soldi che le Poste fanno con le attività collaterali alla raccolta del risparmio. Che non godono tutte di eccellente salute contabile. A cominciare proprio da Mistral Air, valutata nel 2002 23 miliardi di lire (l’ha fondata Carlo Pedersoli, alias Bud Spencer, nel 1981, poi l’ha venduta agli olandesi di Tnt che l’hanno rifilata alle Poste): l’ultimo bilancio era in perdita di 8,2 milioni, nel bilancio delle Poste il valore della partecipazione del 100 per cento è stato portato da 12 milioni a zero perché la compagnia aerea è in vendita e ha patrimonio netto negativo di 6 milioni, in pratica è un rottame, economicamente parlando. Le Poste, fin dai tem- pi dell’amministratore delega- to Corrado Passera che volle l’acquisto per emanciparsi pro- prio dai vettori tradizionali co- me Alitalia, non hanno saputo bene che farsene: gli otto aerei vengono usati di notte per por- tare lettere e pacchi, di giorno come voli charter, soprattutto per i pellegrini. Da Lourdes a Medjugorje, grazie ad accordi con enti come l’Opera Romana Pellegrinaggi. Un disastro economico, ma perfettamente coerente con la filosofia aziendale delle Poste: lettere e francobolli sono il passato ma gli uffici postali restano una feno- menale rete commerciale per vendere al pubblico qualunque cosa. O almeno provarci. Tra 2012 e 2011 i ricavi da ser- vizi postali e commerciali sono crollati del 9,4 per cento, da 5 a 4,5 miliardi, mentre quelli da servizi finanziari sono in au- mento del 4,9. Gli “altri servizi” esplodono del 22 per cento (merito del ramo assicurazio- ni). Ma andando a vedere come vanno le partecipate dedite alle attività più creative non si vedono grandi risultati. PosteShop, l’attività di vendita di libri per bambini, macchine per il caffè e televisori dalla rete delle Poste ha un utile di eser- cizio di soli 310 mila euro. La società immobiliare Europa Gestioni, che affitta immobili alla Pubblica amministrazione, ha visto crollare l’utile da 6 mi- lioni del 2011 a 702 mila euro nel 2012 perché lo Stato ha ta- gliato gli affitti e il mercato im- mobiliare per vendere è crolla- to (più la stangata dell’Imu). La società Poste Energia che com- pra elettricità all’ingrosso per poi rivenderla alle società del gruppo è in lieve crescita, da 94 a 198mila euro di utile.Le Po- ste si sono poi prese anche una banca vera, il MedioCredito centrale, per il progetto voluto da Giulio Tremonti della Banca del Mezzogiorno: in teoria doveva finanziare progetti di sviluppo al Sud snobbati dalle banche normali. In pratica, co- me haspiegato ilministero del Tesoro a giugno, “gli obiettivi di crescita originariamente individuati si sono poi rivelati difficilmente perseguibili an- che in conseguenza del rapido deterioramento del contesto economico”. E quindi ora il MedioCredito finanzia Fiat, Enel, Astaldi, tutte società che non hanno certo problemi a trovare compratori per le loro obbligazioni. Di lettere ne girano sempre meno, in città come Roma ritirare unaraccomandata èuna impresa titanica, ma il processo di evoluzione delle Poste continua. Assomigliano sem- pre più a una banca. E, come le banche italiane, cominciano a entrare in “operazioni di sistema” tipo Alitalia. E come fini- scano (male, almeno per i ri- sparmiatori) queste cose ormai lo sappiamo.

Annunci

Informazioni su piemontenews

aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il ottobre 13, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: