50.000 SCUDI PER LA COSTITUZIONE

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UNA PIAZZA DEL POPOLO GREMITA PER DIFENDERE “LA VIA MAESTRA”. RODOTÀ AL PREMIER LETTA: “NO AL GRANDE IMBROGLIO”. FISCHI PER IL COLLE, MA ZAGREBELSKY INVITA ALLA “MODERAZIONE”.

Ve lo promettiamo, non finiremo spiaggiati”. Gustavo Zagrebelsky, negli inediti abiti del comizio di piazza, interpreta l’animo dei 50 mila che riempiono piazza del Popolo. Il corteo in difesa della Costituzione che il professore di Libertà e Giustizia ha voluto insieme a Stefano Rodotà, Lorenza Carlassare, don Luigi Ciotti e Maurizio Landini, è pienamente riuscito. “Oltre ogni mia aspettativa” dirà al termine Rodotà.

UN CORTEO non lungo, da piazza della Repubblica a piazza del Popolo, ma fitto. Molte bandiere rosse, della Cgil, della Fiom, di Sel e del Prc, ma anche molto “popolo” democratico nel senso vero del termine. Persone abbandonate dalla politica di palazzo, in cerca di valori. Conservatori? “In realtà siamo gli unici che vogliono cambiare questo paese” risponde Landini. Rinnovare applicando la Carta. Quando Zagrebelsky invita a un movimento di “moderati e determinati” raccoglie solo applausi. E un boato accoglierà l’intervento del nostro giornale che con Antonio Padellaro e Marco Travaglio, porta in dote le 440 mila firme raccolte dall’appello avviato a fine luglio. Applausi da stadio quando Padellaro cita Pertini o quando Travaglio ricorda che nel “mondo rovesciato” della nostra politica Berlusconi tiene in ostaggio l’intero paese ma gli ostaggi, cioè la classe politica, “fraternizzano con il sequestratore”.
Tante gente, identità diverse. Mentre Zagrebelsky parla, giù dal palco l’ex disobbediente Casarini annuisce; intervengono i comitati per l’acqua e subito dopo il costituzionalista Alessandro Pace. Don Luigi Ciotti affascina la piazza citando don Andrea Gallo, don Tonino Bello e “l’amore dei cristiani per la Costituzione” . Arriva un messaggio dal “no-Tav” Sandro Plano, ex sindaco Pd in Val di Susa e viene ricordata Giusy Nicolini sindaco di Lampedusa. Anche l’Arci ha garantito la riuscita dell’evento. Gli interventi che si alternano rappresentano un articolo della Costituzione: l’11 con Cecilia Strada di Emergency; il 9, per la cultura, con Salvatore Settis. Parla Giovanni Valentini, di Repubblica, a portare l’appello del suo giornale contro la Bossi-Fini, ma anche “Tarzan” della lotta per la casa.

LA POLITICA dei partiti è presente con Ingroia, Vendola, Ferrero, Di Pietro ma si tiene ai lati del palco. La domanda di politica, però, resta nella piazza. Ne parla Landini che, dopo aver ringraziato gli operai Fiat, riprende l’invito di Zagrebelsky: “Non finisce qui” e invita “a praticare la Costituzione tutti i giorni”. Ne parla don Ciotti, sottolineando che non è tempo di formare coalizioni o nuovi partiti. Ne parla più diffusamente nelle conclusioni Stefano Rodotà, coniando l’espressione “Coalizione dei vincitori” citando come esempi positivi le donne di “Se non ora quando” o le mobilitazioni contro la “legge bavaglio”.

Quello che nasce, quindi, è un esercizio di “buona politica” come “antidoto alle oligarchie”. Quando Zagrebelsky dice che“la Costituzione è stata scritta da gente sana per gente sana” da voce al disgusto imperante per la politichetta quotidiana. E quando, probabilmente avendo letto gli editoriali del Corriere della Sera, ricorda che per i “riformatori” la Costituzione “non è adatta per governare”, chiede a sua volta: “Ma voi siete adatti?”. Dietro le parole della Costituzione, spiega, “c’è un modello di società”. È il filo che srotola Landini ponendo la questione della “redistribuzione della ricchezza”. Ci torna Rodotà nella proposta di “ricostituire uno spazio politico” sia “guardando lontano”, verso il destino del Paese, ma anche “guardando vicino”, all’Italia delle povertà.

Rodotà, ma lo fanno tutti, indica poi la politica quotidiana accusando Letta di “grande imbroglio” perché, al fondo delle riforme, spiega, “c’è la modifica della forma di governo”.

IL FATTO NUOVO , dunque, è che nasce un movimento “che vuole riappropriarsi della Costituzione”. Ci saranno comitati locali e, assicura Rodotà, si continuerà “ad allargare il fronte”, includendo ancora le tante potenzialità che non si sono espresse. Si contano anche le assenze. Tranne Cofferati e Civati, il Pd ha disertato in pieno (ma la manifestazione è riuscita). E così la Cgil, a esclusione della sua sinistra, Fiom, Flc o Lavoro e Società. Rodotà definisce “puerili” le “imbarazzanti diserzioni” che hanno utilizzato l’accusa di voler fare un partitino. Che respinge irritato: “Ma secondo voi Fiom, Libera o Emergency si sciolgono? Sono stupidaggini in malafede. Pensate ai partitoni vostri” è la sua conclusione

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il ottobre 13, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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