BALLE & INDULTO UN’EMERGENZA MONTATA AD ARTE

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Da Il Fatto Quotidiano del 10/10/2013.Silvia D’Onghia attualità

NEL DIBATTITO POLITICO SONO NATE DIVERSE CAUSE E “SOLUZIONI” PER SVUOTARE LE CARCERI ITALIANE MOLTE DI QUESTE NON SONO VERE. ECCO QUALI, E PERCHÉ.

Una delle domande classiche dell’esame professionale da giornalisti è la differenza che c’è tra amnistia e indulto. E le risposte delle aspiranti penne giudiziarie sono spesso esilaranti. La verità è che le espressioni “Amnistia e indulto”, “sovraffollamento”, “condanne europee”, “tipologia di reati” generano confusione e suggestioni. Si dice tutto e il contrario di tutto, un po’ per ignoranza un po’ per convenienza. Allora forse è il caso di mettere ordine rispetto alle tante affermazioni che stanno girando in queste ore.

L’indulto non si applica ai reati di cui Berlusconi è accusato.

Dipende da quali reati verranno esclusi dal provvedimento e dall’entità temporale della pena. Nel 2006 fu concesso l’indulto di 3 anni per quasi tutti i reati commessi fino a quell’anno (escluse 26 fattispecie, dall’associazione sovversiva al sequestro, dai reati sessuali all’usura, dal riciclaggio alla pedopornografia alla strage). Compresi quelli per cui B. è stato condannato o è attualmente imputato e indagato: frode fiscale, corruzione (anche giudiziaria), induzione alla falsa testimonianza, concussione .

L’Europa ci condanna per il sovraffollamento, per cui dobbiamo ricorrere all’amnistia e all’indulto.

È vero che l’Europa ci condanna, ma è altrettanto vero che ci chiede provvedimenti strutturali per risolvere a monte il problema. E l’urgenza dei provvedimenti invocati dal presidente Napolitano non è dettata da Strasburgo e da eventuali sanzioni: basti pensare che dal 1959 – anno del-l’istituzione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo – ad oggi, le sentenze di condanna nei confronti del nostro Paese sono state oltre duemila. Qualche esempio: nel 2009 il ricorso presentato e vinto da un detenuto di Re-bibbia determinò il primo Piano carceri dell’allora ministro Alfano. E a gennaio 2013 la Corte ci ha già condannato a pagare 100mila euro per danni morali a sette detenuti di Busto Arsizio e di Piacenza.

Siamo il Paese europeo con il numero maggiore di detenuti rispetto agli abitanti.

È falso. Il tasso di detenzione per 100.000 abitanti è pari a 112,6 in Italia, a 127,7 in Europa, a 156 nel mondo (dati Istat). Nel dettaglio negli Usa sono il rapporto è 730, in Russia 590, in Nuova Zelanda 199. Per restare alla sola Europa, in Francia è 103,4, in Spagna 161,3, nel Regno Unito 151,6, in Germania 87,6, nella Repubblica Ceca 209, in Polonia 211.

Le carceri sono piene di detenuti per reati bagatellari.

A determinare l’alto numero di detenuti per “minima lesività” e quindi “minore rilevanza sociale” è per gran parte la Fini-Giovanardi, la legge del 2006 che ha inasprito le pene sulla detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti . Nella statistica di “soggetti adulti che hanno beneficiato dell’indulto divisi per tipologia di reato”, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ci fa sapere che, grazie all’indulto del 2006, sono uscite di galera 14.988 persone. Per reati contro il patrimonio – abigeato, furto, taccheggio, estorsione, ecc. –, 20.548. Le cifre non sono da sommare, perché un singolo detenuto potrebbe aver commesso entrambi i reati.

Amnistia e indulto servono a svuotare le carceri.

Nel 2006 si passò dai 60.710 detenuti di luglio ai 38.847 di agosto. Nel 2008, però, due anni dopo, le persone in cella erano già tornate a quota 54.789. Questo dimostra che se nel frattempo non si interviene strutturalmente, come appunto ci chiede l’Europa, il problema del sovraffollamento non si risolve. Come ha spiegato ieri al Fatto il commissario del governo per le Infrastrutture carcerarie, Angelo Sinesio, occorre depenalizzare la Fini-Giovanardi e la Bossi-Fini e iniziare a concepire un modello diverso di penitenziario.

L’amnistia e l’indulto diminuiscono le recidive.

Subito dopo l’indulto del 2006, il Viminale diffuse come al solito i dati sui reati: +15,2 per cento di furti e +5,7 per cento di rapine nel secondo trimestre dell’anno. Secondo l’Abi (l’Associazione bancaria italiana) le rapine in banca, che erano scese del 17 per cento, dopo l’indulto crebbero del 30,5 per cento. Non a caso, a distanza di pochi mesi, spuntò un pacchetto sicurezza. Secondo il centro di documentazione “L’altro diritto”, che ha analizzato tutti i provvedimenti di clemenza generalizzata dal dopoguerra a oggi, “gli effetti negativi superano di larga misura gli aspetti positivi in vista dei quali sono stati adottati e si risolvono in un aumento della criminalità”.

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il ottobre 10, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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