Lampedusa, tra i cadaveri negli abissi

lampedusaDa Il Fatto Quotidiano del 07/10/2013.Enrico Fierro attualità

IERI RECUPERATI OLTRE 70 CORPI.

Ci sono pile di esseri umani in quella barca. Sono stipati uno sull’altro, uomini, donne, bambini. No, non riesco a dare un numero, ho visto un alveare di persone”. Il sub che si è calato a 49 metri sotto il mare alla ricerca di corpi è esausto. Ha visto cos’è la morte. Chiude gli occhi quando ci parla della scena che più lo ha sconvolto. “Un ragazzo, quando l’ho legato per portarlo su, il suo corpo si è girato. L’ho visto in faccia, era come se mi stesse guardando, come se volesse chiedermi aiuto”.
LAMPEDUSA, ieri i sub di Marina, Vigili del fuoco, Guardia di finanza e Guardia costiera, hanno lavorato ininterrottamente per strappare al mare altri 84 corpi delle vittime del naufragio di giovedì. Ne hanno recuperati una settantina, ora il numero dei cadaveri è salito a 195. E non è finita ancora, perché chi si è calato giù ha visto decine di corpi. I morti portati a riva sono di giovani , ragazzi, donne. “Il più anziano”, ci dice il dottor Bartolo Pietro, “avrà avuto non più di quarant’anni”. Vanno su e giù le motovedette della Guardia costiera, dallo specchio d’acqua di Cala Madonna, al molo Favarolo, proprio dove papa Francesco si imbarcò per gettare una corona a mare in memoria dei migranti morti nei naufragi precedenti e gridare il suo “mai più”. Sulla banchina i militari aspettano i corpi, li chiudono nei sacchi di plastica e li adagiano nei camion frigorifero messi a disposizione dei pescatori. In fondo al mare sono stati recuperati dai sub, legati a gruppi di dieci e tirati su con le corde. “Ho visto troppi giovani – ci racconta sconvolto sul molo il dottor Bartolo Pietro – tanti di loro stringevano in bocca una catenina colorata. Alcuni avevano un crocifisso, altri no. Non riesco a capire il perché, forse era un modo per vincere la paura, un gesto di disperazione”. Il dottore ne ha viste tante: “Ho assistito almeno a 200mila sbarchi, ho curato migliaia di persone, fatto mille ecografie di migranti; nel 2011, quando ci fu un altro naufragio, camminavo nella stiva di un peschereccio sui cadaveri, ma così no. Non potrò mai dimenticare i corpi dei bambini. Vestiti con abiti e scarpine nuove. Venivano da noi, in una terra straniera, avevano visto la riva, e volevano presentarsi bene”.
IL MEDICO ci lascia, sono le 6 della sera e deve correre perché sul molo sta arrivando un altro carico di cadaveri. Li metteranno nell’hangar dove ci sono le bare dei loro fratelli. Mentre ieri altri due barconi in avaria, 400 persone a bordo, erano segnalati al largo, questa volta, di Siracusa, la tragedia incontra la politica e le sue parole vuote, impotenti.
Ieri è arrivata la ministra Kyenge. Commossa quando l’hanno portata sul molo Favarolo ad assistere al recupero dei primi venti corpi. Indignata alla vista delle condizioni in cui più di mille migranti, compresi i 155 scampati al naufragio, sono costretti a vivere. Nella notte tra sabato e domenica Lampedusa è stata colpita da un nubifragio, e il centro d’accoglienza, dove dormono all’aperto in centinaia, donne e bambini compresi, si è trasformato in un pantano. “Le condizioni di vita in quella struttura sono disumane”, ha commentato la ministra. Si è indignata, proprio come la presidente della Camera Boldrini e gli altri parlamentari che in questi giorni sono arrivati sull’isola.
Ma quando le chiediamo cosa, concretamente e subito, il governo intenda fare per rendere più umana la situazione, la risposta è balbettante. Nessun ponte aereo per trasferire i migranti , nessuna struttura da reperire subito per ospitarli meglio, insomma l’Italia non riesce a dare una ospitalità civile a mille persone. La risposta è un “tavolo interministeriale che a breve sarà convocato per affrontare la questione”. Mercoledì arriva il presidente della Commissione Ue Manuel Barroso. Il cronista chiede: “Lo porterete a vedere lo schifo del centro di accoglienza?”. Risponde il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini: “No, state certi che entro mercoledì il centro sarà ripulito”. Vanno così le cose a Lampedusa

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il ottobre 7, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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