Con Cottarelli la troika è già qui da noi

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IL NUOVO COMMISSARIO ALLA SPENDING REVIEW VIENE DAL FMI. FECE MEA CULPA SUL TROPPO RIGORE IMPOSTO ALLA GRECIA
Fatto Quotidiano del 6/10/2013 di Marco Palombi attualità La battuta a Roma già circola e d’altronde si tratta di una facile constatazione. Con l’arrivo nella capitale di Carlo Cottarelli come commissario alla spending review–sarà in carica dal 23 ottobre – la Troika brussellese (Fmi, Bce, Com- missione Ue) s’è già insediata in Italia per dettare la politica economica del governo Letta. Breve spiegazione: il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, una vita in Bankitalia, è stato for- temente voluto da Mario Draghi (e Giorgio Napolitano) proprio per lavorare in stretto raccordo con la Banca centrale europea; Saccomanni ha ora imposto la nomina di Cottarelli, finora a capo del dipartimento Finanza pubblica del Fondo monetario internazionale; il commissario agli Affari economici Olli Rehn va e viene da Roma anche senza invito e abbonda in “pizzini” per il nostro esecutivo. È una troika leggera, ma la sostanza è quella: mettere sotto tutela il duo Letta-Alfano per proseguire sulla strada del rigore. La spending review , dice il ministro dell’Economia, “è l’unico sistema per modernizzare davvero il Paese e li- berare stabilmente risorse da destinare alla ridu- zione del carico fiscale e agli investimenti”. Può essere che sia come dice lui, ma al momento tutti i tagli di spesa di questi ultimi tre anni anni di ma- novre –e non sono stati pochi –hanno avuto come obiettivo quello di aumentare l’avanzo primrio, cioè trasferire ricchezza da redditi e patrimoni alla rendita di chi acquista titoli di Stato, non certoabbassare il carico fiscale o gli investimenti (che anzi proprio lui ha tagliato per il 2014 di un altro 0,9 per cento, il doppio del governo Monti). Il lavoro di Cottarelli, almeno all’inizio, si muverà in quel solco: il successore di Enrico Bondi e Piero Giarda dovrà trovare subito nel bilancio pubblico quattro miliardi di euro già messi a bi- lancio dal vecchio decreto sulla spending review. È CURIOSO che Carlo Cottarelli – classe 1954, lau- rea in Economia a Siena e studi alla London School of Economics – venga a Roma a realizzare una po- litica sostanzialmente recessiva e dunque in con- trasto con le più recenti prese di posizione del Fondo monetario (firmate anche da lui oltre che dal capo economista Olivier Blanchard): in Grecia e Portogallo abbiamo sbagliato, ha ammesso il Fmi, sottovalutando l’effetto del moltiplicatore sui conti pubblici. Banalmente, troppo rigore: se tagli una spesa, tagli anche un reddito e dunque i consumi che quel reddito ingenera, ancor peggio se lo fai in recessione. Non solo: per il Fmi, durante una crisi, la spesa pubblica funziona meglio per rilanciarela crescitadeitagli ditasse(iprivati ele imprese tendono a tenersi i soldi in attesa di tempi migliori). In realtà, la discrasia è solo apparente: tanto Blanchard che Cottarelli hanno comunque appoggiato pubblicamente la mannaia usata da Mario Monti. D’altronde se Saccomanni lo ha voluto al suo fianco è perché lo conosce: Cottarelli, infatti, ha lavorato pure in Banca d’Italia, dal 1981 al 1987, prima di passare un anno nel dipartimento ricerca dell’Eni e infine approdare a Washington, nel palazzo del Fondo monetario internazionale. “Occorrerà del tempo per raggiungere gli obiettivi ma è importante procedere rapidamente sulla strada già avviata e ottenere risultati visibili fin dall’inizio. L’obiettivo di una spending re- view, infatti, non è soltanto il riordino della spesa pubblica ma anche il miglioramento della qualità dei servizi offerti ai cit- tadini”. Per riuscirci, comunque, il no- stro avrà bisogno del supporto dei ministri e soprattutto della burocratja romana: Cottarelli, infatti, non ha alcun potere di- retto

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il ottobre 7, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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