Aiuto, lo arrestano E le Olgettine ancora a libro paga

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Fatto Quotidiano 27/09/2013 di Gianno Barbaceto attualità

I FEDELISSIMI PAVENTANO DA GIORNI LE MANETTE, IL CAIMANO
SCALCIA: “LA SINISTRA SARÀ CONTENTA, ANDRÒ IN GALERA

Le Olgettine sono state il suo scudo protettivo, ma ora sono il pericolo più grosso. Silvio Berlusconi nel proces- so Ruby è stato difeso a spada tratta dalle ragazze delle notti di Arcore (prima dell’avvento di Francesca Pascale e Dudù). Ora però queste si stanno trasformando nella trappola che potrebbe addirittura portare al suo arresto: almeno secondo quello che scrivono i suoi giornali, che da giorni lanciano l’al – larme, rimbalzando le preoccu- pazioni che attribuiscono direttamente al capo. “È convinto che la Procura di Milano abbia già nel cassetto un mandato di arresto per il processo Ruby”, scrive il Giornale domenica 22 settembre. Gli fa eco il Foglio, che mercoledì 25 scrive del “non lontano spettro d’un provvedimento restrittivo che, sussurrano i suoi avvocati, po- trebbe arrivare dalla Procura di Milano, e ancor prima che la Giunta per le elezioni sia chiamata a votare la sua espulsione dal Senato”. Bis del Foglio il giorno successivo, con un titolo in prima pagina: “Aria di arre- sto per Berlusconi”. A sentire direttamente l’avvocato Niccolò Ghedini, le cose non stanno così: “Intanto noi non sussurriamo: parlo per me, per il mio collega Piero Longo e per il professor Franco Coppi. Per il resto non so: sa, di avvo- cati il presidente ne ha tanti…”. Certo, la Procura di Milano si è molto occupatadi Berlusconie sta continuando a occuparsene. Le vicende ancora aperte si chiamano Ruby 3, ma anche Mediatrade. Questo è il nome che è stato dato al processo sulla compravendita a prezzi gonfiati dei diritti tv che prosegue, per gli anni successivi al 2003, il processo Mediaset, nel quale è già arrivata la prima condanna definitiva per frode fiscale. PROCESSO noiosetto, quello Mediatrade, da cui Berlusconi è uscito prosciolto già in udienza preliminare. Ora sono arrivati, dopo sette anni di paziente at- tesa, i documenti provenienti da Hong Kong, le carte della ro- gatoria che l’ex senatore Sergio De Gregorio dice di aver a lungo bloccato, per fare un favore al capo, che ci avrebbe messo del suo incontrando l’ambasciatore cinese a Roma. Quando le mi- gliaia di pagine di quei documenti saranno lette e analizzate, potranno al massimo portare a riconsiderare la posizione di Berlusconi, che – in astratto – potrebbe rientrare come imputato nel processo. Ma da qui a un arresto la strada è lunga. Anche fosse poi provato che l’ex presidente del Consi- glio si è dato da fare, insieme a De Gregorio, per bloccare la ro- gatoria e inquinare le indagini, sarebbe difficile convincere un giudice che esistono oggi esigenze di custodia cautelare per una vicenda che si è svolta nel 2006-2007. In ogni caso, Mila- no sta procedendo per il reato di frode fiscale. Per eventuali cor- ruzioni o interventi illegittimi sulle indagini all’estero sarebbe competente la procura di Ro- ma. Più delicato il capitolo Ruby. Il processo di primo grado si è concluso con la condanna a sette anni per Berlusconi, rite- nuto colpevole di concussione e prostituzione minorile. Ma insieme alla condanna, le tre giu- dici hanno chiesto alla procura di procedere (ecco il Ruby 3) a carico di una lunga serie di te- stimoni che avrebbero detto il falso. Tra questi, molte ragazze (Eleonora e Concetta De Vivo, Marysthell Polanco, Raissa Skorkina, Roberta Bonasia, Mi- chelle Coincecao, Barbara Fag- gioli, Lisney Barizonte, Joana Visan, Cinzia Molena, Marian- na Ferrara, Manuela Ferrara, Miriam Loddo, Joana Armin- ghioali, Francesca Cipriani). Sono venute in aula a dire sotto giuramento che le feste di Ar- core erano solo cene eleganti. Ma hanno anche ammesso di aver ricevuto regali, auto, case e una paghetta di 2.500 euro al mese che continuano a incassa- re ancora adesso. UN IMPUTATO che pagai testi- moni viene di norma messo a sua volta sotto indagine: ecco dunque dove potrebbe scattare una nuova imputazione per Berlusconi. E, in astratto, addi- rittura un provvedimento di cu- stodia cautelare: per il rischio d’inquinamento delle prove (e che cosa inquina più di un im- putato che spinge i testimoni a mentire?); e per il pericolo di reiterazione del reato (i paga- menti alle ragazze continuano). Da qui nascono le preoccupa- zioni di Berlusconi. “Mi arreste- ranno, la sinistra vuole che vada in galera”, riportava ieri il Corriere della Sera. In realtà il Pd sembra più preoccupato per la tenuta del governo. Quanto ai magistrati, il procuratore di Mi- lano Edmondo Bruti Liberati ha più volte dimostrato di conside- rare la custodia cautelare in carcere come l’ultima delle strade da percorrere, dopo che siano esaurite tutte le alternative. Nel caso che ha coinvolto il diretto- re del Giornale Alessandro Sallusti, che avrebbe dovuto essere arrestato ed entrare in cella do- po un’ennesima condanna per diffamazione, Bruti non ha esi- tato a mettersi contro gran parte dei suoi sostituti e l’intera sezio- ne della procura che si occupa di esecuzione della pena: ha impo-
sto una nuova interpretazione delle norme, con gli arresti do- miciliari anche per chi (come Sallusti) non li aveva richiesti. Difficile che questa linea della procura di Milano sia ribaltata per un imputato-condannato rilevante e politicamente deli- cato come Berlusconi. Ma quel- lo che a lui serve, in queste set- timane,è tenerealtoil livellodi adrenalina nel dibattito politi- co, per tentare di non essere escluso dal Senato. Perché arre- stato forse no, ma, una volta perso lo scudo parlamentare, potrà essere interrogato, perquisito, intercettato… Troppo rischioso, per chi già oggi è coinvolto in molte indagini e domani chissà. E se poi qualche Olgettina dovesse tradire?

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il settembre 28, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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