Stabilità. Si va verso il blocco dei pagamenti della Pubblica amministrazione ai ai privati

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articolotre Redazione– 22 settembre 2013-attualità
La soppressione dell’Imu e il braccio di ferro sull’aumento dell’Iva potrebbe avere come conseguenza lo stop dei pagamenti dei debiti della Pubblica amministrazione nei confronti delle aziende private.
Almeno un miliardo e mezzo per rimettere il deficit in sicurezza, altri 2,4 – anche se una tantum – per completare la cancellazione dell’Imu sull’abitazione principale. Più, se alla fine la scelta sarà quella, un miliardo per far slittare di tre mesi l’aumento dell’Iva. Infine il necessario finanziamento delle missioni di pace all’estero dei nostri militari, che da sola vale 300 milioni e altre esigenze di fine anno. Il conto che il governo deve onorare è tra i cinque e i sei miliardi, includendo anche l’Iva; il compito di provvedere è reso arduo oltre che dalla dimensione assoluta delle cifre anche dal fatto che lo spazio finanziario per gli interventi è di soli tre mesi.

Gli strumenti a disposizione a questo punto non sono moltissimi. Alcuni sono specificati nelle clausole di salvaguardia inserite sia nel decreto della scorsa primavera sui debiti della pubblica amministrazione, sia in quello più recente che cancella la prima rata dell’Imu.

Si tratta innanzitutto di bloccare proprio una parte del pagamento dei debiti, in particolare quelli relativi a spese di investimento (opere pubbliche commissionate da enti locali) che a differenza degli altri incidono sul disavanzo di competenza.

Nel mirino verrebbero poi messe alcune poste parcheggiate nei bilanci dei ministeri, ma non immediatamente spendibili, mentre altri pagamenti verrebbero semplicemente rinviati all’anno successivo.

Il quadro eventualmente sarebbe completato con la soppressione di qualche agevolazione fiscale.

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il settembre 23, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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