DECADE B. E ROTOLA IL GOVERNO

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Da Il Fatto Quotidiano del 14/09/2013. Fabrizio D’Esposito attualità

LA MINACCIA È PRONTA: APPENA LA GIUNTA AFFOSSERÀ LA RELAZIONE DI ANDREA AUGELLO IL PDL È PRONTO A BUTTARE GIÙ LETTA. L’OBIETTIVO: VOTARE PRIMA DELLA FINE DELL’ANNO.

Un’altra settimana di passione per il governo Letta, dopo quella che si è appena chiusa. Ancora una volta giorni decisivi per l’esecutivo delle larghe intese appeso alle sorti del Condannato di Arcore. E ancora una volta l’ultimatum più importante è affidato a Renato Schifani, uno delle guide spirituali e siciliane delle colombe del Pdl, l’altra è il corregionale Angelino Alfano. Dice Schifani: “È ormai tutto chiaro, il Pd vuole le elezioni e lavora per questo”. Il riferimento è al voto fatidico di mercoledì sera, alle 20 e 30, nella giunta delle immunità del Senato. Oggetto: la decadenza del Cavaliere in base alla legge Severino. L’accordo per contarsi, dopo le minacce e le tensioni di lunedì e martedì scorsi, è stato unanime ma la scontata bocciatura della relazione di Andrea Augello, ex An, contrario alla decadenza, ha innescato una nuova escalation.

Così i soliti falchi del Pdl annunciano tra mercoledì e venerdì l’atteso ritorno di B. in video, forse a un talk-show, che secondo i loro pronostici dovrebbe essere l’estrema unzione al governo di Enrico Letta. Un’invettiva cruenta contro i magistrati che non potrà lasciare indifferente il Pd, il bilancio sanguinoso di una guerra che dura da vent’anni. Dicono dal cerchio magico berlusconiano: “Se il presidente parlerà è per dire cosa pensa e cosa vuole, poi toccherà al Pd comportarsi di conseguenza”. Insomma, rullano di nuovo i tamburi di guerra. Un’agonia infinita, determinata dagli umori e dai ragionamenti del Condannato, che già si è autorecluso da agosto nella sua villa, ormai bunker, di Arcore. Aggiunge un commissario della giunta, quota centrodestra: “Giovedì mattina il governo non ci sarà più”. Minacce, minacce, minacce.

Il punto è che prima o poi alla decadenza del Cavaliere ci si arriverà e tanto vale, allora, sfasciare la maggioranza prima per tenere aperta, entro l’anno, la finestra elettorale d’autunno-inverno. Daniela Santanché alias la Pitonessa lo sostiene esplicitamente: “In un Paese dove ci sono due papi si può votare anche a Natale”. Continua la Santanché: “La ferita non è più rimarginabile, per me la giunta non esiste più”. Tutto questo restringe, se non annulla completamente, i margini per un’altra trattativa da qui a mercoledì, sotto lo sguardo vigile e preoccupato del Colle interventista. Pure una supercolomba come Gaetano Quagliariello ammette: “Sarebbe insopportabile trasformare il voto in giunta in una corrida contro Berlusconi”.

EPPURE I TERMINI della tregua sottoscritta martedì scorso tra Pd, Pdl e Quirinale avevano spostato a metà ottobre, al voto in aula sulla decadenza, la scadenza per la resa dei conti. Ma la chiusura del Pd a ogni tentativo di ricorso del Pdl contro condanna e legge Severino ha di fatto azzerato la tregua. Secondo le colombe più ottimiste si sarebbe arrivati a ottobre inoltrato, appunto, in coincidenza con la scelta di Berlusconi su servizi sociali o domiciliari e la rideterminazione del-l’interdizione in Appello. Ma ieri ad Arcore, lo stesso Berlusconi avrebbe giudicato inutile questa strategia del rinvio e dei tempi lunghi: “Io non mi dimetto mi cacciassero loro. Se il Pd vota contro la relazione di Augello meglio finirla subito, non ha senso aspettare”. Linea questa che è un ulteriore indizio contro lo schema del Quirinale sulla grazia da concedere dopo il passo indietro dalla politico e l’inizio dell’affidamento ai servizi sociali.

Ovviamente da oggi, i mediatori saranno di nuovo al lavoro e il finesettimana andrà via in convulse telefonate tra Letta Zio e Nipote poi tra i Letta e Napolitano. Il premier tenta di resistere e parla come se avesse vita lunga. Riforma del bicameralismo (“non stiamo sfasciando la costituzione, la riformiamo”). Attacco a Renzi che parla “per spot”. E difesa a oltranza di questa maggioranza. “Non bisogna vergognarsi delle larghe intese”. Ieri mattina si è anche sparsa la voce che Berlusconi sarebbe dovuto intervenire con una telefonata o un video dalla festa di Atreju, organizzata dai Fratelli d’Italia. Le colombe però lo avrebbero convinto a rinviare e a soprassedere ancora. Segno che comunque il momento del suo ritorno pubblico è molto vicino. Anche perché questa sarà anche la settimana del lancio della nuova Forza Italia.

Informazioni su piemontenews

aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il settembre 14, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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