Banano, che fare? (Marco Travaglio).

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Da Il Fatto Quotidiano del 14/09/2013. Marco Travaglio attualità

Giungono notizie sempre più strazianti dalla reggia di Arcore dove la mummia del Banano ha deciso di anticipare gli arresti domiciliari da – calcola puntigliosamente un affranto cronista del Corriere – “37 giorni” cioè “888 ore” cioè “53.280 lunghissimi minuti”. Notizie talmente ferali da muovere a commozione persino il più sfegatato degli antiberlusconiani. No, non può finire così. Bisogna fare qualcosa. Non si può lasciare quel povero vecchietto in ostaggio al carro di Tespi minore che, pensando di far cosa gradita, gli tiene compagnia dandogli giorno dopo giorno il colpo di grazia. Nessun reato, neppure la strage, potrebbe mai giustificare la pena accessoria di essere circondato e guardato a vista da Coppi, Ghedini, Longo, Letta Zio, Doris, Paolo minor, Del Debbio, più l’onorevole badante Maria Rosaria Rossi e la fidanzata Francesca Pascale col cane Dudù che “ha preso l’abitudine di dormirgli addosso” e “sceglie a piacimento come, quando e soprattutto dove fare i suoi bisogni” (in effetti ultimamente il colorito del pover’ometto tende un po’ al giallino). Come se non bastasse, gli vengono inflitte le letture – citiamo testualmente, con un filo di sgomento– degli “atti dei congressi di Magistratura democratica, del libro di Fabrizio Cicchitto sull’uso politico della giustizia e dell’intervento che il magistrato Carlo Nordio ha letto domenica a Cernobbio”. Il che spiega perché l’insonnia lo perseguiti e, in un luogo un tempo popolato da allegre mignotte d’ogni età e nazionalità, lo conduca a meste passeggiate notturne nel parco con barboncino gay al seguito; e soprattutto perché lui rifiuti di chiedere la grazia e i servizi sociali, e ai domiciliari preferisca decisamente la galera. Ma per forza: piuttosto che vedere certa gente o leggere certe boiate, uno normale fa domanda per Guantanamo. Sfido io che non dorme: non per le sentenze, ma per tutti quelli che ha pagato, da Lavitola a De Gregorio a Tarantini che ritrovano improvvisamente la memoria. Scene che stringono il cuore e impongono una gara di solidarietà per liberarlo dalla morsa di colombe e falchi, pitoni e pitonesse, cani da compagnia e da riporto, delfini e tonni, insomma tutto lo zoo. Perduta ogni speranza nei cosiddetti amici che l’han ridotto così, il Banano dovrebbe fidarsi di noi nemici, che almeno siamo disinteressati. Abbiamo in mente qualche via di fuga più interessante e sicura di quelle fin qui suggerite dai consigliori, tipo attendere la grazia (che non estingue la pena accessoria), sperare nei franchi tiratori del Pd in Senato (idem come sopra) o ricorrere a Strasburgo e Lussemburgo, poi magari a Edimburgo, Salisburgo, Magdeburgo, Pietroburgo (sveglia! la piscina con l’acqua miracolosa è a Lourdes). Europa per Europa, tanto vale provare con Eurodisney (solo nel regno del fantasy un noto frodatore fiscale può sperare di passare per un perseguitato politico). O con l’Eurotunnel (potrebbe magari occuparsene l’on. avv. Gelmini, esperta del ramo). E, a proposito di tunnel: nelle notti insonni con Dudù fra i piedi, magari fischiettando per distrarre eventuali pedinatori e intercettatori, potrebbe incaricare gli appositi Schifani e Brunetta (soprattutto il secondo: dà meno nell’occhio) di scavare una galleria sotto il parco in vista della fuga. Destinazione? I Caraibi e la Russia dell’amico Putin sono troppo scontati e prevedibili per funzionare. Meglio una repubblichetta ex sovietica, tipo le baltiche Estonia, Lettonia e Lituania (lui un giorno, quand’era ministro degli Esteri ad interim, parlo anche dell’“Estuania”, ma è sconsigliabile perché non esiste), che facendo parte dell’Europa potrebbero persino candidarlo e farlo eleggere con immunità incorporata, non conoscendo la legge Severino. Oppure quelle che finiscono in -stan: Turkmenistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan, Kazakistan. Ecco, l’ideale sarebbe proprio il Kazakistan: basta travestirsi da moglie di un dissidente, e al resto ci pensa Alfano.

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il settembre 14, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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