Parla il Lìder Maximo le correnti Pd vanno in tilt

corel
LE RIVELAZIONI DEL “FATTO ” FANNO SALTARE I NERVI AI DEMOCRATICI: LETTA, LIQUIDATO, NON L’HA PRESA BENE. I BERSANIANI: VOTO SUBITO, NIENTE CONGRESSO.

Se dovesse precipitare tutto, il congresso non sarebbe più per eleggere un segretario ma un candidato premier e Letta sarebbe il profilo giusto”. Il velo delle reticenze si squarcia di mattina. E il responsabile organizzazione del Pd, Davide Zoggia, ospite ad Omnibus, dice quello che tutti i suoi colleghi di corrente bersaniani pensavano da tempo, ma finora si limitavano a far capire. Voto subito (“nessuna maggioranza alternativa”, anche perché “pensare di allearsi” con i grillini, dunque “con forze politiche che offendono il capo dello Stato è impensabile”) e Letta in campo.
NIENTE primarie, per la segreteria, ma (forse) per la premiership. Le parole di D’Alema riportate dal Fatto evidentemente arrivano come pietre nel dibattito congressuale del Pd. E in effetti, il Lìder Maximo propone il suo schema di gioco, allo stato puro e senza mezzi termini. “Letta è solo un leader di transizione, non sarà utile una seconda volta. Per il futuro io immagino Gianni Cuperlo alla segreteria del partito e Matteo Renzi a Palazzo Chigi”. Uno schema al quale lavora da tempo, accarezzando il progetto di tenersi il Pd e di essere lui quello che dà l’investitura al giovane Matteo (l’aveva detto qualche tempo fa a Otto e mezzo: se segue i miei consigli, se studia, sarà presidente del Consiglio). Adesso però lo schema si aggiorna, immaginando l’attuale premier se non proprio a casa, in un ruolo assolutamente marginale. Tant’è vero che una smentita che in realtà non smentisce nulla si fa attendere, ma alla fine arriva. Alle 15 e 52, l’Ansa batte le dichiarazioni di Daniela Reggiani, la portavoce dell’ex premier: “’Le dichiarazioni attribuite da Il Fatto a Massimo D’Alema sono il frutto di un resoconto parziale, talora distorto e forzato. Ne esce fuori una ricostruzione del suo incontro con i militanti del Pd alla festa di Taizzano che non è fedele ed è gratuitamente ed esageratamente polemica”. Sui contenuti e sulle posizioni sostanziali nessuna correzione. D’Alema costringe i Democratici a uscire allo scoperto. Provocando corti circuiti e reazioni scomposte. Nessuno sembra essere d’accordo con lui, ma al solito le correnti sono l’une contro l’altre armate. Se è per i bersaniani, loro Cuperlo non lo vogliono, preferiscono tenersi Epifani al partito e Letta al governo, nell’illusione di poter mantenere il controllo della situazione. Ecco Nico Stumpo: “D’Alema fa esperimenti. In laboratorio due corpi di peso diverso cadono alla stessa velocità, dal centesimo piano di un palazzo non è così. La politica non è la fisica”. Mentre spiega che se si va al voto le primarie per la premiership sono obbligate, quelle per la segreteria no. Bersani e D’Alema hanno litigato in occasione del voto per la presidenza della Repubblica e non si sono più ripresi. Anche le considerazioni su Letta qualcuno dei più maliziosi tra i Democratici le attribuisce almeno in parte a rancori personali: lui, Massimo, ci teneva a fare il ministro degli Esteri, ma è stato lasciato fuori. Sacrificato nel nome di larghe intese il più possibile rispettabili. I lettiani reagiscono in maniera gelida. Nello stile sobrio, abile e ostentatamente al di sopra delle parti del loro capofila non si lasciano andare ad attacchi frontali o a dichiarazioni urlate. “Ha smentito”, provano a dire. Nessuno vuole parlare. Sembra proprio un ordine di scuderia. Nessun commento neanche da Letta, ma chi lo conosce lo descrive come piuttosto irritato, anche perché finora ha detto in tutti i modi che vuole rimanere fuori dalle dinamiche congressuali. Però, se il governo dovesse cadere, è pronto a candidarsi contro Renzi. Una scelta che valuta quasi obbligata.

NESSUNA dichiarazione entusiasta nemmeno da Matteo Renzi (che peraltro sta in America) e dei suoi. La posizione del sindaco di Firenze è abbastanza chiara: non ci pensa proprio a passare per il prescelto da D’Alema (peraltro il suo primo rottamato). Senza contare che non ha rinunciato affatto a correre per la segreteria. Interessante a questo proposito il ragionamento di Alfredo d’Attorre (bersaniano): “Cuperlo segretario dovrebbe avere l’appoggio anche di Renzi”. Ma in base a cosa ? I renziani con Dario Nardella però attaccano frontalmente Zoggia: “Mi chiedo che senso abbia che un partito si chiami democratico se rifiuta un congresso ed esclude le primarie per la scelta del candidato premier”. Poi: “Queste dichiarazioni irresponsabili non fanno altro che danneggiare inutilmente Letta e il governo lasciando pensare che la crisi sia cosa già scontata”. Anche uno degli storici dalemiani come Latorre prende le distanze: “Massimo fa sempre riflettere, ma non la penso come lui. Segretario e candidato premier devono coincidere”.

Informazioni su piemontenews

aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il agosto 25, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: