PERCHÉ I MEDIA INTERNAZIONALI HANNO IGNORATO LE PROTESTE IN BULGARIA?

image_thumb22Fonte medium.com 28 giugno,DI
PETYA K. GRADY 2013 attualità
La gente è scesa in strada non perché un delinquente qualsiasi è diventato troppo ambizioso ma perché un governo colluso sta spogliando il loro paese.
Migliaia di Bulgari sono scesi in strada per una settimana, ma, salvo rare eccezioni, i media internazionali hanno scelto di non parlarne.

Se la guardiamo dal punto di vista pratico, questa decisione ha senso. La gente a Sofia è scesa in piazza una settimana fa dopo che Delyan Peevski – un noto oligarca, magnate dei media e politico è stato nominato a capo della Agenzia di Stato bulgara per la Sicurezza Nazionale. La nomina è stata improvvisa e prima che la sua nomina fosse pubblica, Peevski stava già concedendo interviste per spiegare come avrebbe portato avanti il suo incarico. I bulgari non lo volevano e con Facebook e Twitter, hanno organizzato una protesta, così in ventiquattro ore il Primo Ministro ORESHARSKI ha ritirato questa nomina.

Ma perché coprire una protesta che sembra rivolta contro una persona specifica, nominata ad una posizione molto specifica e, soprattutto, dopo che questa stessa nomina è già stata ritirata?
Non è una novità. Per un pubblico occidentale, la storia sarebbe già finita prima ancora di cominciare.

Anche se le proteste hanno avuto una causa specifica, come è stato per Piazza Taksim, in realtà le cause non risalgono proprio a questo particolare incidente.
Si tratta di qualcosa di molto più grande e di molto più inquietante, qualcosa che, francamente, sembra veramente da irresponsabili che averne parlato sui media … e, per un europeo dell’Est, che è così abituato a mettere in discussione l’obiettività dei media, questo comportamento appare quasi criminale.

Chi ti ha detto di tenere la bocca chiusa?!

Grazie ai suoi collegamenti ben documentati con imprenditori criminali e con i loro compari politici, l’ingiustificata facile ascesa di Peevski al potere è riuscita a simboleggiare un sistema di governance in cui politica, economia e interessi criminali hanno sviluppato un rapporto così simbiotico, che né i politici né i cittadini riescono mai a distinguere dove finisca il guadagno di qualcuno e dove ne cominci il guadagno di un altro.

La corruzione non è l’unica peculiarità della Bulgaria, ma quello di cui bisogna veramente parlare – su quanto sta accadendo in Bulgaria – è il modo in cui il (nostro) ceto politico è diventato il prodotto della stessa corruzione. Gli interessi politici e criminali sono stati così a lungo interconnessi che le persone chiamate a gestire il paese hanno una concezione del tutto confusa su ciò che significa governare.
Quello che la nomina di Peevski ha rappresentato così perfettamente è che i governanti non sono più in grado di discernere quale delle loro attività violi effettivamente la legge.
Sono diventati così intoccabili e distaccati che ormai quando non sono incapaci sono viscidi.

La gente è scesa in strada non perché un delinquente è diventato troppo ambizioso. La gente è andata fuori perché stanno spogliando il loro paese.

E’ questo che valeva la pena di scrivere.

Petya K. Grady
Fonte: https://medium.com/
Link : https://medium.com/better-humans/c48a55c30e29

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il giugno 30, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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