L’idea del governo: ridurre gli assegni ai pensionati (decisioni tecniche della grande banda del Loden )

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Fonte articolotre 17/05/2013 readazione attualità
Redazione18 maggio 2013- Prove di Elsa Fornero anche per il nuovo ministro del Welfare Enrico Giovannini.Rispondendo alle domande dei parlamentari, in un question time che altrimenti sarebbe passato inosservato come gli altri, l’ex presidente dell’Istat ha cominciato ad abbozzare le linee di intervento del suo governo.

Al centro del mirino di nuovo le pensioni. Stavolta, però, non dovrebbe essere nuovamente innalzata l’età pensionabile. Più di così infatti non si può fare.

Quindi bisogna facilitare l’uscita anticipata dal lavoro, ma in modo da risparmiare sui conti Inps.

La riforma Fornero, in proposito, aveva già introdotto il principio. Le donne, per esempio, possono ancora ritirarsi a 58 anni con 35 di contributi. La penalizzazione è però drammatica, perché in questo caso tutta l’intera carriere verrebbe rivisitata con il “metodo contributivo” (chi ha quell’età, invece, in molti casi rientra nella “riforma Dini”, che salvaguardava il calcolo col “retributivo” per chi aveva 18 anni di contributi del 1995). L’assegno pensionistico, nel migliore dei casi, verrebbe ridotto di oltre il 30%.

Una seconda modalità già esistente è invece quella della decurtazione percentuale per ogni anno in meno rispetto all’età limite (42 e 5 mesi di contributi per gli uomini, un anno in meno per le donne). Fin qui il 2% l’anno, che in qualche caso può essere considerato “accettabile” (specie per le retribuzioni – e quindi le pensioni – più alte).

L’idea di Giovannini – par di capire, perché di numeri non ne sono stati fatti – è amplificare al massimo questa possibilità, fino a prevedere il part time obbligatorio per gli anziani in aziende che invece assumono giovani (con contratti di apprendistato).

Il governo intende “risparmiare” anche sulla cassa integrazione “in deroga” (per le categorie d’impresa in cui non esiste l’istituto della cig perché aziende e lavoratori non devono versare i relativi contributi): i fondi per quest’anno sono stati lasciati a soli 800 milioni, pur sapendo perfettamente che non basteranno, anche perché i licenziamenti e le chiusure aziendali sono in aumento.

Ma per il governo è anche un modo di “anticipare” il passaggio a regime dell’Aspi (il “nuovo” assegno di disoccupazione previsto dalla “riforma Fornero” che andrà a sostituire sia la cig in deroga che quella straordinaria, oltre alla “mobilità”; ma per un periodo massimo molto più breve).

Informazioni su piemontenews

aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il maggio 18, 2013, in attualità, Uncategorized con tag , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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