I VECCHI AMICI DI ALEMANNO OMBRE E GUAI IN CAMPIDOGLIO DA MANCINI A PANZIRONI, STORIA DEI RAPPORTI “PERICOLOSI TRA IL PRIMO CITTADINO E TANTI MANAGER DELLA DESTRA ROMANA

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Fatto Quotidiano 29/04/2013 di Rita Di Giovacchino attualità

Mancini non è il mio braccio destro, sono illazioni da cui nonmi farò condizionare”. Alemanno non flette e non recede, non ha altra scelta che tornare a fare il sindaco di Roma e nonintende rinunciarci. La valanga rischia di travolgerlo, ma lui glissa, smussa, minimizza. Riccardo, che riceveva dall’assessore Mancini chi? Che l’ex ad di Ente Eur fosse “diretta espressione del vertice dell’amministrazione capitolina”, uomo “subordinato” al sindaco di Roma, in realtà lo afferma il gip Stefano Aprile nell’ordinanza d’arresto in cui contesta all’ex ad di Ente Eur il reato di concussione: “Non aveva incarichi ufficiali, ma riceveva nella stanza del- l’assessore”. Non è cosa facile prendere le distanze dall’amico di un vita, a legarli è il comune passato di “duri e puri” da Avanguardia nazionale a Boia chi molla. E lui Mancini in effetti non lo ha mai mollato, almeno finora. La loro amicizia era nata proprio all’Eur. Il Fun- go era il punto di raccordo negli anni Ottanta della fascisteria romana, dai Pariolini come Alemanno, ai fratelli Fioravanti, noti per i molti omicidi e i famosi processi, fino a Massimo Carminati, il Nero di Ro m a n zo Criminale, che all’Eur spa era di casa, qualcuno pensava che ad- dirittura Mancini lo avesse assunto. “Macché è soltanto un vecchio amico”, si è giustificato lui. A preoccupare in queste ore il sindaco di Roma è soprattutto una cena con i vertici di Fin- meccanica, possibile oggetto di un suo interrogatorio in procura subito dopo Pasqua. “Sono stato a cena con Guarguaglini, c’era anche Cola, Mancini non c’era”. Ma “chi tocca quei fili muore” e i rapporti con Finmeccanica hanno bruciato gloriose carriere, dentro e fuori piazza Montegrappa, da Guarguaglini a Tremonti, al suo braccio destro Milanese, condannato ieri a 8 mesi per quella barca da 16 metri ottenuta in cambio del suo interessamento agli appalti Enav. “I filobus era- no soltanto uno step in vista del mega-appalto da 2 miliardi di euro. A Mancini interessava so- prattutto la nomina ad ad di Ente Eur”, ha raccontato al pm Ielo, Marco Iannilli, commer- cialista del Lorenzo Cola legato a Guarguarglini proprio perché quel manager, con il busto di Mussolini nel salone e il ritratto di Hitler sul letto, era l’uomo giusto per trattare con la segre- teria di Alemanno. La lobby Rome, come l’ha definita Eduardo d’Incà Levis, di cui Mancini era l’emissario. Dal Fungo al Fungo, 30 anni dopo grazie ai filobus Mancini è tor- nato da vincitore. Con l’elezione a sindaco di Alemanno era uscito allo scoperto, finanziatore di due campagne elettorali e poi suo tesoriere. Le chiavi di Eur spa gli spettavano. Intestatario di una fila di conti esteri su cui venivano fatte circolare le commesse, Iannilli sa tutto: “Il ruolo di Mancini era quello di chiudere gli accordi e di bloccare i pagamenti, attraverso le sue entrature nell’amministrazione comunale, fino a quando Cerando (manager di Breda- Menarinibus, ndr) non avesse erogato le somme dovute”. Un dubbio: “A quel punto vado da Cola e gli chiedo: se l’appalto lo prende Finmeccanica. come è possibile che la tangente la prende Finmeccanica ? I soldi sono suoi e di Borgogni”. Nomi e cognomi della Parentopoli Non è la prima grana che vede Alemanno coinvolto inuna storia di favori e tangenti. Nell’in – chiesta sulla barca di Milanese, l’ex ad di Enav Guido Pugliese, spiegò: “Sulla nomina di Fabrizio Testa quale ad di TechnoSky ci furono inchieste insistenti da parte del sindaco di Roma che mise in croce Tremonti”. Il sogno di Mancini era il rilancio del- l’Eur, 40 milioni di incasso all’anno. Dalla Nuvola di Fuksas, al vecchio Velodromo saltato in aria, dove voleva progettare alberghi e palazzine, 30 mila cubi di cemento. Si portava dietro amici e amici degli amici. Fuori i dirigenti storici per far posto a Dario Panzironi, figlio di Franco, ad di Ama. Ma anche Adriano Tilgher, 1 anno e 9 mesi per violazione della legge sulle armi. E poi il suo socio in affari Ugo Luini, trai consiglieridi NuovaIta- lia, perquisita la sera dell’arresto di Mancini. Nell’ultimo mese Alemanno ha cercato di prendere le distanze da “cementificazione” e Parentopoli. Ma il suo si- stema di potere poggiava anche su Franco Panzironi. La scelta di assumere il figlio Dario, a no- vembre, ha fatto scandalo. Ma nessuno ha battuto ciglio quando il padre fu indagato per turbativa d’asta conpressioni e minacce alle ditte interessate all’appalto da 16 milioni per la forni- tura delle divise dei netturbini, assegnataalla Sogesiortofrutta). Anche la Parentopoli capitolina reca la sua firma: nel 2009 ci fu un’infornata di 350 lavoratori in- terinali, tra cui la figlia dell’ex ca- poscorta di Alemanno, il genero Armando e la sua segretaria. Lo scandalo si estese all’Atac, altre 850 assunzioni. Furono indagati, oltre Panzironi, anche Gianfrancesco Regard, ex responsabile legale dell’Ama, Luciano Cedrone direttore del personale, il diri- gente Ivano Spadoni dirigente aziendale e Sergio Bruno, presi- dente del consorzio Elis. Le 800 assunzioni erano avvenute tramite l’Elis, agenzia interinale pri- va dei requisiti di legge, ma 40 furono per chiamata diretta. Parentopoli fu un ciclone che investì una giunta già offuscata da al- tri scandali: fino al 2009 ai vertici dell’Ama c’era Stefano Andrini, anche lui legato all’estrema destra. Legami che non aveva mai reciso: fu costretto a dimettersi non per il passato di picchiatore, ma per i rapporti con Gennaro Mokbel e il senatore Nicola Di Girolamo, coinvolto nella truffa di Fastweb e Telecom Sparkl

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il marzo 29, 2013, in attualità, politica, Uncategorized con tag , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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