“SIAMO BRAVI E CI TAGLIANO CHI LO SPIEGA AI MALATI? A ROMA IL SAN FILIPPO NERI È UN’ECCELLENZA, MA IL COMMISSARIO BONDI PROPONE DI ELIMINARLO: TROPPI OSPEDALI (PRIVATI) IN ZONA


Fatto Quotidiano 8/12/2012 Chiara Paolin attualità
Roma L e due signore siedo- no nella saletta d’at – tesa al terzo piano del Padiglione D. Chi- rurgia oncologica. Terapia del dolore.Day hospital.Le duesi- gnore sono infuriate. Parlano agitando le mani, stringono i giacconi imbottiti che scivola- no a ogni gamba scavallata: fuo- ri fa freddissimo, dentro l’ospe – dale la rabbia ribolle. “Questi so’pazzi, vojono chiude’tutto e buttacce pe’ strada: maledetti loro co’ tutti i soldi che se so’ fregati!” dice la signora più ar- rabbiata mentre infila nella borsa il plico degli esami vecchi. “Mi’ marito se sta a curà qua, mo’ che famo, annamo a chie- de’ in giro chi se lo pija a fa’ la chemio?”. L’ALTRA RICAMBIA, nervosa. Dice che la cugina di Viterbo le ha insegnato di venire al San Fi- lippo per fare la mammografia: “Arrivi col trenino, è pure co- modo. Te fanno l’esame, te ope- rano, te fanno la radioterapia già sul lettino. E pure la ricostru- zione te fanno subito, e c’è lo psicologo. Ma se rendono conto de come lavorano bene questi qua? E li vogliono chiude’? Ma io je dò foco se me passa davanti un politico, je dò foco!”. Il San Filippo Neri, ospedale d’eccellenza nella sanità roma- na, è sotto attacco. La gente vie- ne da tutto il Lazio per curarsi: è meglio della clinica privata, di- cono le signore, tutti gentili e dottori bravissimi. Ma nelle mappe del commissario Enrico Bondi c’è una croce disegnata qui sopra. In zona stazionano troppe strutture: giganti come il Gemelli, il San Pietro Fatebene- fratelli col Cristo Re, il Sant’An – drea. Troppa densità di postilet- to, bisogna tagliare. “LA PAROLA esatta nel docu- mento che ci hanno consegnato era ‘disattivazione’ – spiega il primario di Oncologia, Giovan- ni Battista Grassi –. Nel qua- drante Nord siamo già tanti, e allora noi dobbiamo chiudere: noi, l’unico ospedale pubblico. Peccato cheabbiamo uncentro di cardiochirurgia ai più alti standard internazionali, una tradizione di gastroenterologia già storica, la neurochirurgia di assoluto prestigio”. Interruzio- ne, un medico s’intromette e spiega che il paziente appena operato è stabile, drena bene, tutto ok. “Vede, questo collega qua è in straordinario non pa- gato. Lo fanno tutti: infermieri, medici, dirigenti. Per garantire la qualità abbiamo già tagliato tutto il superfluo. Qualche sfor- zo ulteriore si può fare, ma io voglio sapere questo: quanto costa un intervento per cancro al fegato al Gemelli? Quanto un colon? Un polmone? Facciamo il confronto, ottimizziamo dove si spreca, decidiamo secondo razionalità, non con l’accetta”. Il corridoio è lungo, un paziente porta a spasso la sua flebo, fa un cenno al professore. Come va? “Insomma, dottò”dice lui guar- dando fuori, verso il piazzale dove il personale ha manifestato ieri mattina. Tutti in cima alla scala col megafono, per dire a turno che il San Filippo non si chiude. C’è anche Nicola Man- gialardi, chirurgo vascolare che

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