TERREMOTO EMILIA I DANNI LI PAGHIAMO NOI Le misure del governo per il sisma: aumento delle accise sui carburanti e (per ora) dell’Iva. Tasse e mutui rinviati


Fatto Quotidiano di Marco Palombi Attualità
di Trema la terra, crollano le case e un pezzo pregiato del mondo produttivo italiano, ma l’onda sismi-
ca non si ferma lì, anche quel regno astratto chiamato “conti p u bbl i c i ” rischia di rimanere sotto le macerie per due motivi: il costo della ricostruzione e la perdita di Pil conseguente alla distruzione delle fabbriche (e addio “cauta rip re s a ” nel secondo semestre 2012 su cui aveva fatto i conti il gover no).
IERI il Consiglio dei ministri ha comunque fatto quel che doveva, vale a dire un decreto per gestire l’emergenza e gettare le basi della ricostruzione: i versamenti fiscali sono rinviati al 30 settembre e i mutui a fine anno; è stabilita “la concessione di contributi a fondo perduto per la ricostruzione e riparazione delle abitazioni danneggiate dal sisma, per la ricostruzione e la messa in funzione dei servizi pubblici, per gli indennizzi alle imprese e per gli interventi su beni artistici e culturali” (è stato già creato un fondo da un miliardo l’anno per il 2013 e 2014); sempre per le imprese
ci saranno linee di credito agevolate sul fondo di rotazione della Cassa depositi e prestiti e su quello di garanzia del Mediocredito Centrale, mentre i comuni colpiti avranno una deroga – ancora da quantificare – ai vincoli di bilancio per le spese della ricostruzione. Roba che costa e, per racimolare i soldi, Monti & co. hanno finora indicato due strade. La prima è l’au-
mento di 2 centesimi dell’accisa sulla benzina, come previsto dal recente decreto sulla Protezione civile: se si fanno i conti sui consumi del 2011, il gettito dovrebbe essere superiore ai 550 milioni di euro. La seconda
è l’idea di devolvere all’emergenza sisma i risparmi della spending review: se le stime saranno confermate, si tratta di 4,2 miliardi da giugno a dicembre (7,2 miliardi su base annua). Insomma, ad oggi – quando non esistono ancora stime affidabili dei danni – lo stanziamento per il sisma in Emilia Romagna è di 4,7 miliardi di euro, cui vanno aggiunti le decine di milioni già impiegate per l’emergenza e i 90 che arriveranno dal dimezzamento dei rimborsi elettorali di giugno.
USARE I PROVENTI della spending review, però, potrebbe avere un effetto davvero spiacevole: quei soldi dovevano servire a bloccare l’aumento di due punti delle aliquote Iva del 10 e 21 per cento in arrivo ad ottobre. Una botta da 400 euro a famiglia secondo le associazioni dei consumatori e il colpo forse definitivo all’a gonizzante domanda interna: “Credo che dovremmo evitarlo, ma vedremo”, ha glissato il ministro Andrea Riccardi. I soldi della spending review in realtà, spiega una fonte del governo, potrebbero essere solo una “copertura ponte” per finanziare subito emergenza e inizio
Il rincaro della benzina porterà 550 milioni, lo Stato pronto a spendere quasi 5 miliardi
ella ricostruzione: la revisione della spesa, infatti, dovrebbe alla fine alleggerire le uscite dello Stato di 20 miliardi strutturali entro il 2014, assai più di quanto si spenderà in Emilia una tantum. Una via d’uscita – la richiesta è già arrivata informalmente alla commissione Ue – è escludere questo esborso dai vincoli di bilancio: trattativa difficile, ma non impossibi-
Cgil, Cisl e Uil Rinviato il corteo per il lavoro
I
l corteo sindacale del 2 giugno (sui temi del lavoro, del fisco, della crescita e del welfare) è stato rinviato. Ad annunciarlo il leader Cisl, Raffaele Bonanni. I leader si recheranno, in quella data, a visitare le popolazioni colpite in segno di solidarietà. Cgil, Cisl e Uil hanno deciso anche di devolver e un’ora di lavoro alle popolazioni colpite.
le, magari sotto la forma di interventi per la messa in sicurezza del territorio. Il problema vero, però, è non lasciar morire i distretti produttivi della zona, tra i più importanti d’Italia: il biomedicale di Mirandola, la ceramica a Finale, la meccanica tra Modena e Ferrara, il tessile a Carpi e l’agroalimentare un po’ dovunque valgono un fatturato tra i 25 e i 30 miliardi di eurol’anno. Perderli vorrebbe dire impoverire una parte finora ricca del paese e, ovviamente, peggiorare i conti dello Stato ad ogni livello: entrate (meno tasse), uscite (disoccupati) e denominatore, vale a dire il Pil. Serve liquidità, e si vedrà quanto funzioneranno Cassa depositi e prestiti e Mediocredito, ma anche soluzioni per uno spostamento temporaneo e si potrebbe pure – Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, lo ha chiesto al ministro Corrado Passera – riservare alle imprese della zona una quota di appalti p u bbl i c i .
A LT R E T TA N TO impor tante, ovviamente, sarà avviare subito la ricostruzione: ci penserà Vasco Errani, nominato ieri commissario straordinario (“lavoreremo bene e in trasparenza”). Il suo progetto? Dire addio al “modello L’Aquila”, in cui il commissario fa e disfa in solitudine: “Staremo nell’ordinar ietà: costruiremo un progetto sulla base delle comunità e degli accordi con le forze economiche, sociali e del volontariato”. È il modello emiliano: concertare sempre, tutto, speriamo non troppo e coi soliti noti.

Annunci

Informazioni su piemontenews

aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il maggio 31, 2012, in attualità, Uncategorized con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: